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Areva, licenziamenti in arrivo

Il nucleare piace sempre meno. E i grandi del settore ne approfittano per ridimensionare gli organici. Il colosso francese ha annunicato conti in rosso per fine anno
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PARIGI  - Areva ha chiesto la sospensione del titolo in Borsa in attesa del consiglio di sorveglianza, chiamato ad approvare il nuovo piano strategico 2011-2016. Una riunione che servirà a ratificare tre misure capitali: il ridimensionamento degli organici, tagli agli investimenti e la constatazione che a fine anno i conti saranno in rosso. Si tratta naturalmente delle conseguenze legate alla catastrofe di Fukushima: in tutti i paesi del mondo l’atomo perde quota e Areva, numero uno al mondo dell’industria nucleare, vede ridursi le sue prospettive di crescita. E soprattutto deve fronteggiare la fine delle commesse di uranio provenienti dalla Germania e dal Giappone. Il consiglio dovrebbe anche occuparsi della nomina di un nuovo presidente: Jean-Cyrill Spinetta, infatti, avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare l’incarico per occuparsi a tempo pieno di Air France, di cui ha ripreso le redini poche settimane orsono.

La riduzionde degli organici &e…
PARIGI  - Areva ha chiesto la sospensione del titolo in Borsa in attesa del consiglio di sorveglianza, chiamato ad approvare il nuovo piano strategico 2011-2016. Una riunione che servirà a ratificare tre misure capitali: il ridimensionamento degli organici, tagli agli investimenti e la constatazione che a fine anno i conti saranno in rosso. Si tratta naturalmente delle conseguenze legate alla catastrofe di Fukushima: in tutti i paesi del mondo l’atomo perde quota e Areva, numero uno al mondo dell’industria nucleare, vede ridursi le sue prospettive di crescita. E soprattutto deve fronteggiare la fine delle commesse di uranio provenienti dalla Germania e dal Giappone. Il consiglio dovrebbe anche occuparsi della nomina di un nuovo presidente: Jean-Cyrill Spinetta, infatti, avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare l’incarico per occuparsi a tempo pieno di Air France, di cui ha ripreso le redini poche settimane orsono.

La riduzionde degli organici è il problema più delicato per un gruppo controllato dallo Stato all’83 per cento e con una campagna elettorale alle porte. Luc Orsel, convocato in novembre dal governo, quando erano circolate le prime indiscrezioni, aveva promesso di risparmiare la Francia, ma non sarà così: secondo ‘La Tribune’, i lavoratori che lasceranno l’azienda per andare in pensione non saranno rimpiazzati. Il che significa 1.000-1.200 persone (su 28 mila) nel 2012, 5-6 mila fino al 2016. Gli esuberi sarebbero proporzionalmente ben più importanti in Germania: sui 5 mila 700 dipendenti della società, 1.200-1.300 potrebbero essere incentivati ad andarsene. Una cifra che rappresenta il massimo sopportabile secondo l’Ig Metall, che accusa Areva di sacrificare la Germania per le pressioni del governo francese.

Poco ancora si sa su quali saranno le perdite 2011, annunciate pochi giorni fa dal ministro dell’Industria, Eric Besson. La società ha comunicato che le perdite operative saranno comprese tra 1,4 e 1,6 miliardi di euro. Il piano strategico di Areva mira a ridurre i costi di 750 milioni entro il 2015, mentre gli investimenti verrebbero ridotti del 40 per cento a 7 miliardi di euro. Alcune attività potrebbero essere cedute. Secondo ‘La Tribune’, il gruppo dovrebbe accantonare nel 2011 fra uno e due miliardi di euro per far fronte ai costi più elevati per la costruzione di un Epr in Finlandia e al deprezzamento degli assets. Una cifra che lascia intravedere le «perdite importanti» annunciate da Besson, sicuramente le più ingenti dalla fondazione della società, nata nel 2011 con la fusione di tre industrie del settore nucleare.