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Borse asiatiche chiusura in lieve flessione

Dopo i ribassi di ieri, Tokyo e le Borse asiatiche contengono le perdite e chiudono in leggero calo. Il Nikkei ha annunciato che si fonderà con la Borsa di Osaka, dando vita al terzo operatore mondiale del settore

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MILANO - La Borsa di Tokyo ha chiuso in moderato calo, dopo aver toccato nel corso della seduta il minimo dal 15 marzo a causa delle preoccupazioni dopo il fallimento delle trattative sul debito usa, che si uniscono ai timori per la zona euro. L'indice Nikkei ha perso lo 0,40% a 8.314,74 punti. Acquisti tecnici nella seconda parte della sessione e il balzo del 20% delle Olympus, hanno contribuito a limitare la caduta. La società è salita, dopo aver perso nelle ultime sedute oltre l'80% del suo lavoro, a seguito della notizia che una commissione investigativa indipendente chiamata a far luce sulle commissioni gonfiate pagate agli advisor non ha trovato più collegamenti con i vecchi sistemi aziendali.

Il listino è stato sostenuto soprattutto dal rimbalzo dei produttori di materie prime e dalle aziende impegnate nel comparto petrolifero (+2,3%). I prezzi del greggio sono apprsi in rialzo in Asia dopo la decisione di Usa, Canada e Gran Bretagna di inasprire le sanzioni contro l'Iran, che colpisce soprattutto la produzione di petrolio e le industrie petrolchimiche. I contratti sul Wti con consegna a gennaio sono saliti di un centesimo a 96,93 dollari al barile, mentre il Brent gennaio ha guadagnato 12 centesimi a 107 dollari al barile.

Ieri le borse di Tokyo e Osaka, le principali del Giappone, hanno annunciato la fusione per il 2013, una fusione che darà vita al terzo più importante operatore borsistico mondiale. In base all'accordo, gli azionisti della borsa di Osaka riceveranno 0,2 azioni di quella di Tokyo per ciascuno dei loro titoli; mentre quest'ultima pagherà 480mila yen (circa 4.600 euro) per ogni azione dell'altra. La nuova borsa sarà la terza più grande dopo NYSE Euronext e il gruppo Nasdaq OMX.