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Le banche centrali fanno girare i mercati
Volano Milano, Borse europee e Wall Street

Dopo una mattinata in tono minore a causa della raffica di downgrade decisi da Standard & Poor's, l'intervento di Fed, Bce e altri quattro istituti centrali cambia il volto della giornata. Poche ore prima Pechino aveva abbassato di 50 punti base le riserve obbligatorie.

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MILANO - La Federal Reserve, la Bce ed altre quattro Banche centrali hanno deciso di ridurre di 50 punti base il tasso d'interesse sulle operazioni di swap in dollari, aumentando la liquidità nel sistema bancario e cambiando nel giro di pochi minuti il volto della giornata borsistica. Lo ha comunicato la Fed, specificando che le altre banche coinvolte nell'operazione sono la Banca del Canada, la Banca d'Inghilterra, la Banca del Giappone e la Banca Centrale Elvetica. Poco prima la banca centrale cinese aveva abbassato di 50 punti base il livello di riserve obbligatorie delle banche.

Nel comunicato della Fed si legge che "lo scopo di queste operazioni è di allentare le tensioni sui mercati finanziari e quindi mitigare gli effetti di queste tensioni sulla capacità da parte delle banche di fare credito a famiglie e imprese in modo da aiutare la ripresa economica".

Nei fatti significa che il costo di circolazione dei capitali tra le diverse banche centrali scenderà e di riflesso anche quello praticato verso e dagli istituti che fanno credito a famiglie e imprese farà altrettanto. Il taglio sarà effettivo dal prossimo cinque dicembre fino al febbraio 2013.

Il rinnovato interventismo delle banche centrali e la speranza che la locomotiva cinese torni a correre spinge gli acquisti in tutta Europa. Piazza Affari a fine seduta guadagna il 4,38%, Londra il 2,93%, Parigi il 3,9% e Francoforte l'4,86%.

Euforica anche la borsa di Wall Street. Il Dow Jones sale del 4,16% a 12.036,68 punti, il Nasdaq avanza del 4,17% a 2.620,34 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso del 4,30% a 1.246,58 punti.

Tra titoli scambiati a Milano spicca Telecom Italia Media che, sul ritorno delle ipotesi di nuovi soci nel capitale, è entrata in asta di volatilità mentre segnava un rialzo dell'11,44% a 0,1695 euro con circa 2,5 milioni di pezzi trattati a fronte di una media giornaliera di 1,3 milioni nell'ultimo mese. Il finanziere franco tunisino, Tarak Ben Ammar, ha però smentito il suo interesse per la società e in chiusura il titolo a ripiegato a +5,85%. Sospesa anche Seat Pagine Gialle che cede il 15% dopo il default tecnico per il mancato pagamento della cedola da 52 milioni sul bond Lighthouse. Proseguono però le trattative per la ristrutturazione. A Piazza Affari tra i big nessun titolo in territorio negativo. Bene le banche trainate da Bper (+11%) e Mediobanca (+7%). In luce anche Finmeccanica (+6,6%).

Eppure in mattinata avevano sofferto molto proprio i titoli creditizi sui cui ha pesato il declassamento deciso da Standard & Poor's di 15 grandi banche: da Citigroup e Goldman Sachs negli Usa, da Barclays a Hsbc in Europa. Una decisione attesa - dicono gli addetti ai lavori -, ma che ha tenuto alta la tensione sul mercato del credito come spiega in un'intervista a Repubblica il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, che dice: "Non c'è più liquidità".

Sul fronte dell'economia reale, la produttività negli Stati Uniti nel terzo trimestre dell'anno è cresciuta del 2,3%, registrando un dato inferiore alle attese, che erano per un +2,5%, e rispetto alla stima preliminare pubblicata a inizio mese, pari a un +3,1%. Il costo del lavoro nello stesso periodo è calato del 2,5% su base annua, quando la stima preliminare era per una riduzione del 2,4% e le attese erano per un +2,2%. L'indice Ism di New York, invece, è salito in novembre a quota 47,2 punti da 44 punti in ottobre, che aveva rappresentato il punto più basso dall'aprile 2009. Le attività della grande mela continuano dunque a contrarsi (come avviene ogni volta che un dato è sotto quota 50 punti) ma il peggio appare superato.

Buoni i dati sulle vendite al dettaglio in Germania, aumentate dello 0,7% mensile in ottobre, mentre su base annua il dato segna una flessione dello 0,4%. Un dato migliore delle attese degli analisti, che avevano previsto una lettura invariata su base mensile. In Francia, invece, i prezzi alla produzione sono cresciuti dello 0,5% mensile e del 6,5% annuo in ottobre. I dati sono superiori alle attese degli analisti, che avevano previsto incremento dello 0,2% mensile e del 5,4% annuo, mentre sono inferiori alle aspettative le spese per consumi rimaste invariate nell'ultimo mese.

C'è intanto attesa per l'Eurogruppo. Il commissario Ue agli affari economici, Olli Rehn,ha dichiarato: "Sono iniziati dieci giorni cruciali per l'euro".  Ieri i ministri delle Finanze della zona euro hanno convenuto il potenziamento del fondo salva Stati Efsf, ma nessuna indicazione è stata data in merito alle dimensioni. E' stato deciso un piano dettagliato, operativo a partire da gennaio, che garantisca il 20-30% delle emissioni di nuovi bond per i Paesi in difficoltà finanziarie e la creazione un fondo d'investimento per spingere gli investitori stranieri all'acquisto di governativi della zona euro. Lo spread btp-bund è sceso sotto i 475 punti dopo l'intervento della Banca Centrale Europea sui titoli di Stato italiani.

Stamattina, invece, le Borse asiatiche hanno chiuso in netto calo con Tokyo che ha ceduto lo 0,5% prima che intervenissere le banche centrali.