MILANO - Borse contrastate in Europa con i maggiori listini che hanno azzerato i guadagni dopoche Standard & Poor's ha ammonito che la recessione nell'eurozona l'anno prossimo sarà più profonda di quanto previsto finora e ha minacciato di tagliare il rating di 15 dei 17 paesi della zona euro.
Milano ha chiuso in ribasso dello 0,38%, Londra lo 0,25%, Parigi ha perso lo 0,88% e Francoforte lo 0,5%. Sui listini pesano i giudizi anche di un'altra agenzia di rating: Fitch ha annunciato la notte scorsa di avere ridotto di due gradini il rating di Barclays, Credit Suisse e Deutsche Bank e di un livello il merito di Bank of America, Bnp Paribas e Goldman Sachs.
Tra i titoli di Piazza Affari spiccano i bancari con Ubi Banca (+7%), Banco Popolare, Mediobanca e Mediolanum (tutti poco sotto il +5%).
A rendere meno sereno il clima si è poi aggiunto il dato sulle immatricolazioni d'auto in Europa a novembre che ha visto una contrazione del mercato del 3,5% e un deciso calo della quota del Gruppo Fiat, passato dal 6,9% al 6,3% con un crollo delle vendite dell'11,7%.
Alla chiusura europea, il Dow Jones fa registrare un progresso dello 0,3%, mentre il Nasdaq vola a +1,1%. Negli Usa i prezzi al consumo sono rimasti invariati nel mese di novembre contro attese per un rialzo dello 0,1%. La componente core è invece aumentata dello 0,2%, un decimo in più delle previsioni. Su base annuale il rialzo è stato del 3,4% per l'indice headline (contro +3,5% in ottobre) e del 2,2% per quanto riguarda la componente core.
Lo spread tra i Btp decennali italiani e quelli tedeschi dopo essere sceso fino a 441 punti risalito a quota 469. Il rendimento dei titoli italiani a due anni è del 5,095%, di quelli a cinque anni è del 6,177% e di quelli a 10 anni del 6,490%.
Rimbalzo invece in Asia dove Tokyo ha chiuso in crescita dello 0,29%, Hong Kong a +1,43%, Shanghai a +2%, Seul +1,15%. Il Sensex del Bombay Stock Exchange ha invece chiuso a -2,18 a 15.491,35 punti, un livello che non si registrava dal 3 novembre 2009. Dopo un'apertura in rialzo, l'indice ha invertito la tendenza per i timori espressi dalla Reserve Bank of India sulle prospettive di crescita dell'economia indiana. L'Istituto centrale dopo 13 rialzi consecutivi, ha lasciato invariato il costo del denaro.
L'euro è scambiato con il dollaro a 1,3024, il leggero calo rispetto a questa mattina.
All'inizio della seduta a New York, il barile è sostanzialmente invariato, dopo il dato piatto sui prezzi al consumo di novembre. I future sul petrolio a gennaio sono scambiati a 93,91 dollari al barile, in rialzo di 4 centesimi rispetto alla chiusura di ieri.
Milano ha chiuso in ribasso dello 0,38%, Londra lo 0,25%, Parigi ha perso lo 0,88% e Francoforte lo 0,5%. Sui listini pesano i giudizi anche di un'altra agenzia di rating: Fitch ha annunciato la notte scorsa di avere ridotto di due gradini il rating di Barclays, Credit Suisse e Deutsche Bank e di un livello il merito di Bank of America, Bnp Paribas e Goldman Sachs.
Tra i titoli di Piazza Affari spiccano i bancari con Ubi Banca (+7%), Banco Popolare, Mediobanca e Mediolanum (tutti poco sotto il +5%).
A rendere meno sereno il clima si è poi aggiunto il dato sulle immatricolazioni d'auto in Europa a novembre che ha visto una contrazione del mercato del 3,5% e un deciso calo della quota del Gruppo Fiat, passato dal 6,9% al 6,3% con un crollo delle vendite dell'11,7%.
Alla chiusura europea, il Dow Jones fa registrare un progresso dello 0,3%, mentre il Nasdaq vola a +1,1%. Negli Usa i prezzi al consumo sono rimasti invariati nel mese di novembre contro attese per un rialzo dello 0,1%. La componente core è invece aumentata dello 0,2%, un decimo in più delle previsioni. Su base annuale il rialzo è stato del 3,4% per l'indice headline (contro +3,5% in ottobre) e del 2,2% per quanto riguarda la componente core.
Lo spread tra i Btp decennali italiani e quelli tedeschi dopo essere sceso fino a 441 punti risalito a quota 469. Il rendimento dei titoli italiani a due anni è del 5,095%, di quelli a cinque anni è del 6,177% e di quelli a 10 anni del 6,490%.
Rimbalzo invece in Asia dove Tokyo ha chiuso in crescita dello 0,29%, Hong Kong a +1,43%, Shanghai a +2%, Seul +1,15%. Il Sensex del Bombay Stock Exchange ha invece chiuso a -2,18 a 15.491,35 punti, un livello che non si registrava dal 3 novembre 2009. Dopo un'apertura in rialzo, l'indice ha invertito la tendenza per i timori espressi dalla Reserve Bank of India sulle prospettive di crescita dell'economia indiana. L'Istituto centrale dopo 13 rialzi consecutivi, ha lasciato invariato il costo del denaro.
L'euro è scambiato con il dollaro a 1,3024, il leggero calo rispetto a questa mattina.
All'inizio della seduta a New York, il barile è sostanzialmente invariato, dopo il dato piatto sui prezzi al consumo di novembre. I future sul petrolio a gennaio sono scambiati a 93,91 dollari al barile, in rialzo di 4 centesimi rispetto alla chiusura di ieri.