Economia

L'inchiesta

Eni, nessuna truffa sul gas

Prosciolti perché il fatto non sussiste. E' la formula con la quale il giudice per l'udienza preliminare ha deciso di non mandare a giudizio 12 manager di Eni e Snam Rete Gas, accusati di aver violato le norme sulle accise, ostacolando le autorità di vigilanza

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MILANO - Sono stati prosciolti dalle accuse di violazione della norma sulle accise, violazione dei sigilli e ostacolo all'Autorità per l'energia e il gas 12 dirigenti di Eni e Snam Rete Gas e altre due società estere per cui la procura di Milano (i pm Sandro Raimondi e Letizia Mannella) aveva chiesto il rinvio a giudizio. Lo ha deciso il gup Maria Cristina Mannocci al termine dell'udienza preliminare. Il proscioglimento è stato deciso perchè "il fatto non sussiste". Secondo l'accusa Snam ed Eni, avevano sottratto agli accertamenti diversi milioni di metri cubi di gas.

Secondo l'accusa, le società e i loro manager avrebbero sottratto al pagamento delle accise un miliardo e mezzo di metri cubi di gas, pari a 260 milioni di euro, e all'accertamento qualcosa come 20 miliardi di euro. Tra gli altri, sono stati prosciolti Carlo Malacarne, direttore generale delle attività operative di Snam Rete Gas e Claudio Baroni, responsabile dell' ufficio tributario. Per Eni, Stefano Cao, ai tempi direttore della divisione Exploration & Production di Eni. L'inchiesta riguardava fatti avvenuti tra il 2003 e il 2008 e ipotizzava che ci fosse stata una manomissione dei misuratori venturi metrici, cioè gli strumenti che calcolano la portata dei flussi della distribuzione del gas. Nell'inchiesta figurava iscritto nel registro degli indagati tra gli altri anche Paolo Scaroni ad di Eni, la cui posizione è stata archiviata oggi.