MILANO - Seduta in leggera flessione per le Borse europee. A Milano il Ftse Mib ha perso lo 0,16%, Francoforte lo 0,87%, Parigi lo 0,78% e Londra lo 0,29%. Lo spread Btp-Bund si attesta intorno ai 450. In calo i rendimenti dei vari titoli di stato, tornati sotto la soglia critica del 7%.
Wall Street prosegue in territorio negativo. Negli Usa le richieste di sussidio di disoccupazione sono salite di 6mila unità a 402mila nella settimana terminata lo scorso 26 novembre. Lo ha reso noto il dipartimento del lavoro. Il dato è peggiore delle attese e ha indebolito i mercati. La media a quattro settimane è salita di 500 unità a 395.750 unità. L'indice Ism delle società manifatturiere Usa, invece, è salito a 52,7 punti al di sopra delle attese che erano di 51,8 dai 50,8 precedenti, archiviando il miglior risultato degli ultimi cinque mesi. A livello di Europa a 17 l'indice manifatturiero a novembre è sceso ai minimi da 28 mesi: il valore finale è stato di 46,4 punti (47,1 a ottobre). In Italia l'indice, contro le attese degli analisti, è tornato a 44 punti, dopo essere scivolato a 43,3 punti a ottobre, mentre è crollato oltre le stime degli economisti sia in Francia, da 48,5 punti di ottobre a 47,3 punti, sia in Germania, da 49,1 punti a 47,9 punti. Non molto incoraggianti neppure i segnali priovenienti dalla Cina, con un calo a 49 punti secondo i dati ufficiali e a 47,7 secondo Hsbc. Deboli anche i dati sulle immatricolazioni Auto in Francia.
Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha parlato in un intervento all'Europarlamento di un possibile inasprimento della crisi finanziaria e ha chiesto interventi urgenti dei governi per rientrare nei parametri di bilancio, ma ha anche annunciato che le manovre straordinarie della Bce, come l'acquisto di titoli di Stato, non sono da considerare eterne.
In mattinata, si sono svolte le aste dei bond in programma a Madrid (3,75 miliardi di euro di titoli collocati, buona domanda, ma con i rendimenti massimi da 14 anni) e Parigi (4,5 miliardi di euro, tassi in leggero calo) e i segnali giunti dai due paesi sono stati interpretati positivamente. Lo spread tra i titoli francesi e quelli tedeschi è sceso a 86 punti, sulla direttrice Madrid-Berlino il calo è arrivato a quota 373. L'euro chiude stabile sopra quota 1,34 dollari, sulla scia dei buoni risultati delle aste dei titoli di Stato di Spagna e Francia. La moneta europea passa di mano a 1,3468 dollari e 104,67 yen. Dollaro/yen poco mosso a 77,69.
Le piazze asiatiche hanno chiuso, invece, in forte rialzo, beneficiando dei provvedimenti adottati dalla banche centrali per iniettare nuova liquidità nei mercati. Ieri sera a New York il Dow Jones ha chiuso le contrattazioni quando l'indice segnava un incoraggiante +4,38% dopo anche in Europa i principali indici avevano chiuso in forte rialzo. Merito dell'intervento delle banche centrali che hanno concordato un taglio di mezzo punto percentuale al tasso a cui la Fed presta dollari a breve termine alla Bce e gli altri istituti coinvolti. L'obiettivo dell'operazione è di iniettare altra liquidità nel sistema e tentare di scongiurare il pericolo di un credit crunch sui mercati in questo momento più colpiti dalla crisi.
Il petrolio in calo a New York sulla scia dell'andamento fiacco di Wall Street. Il Light crude perde un dollaro a 99,36 dollari al barile, mentre il Brent scivola di 2 dollari a 108,52 dollari al barile.
Wall Street prosegue in territorio negativo. Negli Usa le richieste di sussidio di disoccupazione sono salite di 6mila unità a 402mila nella settimana terminata lo scorso 26 novembre. Lo ha reso noto il dipartimento del lavoro. Il dato è peggiore delle attese e ha indebolito i mercati. La media a quattro settimane è salita di 500 unità a 395.750 unità. L'indice Ism delle società manifatturiere Usa, invece, è salito a 52,7 punti al di sopra delle attese che erano di 51,8 dai 50,8 precedenti, archiviando il miglior risultato degli ultimi cinque mesi. A livello di Europa a 17 l'indice manifatturiero a novembre è sceso ai minimi da 28 mesi: il valore finale è stato di 46,4 punti (47,1 a ottobre). In Italia l'indice, contro le attese degli analisti, è tornato a 44 punti, dopo essere scivolato a 43,3 punti a ottobre, mentre è crollato oltre le stime degli economisti sia in Francia, da 48,5 punti di ottobre a 47,3 punti, sia in Germania, da 49,1 punti a 47,9 punti. Non molto incoraggianti neppure i segnali priovenienti dalla Cina, con un calo a 49 punti secondo i dati ufficiali e a 47,7 secondo Hsbc. Deboli anche i dati sulle immatricolazioni Auto in Francia.
Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha parlato in un intervento all'Europarlamento di un possibile inasprimento della crisi finanziaria e ha chiesto interventi urgenti dei governi per rientrare nei parametri di bilancio, ma ha anche annunciato che le manovre straordinarie della Bce, come l'acquisto di titoli di Stato, non sono da considerare eterne.
In mattinata, si sono svolte le aste dei bond in programma a Madrid (3,75 miliardi di euro di titoli collocati, buona domanda, ma con i rendimenti massimi da 14 anni) e Parigi (4,5 miliardi di euro, tassi in leggero calo) e i segnali giunti dai due paesi sono stati interpretati positivamente. Lo spread tra i titoli francesi e quelli tedeschi è sceso a 86 punti, sulla direttrice Madrid-Berlino il calo è arrivato a quota 373. L'euro chiude stabile sopra quota 1,34 dollari, sulla scia dei buoni risultati delle aste dei titoli di Stato di Spagna e Francia. La moneta europea passa di mano a 1,3468 dollari e 104,67 yen. Dollaro/yen poco mosso a 77,69.
Le piazze asiatiche hanno chiuso, invece, in forte rialzo, beneficiando dei provvedimenti adottati dalla banche centrali per iniettare nuova liquidità nei mercati. Ieri sera a New York il Dow Jones ha chiuso le contrattazioni quando l'indice segnava un incoraggiante +4,38% dopo anche in Europa i principali indici avevano chiuso in forte rialzo. Merito dell'intervento delle banche centrali che hanno concordato un taglio di mezzo punto percentuale al tasso a cui la Fed presta dollari a breve termine alla Bce e gli altri istituti coinvolti. L'obiettivo dell'operazione è di iniettare altra liquidità nel sistema e tentare di scongiurare il pericolo di un credit crunch sui mercati in questo momento più colpiti dalla crisi.
Il petrolio in calo a New York sulla scia dell'andamento fiacco di Wall Street. Il Light crude perde un dollaro a 99,36 dollari al barile, mentre il Brent scivola di 2 dollari a 108,52 dollari al barile.