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In Borsa l'effetto Monti è finito
E lo spread torna a 490 punti

Milano apre la seduta in rialzo dell'1,30%, poi chiude in territorio negativo: -1,99%. Il differenziale tra i titoli italiani e tedeschi torna a salire: il rendimento dei Btp vola al 6,7%. Collocati 3 miliardi di titoli a 5 anni
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MILANO - Seduta pesante per Piazza Affari che dopo un avvio scoppiettante crolla: a fine seduta il Ftse Mib ha ceduto l'1,99%. A Londra l'Ftse 100 ha ceduto lo 0,47%, a Parigi il Cac 40 è arretrato dell'1,28%, mentre a Francoforte il Dax 30 è scivolato dell'1,19%. Insomma le tensioni sul debito sovrano italiano restano alte e così i mercati invertono la rotta dopo l'asta Btp da 3 miliardi a cinque anni. Certo, il Tesoro è riuscito a collocare tutti i 3 miliardi in un momento di incertezza e difficoltà a dimostrazione che il mercato ha fiducia in Mario Monti, il presidente del consiglio incaricato. Ma il rendimento fissato è volato al 6,29%, il più alto del 1997, nonostante la domanda abbia coperto 1,46 volte l'offerta.  E così se da un lato si registra un forte incremento rispetto all'ultima asta di ottobre quando i rendimenti viaggiavano tra il 5 e il 5,5%, dall'altro c'è da rilevare il netto calo nei confronti del m…
MILANO - Seduta pesante per Piazza Affari che dopo un avvio scoppiettante crolla: a fine seduta il Ftse Mib ha ceduto l'1,99%. A Londra l'Ftse 100 ha ceduto lo 0,47%, a Parigi il Cac 40 è arretrato dell'1,28%, mentre a Francoforte il Dax 30 è scivolato dell'1,19%. Insomma le tensioni sul debito sovrano italiano restano alte e così i mercati invertono la rotta dopo l'asta Btp da 3 miliardi a cinque anni. Certo, il Tesoro è riuscito a collocare tutti i 3 miliardi in un momento di incertezza e difficoltà a dimostrazione che il mercato ha fiducia in Mario Monti, il presidente del consiglio incaricato. Ma il rendimento fissato è volato al 6,29%, il più alto del 1997, nonostante la domanda abbia coperto 1,46 volte l'offerta.  E così se da un lato si registra un forte incremento rispetto all'ultima asta di ottobre quando i rendimenti viaggiavano tra il 5 e il 5,5%, dall'altro c'è da rilevare il netto calo nei confronti del mercato secondario: la scorsa settimana i Btp a cinque anni rendevano il 7,50%. 

Il costo del debito italiano resta quindi a livelli di guardia, anche se dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi il differenziale di rendimento tra i titoli decennali italiani e tedeschi era calato a quota 445 punti, prima di tornare a 490 punti. Anche perché questa mattina gli investitori si sono lanciati sull'acquisto di bund abbattendone il rendimento sotto l'1,8%. E di conseguenza la forbice con Btp (al 6,7%) è tornata ad allargarsi.

Seduta nervoso anche per Wall Street: Dow Jones e Nasdaq si muovono poco sotto la parità, l'S&P 500 cede mezzo punto percentuale. 

Occhi puntanti sulla Grecia in attesa di mercoledì con il voto di fiducia al governo di Lucas Papademos, ex banchiere centrale che ha supervisionato l'ingresso del suo Paese nella zona euro nel 2002.

A Roma, intanto, si attende la presentazione della lista dei ministri e il giuramento del nuovo esecutivo che nei prossimi giorni sarà in Parlamento per la fiducia. I mercati finanziari aspettano indicazioni anche sulla manovra correttiva da 25 miliardi che potrebbe varare il nuovo governo. Gli investitori vogliono chiarezza e non sono disposti ad attendere all'infinito. La tregua sui mercati potrebbe infatti durare solo pochi giorni. Tra i titoli peggiori della seduta Campari (-7,57%), Unicredit (-6,18%), Banca popolare di Milano (-5,95%) e Fiat Industrial (-5,13%).

Intanto, in mattinata hanno aperto la settimana all'insegna degli acquisti i mercati asiatici: Tokyo ha chiuso in progresso di oltre l'1%.

Il quadro internazionale beneficia della notizia che l'economia giapponese, nel terzo trimestre, è uscita dalla recessione generata dal terremoto dello scorso marzo. Il Pil del paese è cresciuto nel periodo dell'1,5% congiunturale, in linea con le attese, anche se si tratta di un tasso di espansione probabilmente destinato a raffreddarsi a causa dello yen forte.

L'euro cala a 1,363 contro il dollaro, mentre il petrolio Wti ripiega sotto quota 99 dollari al barile.