Economia

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Energia e utility sostengono le Borse
Ma lo spread Btp-Bund sale a 515 punti

Listini poco mossi, ma in territorio positivo in tutta Europa. Dati macro complessivamente positivi dagli Stati Uniti con gli ordini di beni durevoli molto superiori alle aspettative, mentre redditi e spese si attestano a livelli leggermente inferiori alle attese

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MILANO - Italia osservata speciale. Lo spread tra i Btp e i Bund vola a 508 punti base con il tasso sul decennale che sfonda la soglia critica del 7% balzando al 7,09%, prima di chiudere al 6,9% (4,9% il rendimento dei titoli a due anni). Tradotto: l'Italia per indebitarsi sul mercato deve offrire il 5,08% in più di quanto paga la Germania. A dimostrazione che, nonostante la manovra del governo Monti, il rischio Paese resta elevato soprattutto in vista del prossimo anno quando dovranno essere rifinanziati 350 miliardi di euro. 

Sulle Borse però resta un cauto ottimismo: Milano chiude la seduta in recupero dello 0,31%, Londra l'1,02%, Parigi lo 0,84% e Francoforte lo 0,47%. Positiva anche la borsa americana: il Dow Jones sale l'1,03% a 12.293,70 punti, il Nasdaq avanza dello 0,74% a 2.618,64 mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,90% a 1.265,33 punti.

Il merito è soprattutto dei dati provenienti dagli Usa con gli ordini di beni durevoli che sono cresciuti del 3,8% a novembre, un incremento maggiore di quello del 2% previsto dagli analisti. Lo riferisce il dipartimento del Commercio. I redditi dei lavoratori americani e le spese per i consumi personali sono cresciuti entrambi dello 0,1% nel mese di novembre. I dati resi noti oggi dal dipartimento del Commercio sono inferiori alle attese degli analisti che si attendevano un rialzo dello 0,2% sul fronte del reddito e dello 0,3% su quello della spesa. Nel mese il tasso di risparmio è sceso al 3,5% dal 3,6% del mese precedente.

In crescita anche le vendite di case esistenti: +1,6% a quota 315mila unità. Il dato reso noto dal dipartimento del commercio è inferiore alle attese degli analisti che si attendevano un rialzo del 2,6%.

Gli investitori vedono nei numeri una possibile ripresa dell'economia e così gli acquisti si sono concentrati nell'acquisto delle materie prima con il petrolio vicino ai 100 dollari. Denaro anche sull'energia e le utility.

Con Tokyo chiusa per le festività l'Asia si muove in territorio positivo: a Hong Kong l'indice Hang Seng archivia la seduta con un progresso dell'1,37%, mentre lo Shanghai Composite Index avanza dello 0,85%.

L'euro è in lieve calo a 1,303 sul dollaro, l'oro è scambiato a 1.607 dollari l'oncia.

Nonostante il clima meno cupo che nelle settimane passare resta bassa la propensione al rischio delle banche. I depositi overnight presso la Bce sono in forte aumento: ieri gli istituti hanno allocato presso lo sportello ufficiale 346,994 miliardi, in aumento del 30,9% dai 264,969 miliardi di giovedì. Si tratta di un nuovo massimo dal giugno 2010. Lo rende noto la stessa banca centrale, precisando che sempre giovedì i prestiti chiesti dalle banche sono diminuiti leggermente, a 6,341 miliardi (7,546 miliardi).