MILANO - Migliorano ancora le Borse europee, grazie al dato sulla fiducia dei consumatori Usa. Si tratta del quarto rialzo
consecutivo per l'indice dell'Università del Michigan che a dicembre si è attestato a quota 67,7 punti, in rialzo di 3,6 punti rispetto a novembre e sopra le previsioni degli analisti, a 66 punti. A fine seduta Londra recupera lo 0,95%, Francoforte l'1,92%, mentre Parigi guadagna il 2,48%. Vola Milano che, spinta dal comparto creditizio, guadagna il 3,37%. Si allenta la tensione sui titoli di Stato: lo spread è salito fino a quota 450 punti base prima ritracciare a 421 punti sotto la chiusura di ieri (444 punti).
Ieri pomeriggio l'Eba ha reso ufficialmente noto che le banche europee devono aumentare il loro capitale per un importo complessivo di 114,7 miliardi, più alto rispetto ai 106 miliardi stimati in ottobre. Le necessità di capitali freschi per le banche italiane è di 15,4 miliardi, dai 14,7 indicati in ottobre, un dato già ampiamento scontato dal mercato. Nel dettaglio, Intesa Sanpaolo non ha bisogno di nuovi mezzi, mentre Unicredit dovrà reperire quasi 8 miliardi, 3,1 miliardi Mps, 2,7 miliardi il Banco Popolare, 1,4 miliardi Ubi.
In rialzo anche Wall Street: il Dow Jones sale dell'1,4%, S&P dell'1,5%, Nasdaq dell'1,6%. In forte calo stamattina le Borse asiatiche: Tokyo ha chiuso in ribasso dell'1,48%. La piazza di New York ha poi chiuso in netto rialzo: il Dow Jones ha raggiunto il + 1,51% e il Nasdaq il + 1,93 %.
Sul fronte della politica economica (segui la diretta dei leader europei), il vertice notturno del Consiglio europeo ha di fatto sancito la nascita di un'Europa a due velocità con il no della Gran Bretagna a una modifica dei trattati. La Ue ha deciso di porre un limite al fondo permanente salva-Stati (Efsf) senza riuscire a raggiungere un accordo sulle modifiche dei trattati. Al fondo Efsf, inoltre, non è stato dato lo status di banca che ne avrebbe aumentato la potenza di fuoco. Si va avanti, invece, sull'unione fiscale all'interno dell'Eurozona.
La trattativa Ue a Bruxelles è andata avanti fino all'alba. Dai 17 Paesi che adottano l'euro è arrivato sostanzialmente un sì al rafforzamento della convergenza fiscale tra i membri dell'Eurozona. Nel corso della giornata l'intesa è stata allargata a 26 dei 27 Paesi dell'Unione europea: è rimasta fuori l'Inghilterra perché, hanno spiegato fonti ufficiali, le richieste britanniche che hanno trovato il no di Francia e Germania. I colloqui sono comunque ripresi questa mattina: e il premier David Cameron ha ribadito che il Regno Unito non vuole rimanere ai margini dell'Europa. Il presidente del Consiglio europeo, Van Rompuy, ha quindi dichiarato che l'Ue renderà disponibili 200 miliardi di euro addizionali al Fmi.
L'euro è in lieve ripresa a 1,337 contro il dollaro, mentre il petrolio Wti che ieri ha perso il 2,1%, oggi risale oltre quota 98 dollari al barile.
consecutivo per l'indice dell'Università del Michigan che a dicembre si è attestato a quota 67,7 punti, in rialzo di 3,6 punti rispetto a novembre e sopra le previsioni degli analisti, a 66 punti. A fine seduta Londra recupera lo 0,95%, Francoforte l'1,92%, mentre Parigi guadagna il 2,48%. Vola Milano che, spinta dal comparto creditizio, guadagna il 3,37%. Si allenta la tensione sui titoli di Stato: lo spread è salito fino a quota 450 punti base prima ritracciare a 421 punti sotto la chiusura di ieri (444 punti).
Ieri pomeriggio l'Eba ha reso ufficialmente noto che le banche europee devono aumentare il loro capitale per un importo complessivo di 114,7 miliardi, più alto rispetto ai 106 miliardi stimati in ottobre. Le necessità di capitali freschi per le banche italiane è di 15,4 miliardi, dai 14,7 indicati in ottobre, un dato già ampiamento scontato dal mercato. Nel dettaglio, Intesa Sanpaolo non ha bisogno di nuovi mezzi, mentre Unicredit dovrà reperire quasi 8 miliardi, 3,1 miliardi Mps, 2,7 miliardi il Banco Popolare, 1,4 miliardi Ubi.
In rialzo anche Wall Street: il Dow Jones sale dell'1,4%, S&P dell'1,5%, Nasdaq dell'1,6%. In forte calo stamattina le Borse asiatiche: Tokyo ha chiuso in ribasso dell'1,48%. La piazza di New York ha poi chiuso in netto rialzo: il Dow Jones ha raggiunto il + 1,51% e il Nasdaq il + 1,93 %.
Sul fronte della politica economica (segui la diretta dei leader europei), il vertice notturno del Consiglio europeo ha di fatto sancito la nascita di un'Europa a due velocità con il no della Gran Bretagna a una modifica dei trattati. La Ue ha deciso di porre un limite al fondo permanente salva-Stati (Efsf) senza riuscire a raggiungere un accordo sulle modifiche dei trattati. Al fondo Efsf, inoltre, non è stato dato lo status di banca che ne avrebbe aumentato la potenza di fuoco. Si va avanti, invece, sull'unione fiscale all'interno dell'Eurozona.
La trattativa Ue a Bruxelles è andata avanti fino all'alba. Dai 17 Paesi che adottano l'euro è arrivato sostanzialmente un sì al rafforzamento della convergenza fiscale tra i membri dell'Eurozona. Nel corso della giornata l'intesa è stata allargata a 26 dei 27 Paesi dell'Unione europea: è rimasta fuori l'Inghilterra perché, hanno spiegato fonti ufficiali, le richieste britanniche che hanno trovato il no di Francia e Germania. I colloqui sono comunque ripresi questa mattina: e il premier David Cameron ha ribadito che il Regno Unito non vuole rimanere ai margini dell'Europa. Il presidente del Consiglio europeo, Van Rompuy, ha quindi dichiarato che l'Ue renderà disponibili 200 miliardi di euro addizionali al Fmi.
L'euro è in lieve ripresa a 1,337 contro il dollaro, mentre il petrolio Wti che ieri ha perso il 2,1%, oggi risale oltre quota 98 dollari al barile.