Economia

I MERCATI

Europa e dati macro
deprimono le Borse asiatiche

I listini continuano a patire il clima di incertezza generato dalla crisi del debito. E, come se non bastasse, gli indici Tankan (Giappone) e Pmi Hsbc (Cina) deprimono le piazze di Tokyo, Shanghai e Hong Kong

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MILANO - I mercati azionari asiatici hanno perso tutti terreno a fronte dell'intensificarsi delle preoccupazioni sulla crisi finanziaria in Europa che ha provocato vendite sulle materie prime e ha spinto la Borsa di Shanghai a un nuovo minimo da quasi tre anni. A pesare anche il dato negativo dell'indice Tankan sulla fiducia delle grandi imprese in Giappone e la contrazione nella attività manifatturiera in Cina. L'indice sei punti in dicembre rispetto a settembre e si trova ora a -4, a causa delle preoccupazioni per la crisi europea e dello yen. Lo ha annunciato giovedì la Banca del Giappone.

Questo indicatore misura la differenza tra la percentuale di aziende che considerano la situazione favorevole e quelle che la considerano sfavorevole. Il Nikkei ha risposto perdendo l'1,66%.
L'indice Shanghai Composite è sceso invece del 2,14% toccando il livello più basso dal marzo 2009, a causa dei dati preliminari del Purchasing managers' index di Hsbc che lasciano intendere che l'output industriale cinese continuerà a contrarsi anche a dicembre. Male anche Hong Kong con l'Hang Seng in ripiegamento dell'1,78%. Chiusura negativa (-2,08%) anche per Seul.

"La propensione al rischio è precipitata, l'aumento dei prezzi delle obbligazioni degli Stati Uniti sta a indicare che gli operatori si stanno preparando per una recessione europea", spiega Ben Taylor di Cmc Markets a Sydney. "Le preoccupazioni per il debito e le potenzialità di un downgrade sovrano in Francia sta aggiungendo peso al sell off di giovedì", prosegue Taylor, notando il pericoloso aumento dei rendimenti obbligazionari italiani al massimo dalla nascita dell'euro.