Economia

il caso

La Fondazione Mps
vicina a ridefinire il debito

Il crollo in Borsa del titolo Monte Paschi Siena ha abbassato drasticamente il valore delle azioni date in pegno alle banche creditrici. Complessivamente l'ammontare su cui gli istituti di credito chiedono maggiori garanzie è vicino a 1,1 miliardi

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MILANO - Sono "in una fase avanzata" le trattative tra Fondazione Mps e banche creditrici per ridefinire la struttura del debito. Lo annuncia l'ente in un comunicato. "In relazione alle recenti indiscrezioni di stampa - si legge - la Fondazione Monte dei Paschi di Siena comunica che sono in una fase avanzata le trattative con i propri istituti finanziatori volte a ridefinire la struttura delle garanzie prestate sui contratti in essere".

Il nodo del debito per l'ente senese si è fatto più stretto nelle ultime settimane con il crollo del titolo di Banca Mps che venerdì è sceso fino a 0,23 euro. Le banche creditrici chiedono garanzie aggiuntive rispetto alle azioni date in pegno (tutta la quota detenuta dall'ente di Palazzo Sansedoni pari al 50,2% del capitale). Il debito riguarda sia il finanziamento da 600 milioni concesso da un pool di banche guidate da Jp Morgan per la ricapitalizzazione della banca dell'estate scorsa sia il derivato con Credit Suisse per la sottoscrizione del fresh, lo strumento ibrido di capitale emesso sempre da Banca Mps.

Complessivamente l'ammontare del debito su cui le banche chiedono maggiori garanzie è pari a poco meno di 1,1 miliardi. La Fondazione Mps, che sta trattando con il direttore generale Claudio Pieri e il suo staff, ha rimborsato parzialmente il finanziamento acceso per la ricapitalizzazione della banca, che ora ammonta a 530 milioni residui ma alle condizioni attuali di mercato non è in grado di cedere immediatamente altri asset rappresentati dalla partecipazione nella società immobilare Sansedoni e dalla tenuta vitivinicola Fontanafredda

Nel portafoglio dell'ente guidato da Gabriello Mancini c'è anche la partecipazione in Cdp. Tra gli asset di maggior pregio c'è poi la sede di Palazzo Sansedoni. Più facile in teoria cedere la quota del fondo di private equity di Matteo arpe, Sator. Certamente proseguiranno le vendite in borsa delle azioni Mediobanca in portafoglio, già avviate la scorsa settimana (il pacchetto era dell'1,9%).