MILANO - Seduta in altalena per le Borse del Vecchio continente in attesa del vertice Ue che inizierà domani. Dopo una partenza sprint, i mercati hanno girato in territorio negativo chiudendo la seduta in perdita. Milano ha ceduto l'1,24% anche a causa dei dati sulla produzione industriale italiana in forte calo (-4,2% rispetto a un anno fa) e al timore che il Paese sia entrato in recessione. Male anche le altre Piazze: Londra perde lo 0,39%, Francoforte lo 0,57%, Parigi lo 0,11%. Wall Street ha chiuso piatta, con il Dow Jones in rialzo dello 0,38% e il Nasdaq in calo dello 0,01%.
A Piazza Affari brillano le banche con Ubi (+4,14%), Bpm (+1,53%) e Bper (+1,32%), male Fonsai (-5,82%) e Mps (-5,66%). Tra gli altri titoli balzo di Landi Renzo (+18,92%): il produttore di impianti gpl e metano per auto beneficia dell'aumento delle accise sui carburanti.
In avvio era stato l'ottimismo per il vertice Ue al via domani a spingere gli acquisti, poi con il passare del tempo è aumentata la convinzione che l'Eurozona non sia in grado di raggiungere un accordo per una maggiore integrazione fiscale che aprirebbe le porte a un ruolo più attivo della Banca centrale europea nella soluzione della crisi. Il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel proporranno penali per quei Paesi dell'Eurozona che superano i limiti sui deficit pubblici. Su tutto,però, pesa l'incognita inglese: Londra non vuole una revisione dei trattati, ma solo un accordo vincolante per l'Eurozona.
E così Berlino è diventata improssivamente pessimista sulla chiusura dell'accordo. Secondo fonti vicine al governo "le discussioni dei giorni scorsi dimostrano che alcuni partner non hanno capito la gravità della situazione". Il ministro dell'economia francese, Francois Baroin, ha ribadito che la situazione è "grave" e spiegando che i Paesi europei dovrebbero creare "uno choc di fiducia" per mettere fine alla crisi del debito sovrano che sta scuotendo l'Europa: "La crisi che stiamo attraversando - ha detto - è inedita e questo non si contesta". E proprio per questo la Bce potrebbe decidere un ulteriore taglio dei tassi dall'1,25% all'1% lanciando "misure straordinarie", in attesa che il Fondo Salva Stati lanci le sue prime obbligazioni a 3, 6 e 12 mesi.
Le preoccupazioni degli investitori si riflettono anche sul mercato di titoli di Stato: lo spread tra i bund e i Btp è tornato a quota 390 punti base dopo essere sceso, in apertura, sotto i 360 punti. Intanto dopo la deludente asta di fine novembre quando la copertura del nuovo Bund decennale fu assicurata solo grazie all'intervento della Bundesbank, oggi Berlino ha registrato un boom di richieste per i titoli di Stato a 5 anni (Bobl): la Germania ha assegnato 4,09 miliardi, contro un massimo importo previsto di 5 miliardi, ma la domanda ha raggiunto 8,67 miliardi, con un rendimento medio è stato dell'1,11%. A dimostrazione che i bund restano per il mercato un sicuro bene rifugio.
Doccia fredda sulla ripresa economia anche dall'agenzia di rating cinese Dagong che ha tagliato il giudizio sull'Italia a "Bbb" da "A-" con l'outlook che resta negativo. "Il downgrade - spiega l'agenzia - è motivato con il peggioramento delle prospettive economiche per il Paese". I rischi per il sistema bancario sono cresciuti, secondo Dagong, e sono diminuite le possibilità che l'Italia riesca a far fronte al pagamento del debito. L'agenzia cinese è la prima a far perdere il rating "A" all'Italia: per Standard & Poor's il giudizio è "A", per Moody's "A2", per Fitch è "A+".
Tutte in buon rialzo stamattina le Borse asiatiche con Tokyo che ha chiuso con un progresso dell'1,7%. Il petrolio wti è scambiato a 100 dollari al barile, mentre l'euro vale 1,33 dollari.
A Piazza Affari brillano le banche con Ubi (+4,14%), Bpm (+1,53%) e Bper (+1,32%), male Fonsai (-5,82%) e Mps (-5,66%). Tra gli altri titoli balzo di Landi Renzo (+18,92%): il produttore di impianti gpl e metano per auto beneficia dell'aumento delle accise sui carburanti.
In avvio era stato l'ottimismo per il vertice Ue al via domani a spingere gli acquisti, poi con il passare del tempo è aumentata la convinzione che l'Eurozona non sia in grado di raggiungere un accordo per una maggiore integrazione fiscale che aprirebbe le porte a un ruolo più attivo della Banca centrale europea nella soluzione della crisi. Il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel proporranno penali per quei Paesi dell'Eurozona che superano i limiti sui deficit pubblici. Su tutto,però, pesa l'incognita inglese: Londra non vuole una revisione dei trattati, ma solo un accordo vincolante per l'Eurozona.
E così Berlino è diventata improssivamente pessimista sulla chiusura dell'accordo. Secondo fonti vicine al governo "le discussioni dei giorni scorsi dimostrano che alcuni partner non hanno capito la gravità della situazione". Il ministro dell'economia francese, Francois Baroin, ha ribadito che la situazione è "grave" e spiegando che i Paesi europei dovrebbero creare "uno choc di fiducia" per mettere fine alla crisi del debito sovrano che sta scuotendo l'Europa: "La crisi che stiamo attraversando - ha detto - è inedita e questo non si contesta". E proprio per questo la Bce potrebbe decidere un ulteriore taglio dei tassi dall'1,25% all'1% lanciando "misure straordinarie", in attesa che il Fondo Salva Stati lanci le sue prime obbligazioni a 3, 6 e 12 mesi.
Le preoccupazioni degli investitori si riflettono anche sul mercato di titoli di Stato: lo spread tra i bund e i Btp è tornato a quota 390 punti base dopo essere sceso, in apertura, sotto i 360 punti. Intanto dopo la deludente asta di fine novembre quando la copertura del nuovo Bund decennale fu assicurata solo grazie all'intervento della Bundesbank, oggi Berlino ha registrato un boom di richieste per i titoli di Stato a 5 anni (Bobl): la Germania ha assegnato 4,09 miliardi, contro un massimo importo previsto di 5 miliardi, ma la domanda ha raggiunto 8,67 miliardi, con un rendimento medio è stato dell'1,11%. A dimostrazione che i bund restano per il mercato un sicuro bene rifugio.
Doccia fredda sulla ripresa economia anche dall'agenzia di rating cinese Dagong che ha tagliato il giudizio sull'Italia a "Bbb" da "A-" con l'outlook che resta negativo. "Il downgrade - spiega l'agenzia - è motivato con il peggioramento delle prospettive economiche per il Paese". I rischi per il sistema bancario sono cresciuti, secondo Dagong, e sono diminuite le possibilità che l'Italia riesca a far fronte al pagamento del debito. L'agenzia cinese è la prima a far perdere il rating "A" all'Italia: per Standard & Poor's il giudizio è "A", per Moody's "A2", per Fitch è "A+".
Tutte in buon rialzo stamattina le Borse asiatiche con Tokyo che ha chiuso con un progresso dell'1,7%. Il petrolio wti è scambiato a 100 dollari al barile, mentre l'euro vale 1,33 dollari.