Economia

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Si allentano le tensioni sugli spread
Borse europee in rosso, giù Wall Street

Seduta negaitva per le principali Piazze del Vecchio continente. L'agenzia di rating americana Fitch minaccia di tagliare l'outlook delle banche Usa. Il differenziale tra i titoli francesi e tedeschi tocca per la prima volta quota 200 punti e poi rientra

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MILANO - Francia e Spagna sotto attacco. Proprio nel giorno dell'asta dei loro titoli di Stato con gli spread che prima volano alle stelle e poi rientrano in parte. E così le Borse chiudono la seduta in territorio negativo: Milano ha perso l'1,43%, Londra l'1,63%, Francoforte l'1,21%, Parigi l'1,87%. Sui mercati pesa anche l'effetto Fitch. L'agenzia di rating ha annunciato che il suo outlook sulle banche americane potrebbe peggiorare se la crisi del debito nella zona euro non si risolvesse rapidamente. E così Wall Street, dopo la seduta negativa di ieri, si muove ancora in territorio negativo. A Milano tra i titoli peggiori Fonsai (-6,48%), Buzzi (-5,89%) e Finmeccanica (-4,12%).

In questo contesto la Francia è comunque riuscita a collocare quasi il massimo importo programmato di 7 miliardi di euro nell'asta odierna di titoli a breve e medio termine: Parigi ha infatti assegnato in totale 6,976 miliardi di euro, ma per i titoli a 5 anni il rendimento medio è salito al 2,82% dal 2,31% del 20 ottobre scorso. Mentre sul mercato secondario lo spread nei confronti dei bund tedeschi dopo esser volato a  205 punti ha ripiegato a quota 174.

Non è andata bene, invece, l'asta spagnola. Il rendimento dei titoli decennali è ai massimi dal 1997 e la domanda è calata. E così Madrid non è riuscita a collocare il massimo ammontare previsto a 4 miliardi, dovendosi accontentare di 3,56 miliardi con un rendimento medio è salito al 6,975% dal 5,433 dell'ultima asta del 20 ottobre scorso. Il rapporto tra domanda e offerta è calato a 1,5 dall'1,7 precedente. Sul mercato secondario, intanto, lo spread è schizzato a 459 punti.

Preoccupata dagli spread e dai rendimenti record registrati negli ultimi giorni dai propri titoli di Stato, Parigi sta cercando di convincere Berlino a modificare i trattati per consentire all'Eurotower di fungere da creditore di emergenza per gli stati in crisi. Non a caso ieri il ministro delle Finanze francese, Francois Baroin, ha rilanciato l'idea di fornire l'Efsf, il fondo salva-stati europeo, di licenza bancaria, in modo da aumentarne la capacità effettiva attraverso la leva. Una proposta immediatamente bocciata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel.

Si riduce, invece, la pressione sui titoli di Stato italiani che in mattinata erano tornati a pagare 530 punti base in più rispetto ai tedeschi, poi dopo le parole del presidente del Consiglio, Mario Monti, al Senato lo spread è tornato sotto quota 500, grazie anche all'appoggio dell'Fmi e delle agenzie di rating al nuovo governo. Le tensioni si registrano anche con il sesto aumento consecutivo dei depositi "overnight" presso la Bce: ieri le banche europee hanno allocato allo sportello ufficiale 216,295 miliardi, in rialzo del 13,9% dai 189,827 miliardi di martedì. Rimane comunque ancora lontano il record registrato appena il 7 novembre scorso: 298,591 miliardi. Le banche, tuttavia, incontrano sempre difficoltà a prestarsi soldi, preferendo depositarli presso la Bce a un tasso inferiore rispetto a quanto gira l'overnight.

L'euro è stabile a 1,35 contro il dollaro, mentre il prezzo del petrolio Wti oscilla intorno ai 100 euro. L'instabilità dei mercati ha pesato anche sulle Borse asiatiche protagoniste di una seduta contrastrata: a Tokyo l'indice Nikkei ha chiuso in progresso dello 0,1%, mentre Hong Kong ha perso lo 0,8%, Shanghai lo 0,2%, e Seul ha guadagnato l'1,1%.