Economia

Il mercato violentato
Intervengano Consob e Antitrust

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L'operazione di messa in sicurezza del gruppo Unipol-Fonsai, così come è stata presentata, sembra confezionata dalla Mediobanca di un tempo, quando a dominare erano Cuccia e Maranghi. Banche e azionisti del salotto premiati, piccoli soci di minoranza violentati nelle loro aspettative di ottenere un qualsivoglia riconoscimento. In effetti Renato Pagliaro e Alberto Nagel sono i degni successori di quel tipo di impostazione sprezzante dei mercati che si credeva ormai andata in soffitta ma che in realtà in Italia è ancora viva e vegeta.

Vediamo in sintesi i punti dolenti della vicenda:
1) La famiglia Ligresti, artefice di un disastro gestionale senza precedenti nella compagnia Fondiaria-Sai, invece che essere cacciata viene liquidata a suon di milioni. Per l'esattezza più di cento se si considerano le finanziarie off shore illegali recentemente venute allo scoperto e chiaramente riconducibili alla famiglia. Inoltre ai quattro membri viene riconosciuto uno stipendio, per ben cinque annualità, per non competere con la compagnia, quando ci si dovrebbe augurare il contrario. L'ulteriore benefit e smacco per tutti i soci è il mantenimento della Tenuta Cesarina, in portafoglio a Fonsai. Insomma un vero scandalo di cui gli autori dell'operazione hanno la paternità e la responsabilità.

2) Le banche, e principalmente Unicredit, rientrano al 100% della loro esposizione verso la holding Premafin nonostante il valore netto dell'attivo di tale società sia negativo per quasi 300 milioni. In pratica la holding è fallita ma le banche non pagano pegno per aver prestato con così poca lungimiranza. Le stesse banche ripresteranno i soldi ai nuovi azionisti, alla holding delle Cooperative Finsoe, per far fronte al nuovo mega aumento di capitale che Unipol dovrà affrontare per finanziare tutta l'operazione. Un aumento che peserà non poco sui piccoli azionsti della compagnia.

3) L'Opa su Fonsai e Milano assicurazioni sembra maledetta e i piccoli azionisti che hanno puntato i propri soldi su queste società devono versare altri soldi invece che beneficiare del cambio di controllo. Come possa la Consob permettere che si faccia l'Opa al piano di sopra di Premafin, il cui beneficiario è quasi interamente Ligresti, e non venga lanciata ai piani di sotto, ha dell'incredibile. Per l'esenzione Opa su Fonsai si invoca il salvataggio chiamato dall'Isvap: ma se c'è salvataggio allora c'è anche al piano di Premafin, se no si faccia l'Opa in seguito al cambio di controllo. Vedremo se Giuseppe Vegas avrà il coraggio di far valere le regole del mercato o si mostrerà prono agli interessi dei poteri forti.

4) Il nuovo gruppo Unipol-Fonsai nasce con un vulnus anticoncorrenziale enorme. Mediobanca è infatti il principale azionista di Generali con il 14% di cui esprime due vicepresidenti e un consigliere d'amministrazione. E sarà anche il principale stakeholder di Unipol-Fonsai con 1,5 miliardi di esposizione che, come si è visto in questi giorni, le permetterà di essere il vero dominus della situazione. L'Antitrust in passato ha chiesto a Mediobanca di vendere le sue azioni Fonsai, ma avere un credito così elevato conferisce un potere anche maggiore. Piazzetta Cuccia non può regolare il traffico a proprio piacimento dei primi due gruppi assicurativi del paese, per il bene della concorrenza e per equità di fronte alle liberalizzazione che il governo sta per varare.