MILANO - Alla vigilia dei cda decisivi per il riassetto di Unipol e Fonsai, cui seguirà il responso della Consob sullo schema di integrazione annunciato, i piccoli azionisti di Unipol, Fondiaria-Sai e Milano assicurazioni alzano la voce.
Molti di loro, già attivi sui forum online, si sono dati un nome e scritto a Repubblica per manifestare tutte le loro critiche e contrarietà contro l'operazione congegnata dalla società bolognese, che prevede una complessa integrazione con Premafin, Fonsai e Milano assicurazioni, dopo onerosi aumenti di capitale e mentre il pagamento di un corrispettivo avverrà solo al piano della holding Premafin, dove quasi tutto il capitale è nelle mani della famiglia Ligresti. Anche i 14 milioni promessi alla famiglia imprenditoriale siciliana come "patto di non concorrenza", al termine di una disastrata esperienza gestionale, raccolgono aspre critiche.
Tutte le lettere sono firmate, da parte di piccoli azionisti (a volte anche dipendenti) che in questi anni - sia dalla parte della galassia Ligresti sia dalla parte delle cooperative rosse - ben poche soddisfazioni hanno avuto dai loro investimenti e dai manager cui erano stati affidati.
LE LETTERE PRECEDENTI.
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Enzo B.
L’ultimo aumento di capitale Fonsai eseguito lo scorso anno è stato per i piccoli azionisti una truffa e un esempio di malainformazione. Sicuramente Isvap e Consob a riguardo hanno evidenti responsabilità. In particolare sono stati penalizzati gli azionisti di risparmio nc della Fondiaria-Sai. Sono un ex dipendente in pensione-quadro direttivo della banca Mps ed ex promotore finanziario. I manager super pagati della Fonsai sono riusciti negli ultimi anni a far perdere oltre il 95% del valore del titolo. Al momento l'unica operazione giusta che dovrebbero autorizzare Isvap ed in particolare Consob è una vendita ad una compagnia estera primaria tipo Axa e in ogni caso un'Opa direttamente su Fondiaria-Sai. Premafin deve fallire a prescindere dagli interessi diretti di Mediobanca e Unicredit (che in sede di aumento di capitale dichiarando di avere comprato i diritti da Premafin a prezzi astronomici rispetto a quelli di mercato ha sicuramente influenzato i piccoli azionisti a sottoscrivere l’aumento di capitale).
Come azionista di risparmio ho subito un danno ingente, e gradirei il vostro aiuto per cercare di salvare l’operazione Unipol per come è stata impostata deve essere bloccata dalla Consob. Gradirei un cortese riscontro e soprattutto un attivo intervento nei confronti di Isvap e Consob considerando che potete essere supportati da una grandissima schiera di piccoli risparmiatori (un disastro finanziario di questa entità dovrebbe essere valutato anche dal Governo e dal Parlamento e dalle varie procure della Repubblica. Il danno subito percentualmente dal capitale investito è superiore alle insolvenze dell'Argentina e della Grecia.
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Francesca B.
Quale piccola oggi piccolissima azionista - grazie alla disinvolta ma impunita gestione da parte del gruppo di controllo-sono
allarmata e indignata per come si sta configurando il cosiddetto salvataggio di fondiaria e milano assic. ,tutto proteso a salvaguardare soltanto Mediobanca,Unicredito e persino il gruppo di controllo artefice del disastro;mentre i risparmiatori assistono al proprio massacro privi di alcuna tutela! Non resta che sperare nella Consob!
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Massimo F.
Buongiorno , sono un piccolo azionista Unipol, volevo esprimere il mio dissenso sull'operazione Unipol/Fonsai, certo che a quelli di Unipol
penso importi poco. Propongo di cominciare a spargere la voce di non rinnovare le polizze Unipol e boicottare le Coop (io comincio da oggi), in fondo il mondo speculativo della finanza (coop comprese ) è sensibile solo al "soldo".
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Sergio S.
Questa vicenda Unipol- Fonsai ricorda molto da vicino quello che successe in America dopo il crack di alcuni istituti finanziari, quando si venne a sapere che proprio i manager degli istituti più indebitati stavano continuando a prendere e pretendere enormi riconoscimenti economici senza minimamente essere intaccati dal danno alle aziende che avevano contribuito a creare. Allora l'indignazione di tutti a qualcosa servì. Adesso la famiglia Ligresti sta ottenendo riconoscimenti un po' troppo lontani dalla dote che stanno lasciando. Ci troviamo in una situazione analoga e sembra proprio che l'ad di Unipol e tutti coloro che nelle varie scatole finanziarie dovranno sostenere questa operazione si sentano un po' come dei medici senza scrupoli al cospetto di un malato da curare: più il male è grande e più loro guadagneranno da queste operazioni. Solo che loro non sono medici e il risultato finale molto probabilmente non sarà la guarigione del malato. Quello che è sicuro è, almeno per un piccolo azionista come me, l'assoluta incredulità rispetto alla sensazione di un meccanismo senza controlli effettivi, dove chi ha le leve più grosse può decidere in modo inarrestabile di azzerare i risparmi dei tanti piccoli risparmiatori. Se anche la Consob non ostacolerà tutto ciò, la Borsa assomiglierà sempre di più ad un gioco d'azzardo, dove il legame tra il valore dell'azione (e quindi dell'investimento) e il valore dell'azienda è diventato totalmente aleatorio. Mi spiace molto, anche perchè dovrò abbandonare altre mie abitudini, come ad esempio fare la spesa alla Coop (non potrei sopportare di finanziare questa vicenda anche dopo....)
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Francesco R.
Nel giugno 2011 ho sottoscritto l'aumento di capitale di Fondiaria-Sai risparmio per 30.000 euro aggiunti agli oltre 150.000 euro del capitale che anni fa vi avevo investito perchè gli amministratori avevano annunciato che Fondiaria-Sai avrebbe chiuso il bilancio 2011 in utile di 50 milioni e io con le azioni di risparmio avrei sicuramente incassato il dividendo nel 2012 per l'anno 2011 e il dividendo per il 2010, dato che non lo avevano distribuito causa perdite, ma che le azioni di risparmio non lo perdono ma lo cumulano per 3 annualità in caso di perdite. A distanza di pochi mesi a dicembre 2011 Fondiaria ha annunciato che invece di chiudere in utile di 50 milioni chiuderà con una perdita di circa 1 miliardo di euro. Ma come è possibile che in pochi mesi hanno dovuto svalutare immobili e rivalutare riserve e perdere 1 miliardo di euro quando pochi mesi prima avevano detto che avrebbero chiuso in utile? La Consob come ha potuto permettere di presentare e autorizzare l' aumento di capitale del giugno 2011? L'Isvap che ha il compito di vigilare sulle assicurazioni perchè non ha controllato? Ora Fondiaria-Sai mi chiede nuovamente di mettere mano ai miei risparmi per fare un nuovo aumento di capitale dopo che i miei 200.000 euro si sono ridotti a 20.000. Cosa ci stanno a fare la Consob e l'Isvap? Magistratura dove sei?
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Mario S.
Per fortuna è saltato lo scandaloso progetto, che prevedeva di premiare solo i Ligresti. Mi chiedo come sia stato possibile solo pensarlo, di conseguenza mi vengono forti dubbi sull'ad di Unipol Carlo Cimbri e sulle sue capacità. Ora studieranno un'altra maniera per premiare i Ligresti? Bisogna vigilare su questo, che Unipol dia il meno possibile i quella famiglia, almeno questo! Quanto alla svalutazioni Fonsai: possibile non diano chiare spiegazioni di questa svalutazione? Possibile che ci fu un altro aumento di capitale poco tempo fa, e ora saltano fuori questi numeri? Ore bisognerebbe indagare qui e far pagare i danni recati! Un'ultima osservazione: il Credit Agricole Suisse è uscito dal capitale di Premafin dal 29 dicembre vendendo le sue azioni a 10 centesimi.. ci sono altri due Trust of shore di cui non si conoscono i proprietari che hanno quote consistenti di Premafin... provate a indovinare chi ha rilevato le azioni di Agricole che aveva acquistato per "soci occulti" e chi c'è magari dietro i due Trust: mi auguro che la procura stia indagando proprio su questo!
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G.A.
Senza un'Opa anche su Fonsai e sopratutto su MIlano Assicurazioni l'intera operazione è al limite della truffa ai danni dei piccoli azionisti. I Ligresti, responsabili con i loro sprechi e usi allegri delle finanze societarie, della situazione fallimentare di Premafin, verrebbero "pagati" dai piccoli azionisti per andare via e per un nebuloso patto di non concorrenza (come se la loro scarsa abilità tecnica fosse un pericolo dal punto di vista industriale assicurativo). Chi pagherebbe sarebbero sopratutto i piccoli azionisti di Milano Assicurazioni, la società che è messa meglio, e che verrebbero penalizzati oltremisura.
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Molti di loro, già attivi sui forum online, si sono dati un nome e scritto a Repubblica per manifestare tutte le loro critiche e contrarietà contro l'operazione congegnata dalla società bolognese, che prevede una complessa integrazione con Premafin, Fonsai e Milano assicurazioni, dopo onerosi aumenti di capitale e mentre il pagamento di un corrispettivo avverrà solo al piano della holding Premafin, dove quasi tutto il capitale è nelle mani della famiglia Ligresti. Anche i 14 milioni promessi alla famiglia imprenditoriale siciliana come "patto di non concorrenza", al termine di una disastrata esperienza gestionale, raccolgono aspre critiche.
Tutte le lettere sono firmate, da parte di piccoli azionisti (a volte anche dipendenti) che in questi anni - sia dalla parte della galassia Ligresti sia dalla parte delle cooperative rosse - ben poche soddisfazioni hanno avuto dai loro investimenti e dai manager cui erano stati affidati.
LE LETTERE PRECEDENTI.
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Enzo B.
L’ultimo aumento di capitale Fonsai eseguito lo scorso anno è stato per i piccoli azionisti una truffa e un esempio di malainformazione. Sicuramente Isvap e Consob a riguardo hanno evidenti responsabilità. In particolare sono stati penalizzati gli azionisti di risparmio nc della Fondiaria-Sai. Sono un ex dipendente in pensione-quadro direttivo della banca Mps ed ex promotore finanziario. I manager super pagati della Fonsai sono riusciti negli ultimi anni a far perdere oltre il 95% del valore del titolo. Al momento l'unica operazione giusta che dovrebbero autorizzare Isvap ed in particolare Consob è una vendita ad una compagnia estera primaria tipo Axa e in ogni caso un'Opa direttamente su Fondiaria-Sai. Premafin deve fallire a prescindere dagli interessi diretti di Mediobanca e Unicredit (che in sede di aumento di capitale dichiarando di avere comprato i diritti da Premafin a prezzi astronomici rispetto a quelli di mercato ha sicuramente influenzato i piccoli azionisti a sottoscrivere l’aumento di capitale).
Come azionista di risparmio ho subito un danno ingente, e gradirei il vostro aiuto per cercare di salvare l’operazione Unipol per come è stata impostata deve essere bloccata dalla Consob. Gradirei un cortese riscontro e soprattutto un attivo intervento nei confronti di Isvap e Consob considerando che potete essere supportati da una grandissima schiera di piccoli risparmiatori (un disastro finanziario di questa entità dovrebbe essere valutato anche dal Governo e dal Parlamento e dalle varie procure della Repubblica. Il danno subito percentualmente dal capitale investito è superiore alle insolvenze dell'Argentina e della Grecia.
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Francesca B.
Quale piccola oggi piccolissima azionista - grazie alla disinvolta ma impunita gestione da parte del gruppo di controllo-sono
allarmata e indignata per come si sta configurando il cosiddetto salvataggio di fondiaria e milano assic. ,tutto proteso a salvaguardare soltanto Mediobanca,Unicredito e persino il gruppo di controllo artefice del disastro;mentre i risparmiatori assistono al proprio massacro privi di alcuna tutela! Non resta che sperare nella Consob!
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Massimo F.
Buongiorno , sono un piccolo azionista Unipol, volevo esprimere il mio dissenso sull'operazione Unipol/Fonsai, certo che a quelli di Unipol
penso importi poco. Propongo di cominciare a spargere la voce di non rinnovare le polizze Unipol e boicottare le Coop (io comincio da oggi), in fondo il mondo speculativo della finanza (coop comprese ) è sensibile solo al "soldo".
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Sergio S.
Questa vicenda Unipol- Fonsai ricorda molto da vicino quello che successe in America dopo il crack di alcuni istituti finanziari, quando si venne a sapere che proprio i manager degli istituti più indebitati stavano continuando a prendere e pretendere enormi riconoscimenti economici senza minimamente essere intaccati dal danno alle aziende che avevano contribuito a creare. Allora l'indignazione di tutti a qualcosa servì. Adesso la famiglia Ligresti sta ottenendo riconoscimenti un po' troppo lontani dalla dote che stanno lasciando. Ci troviamo in una situazione analoga e sembra proprio che l'ad di Unipol e tutti coloro che nelle varie scatole finanziarie dovranno sostenere questa operazione si sentano un po' come dei medici senza scrupoli al cospetto di un malato da curare: più il male è grande e più loro guadagneranno da queste operazioni. Solo che loro non sono medici e il risultato finale molto probabilmente non sarà la guarigione del malato. Quello che è sicuro è, almeno per un piccolo azionista come me, l'assoluta incredulità rispetto alla sensazione di un meccanismo senza controlli effettivi, dove chi ha le leve più grosse può decidere in modo inarrestabile di azzerare i risparmi dei tanti piccoli risparmiatori. Se anche la Consob non ostacolerà tutto ciò, la Borsa assomiglierà sempre di più ad un gioco d'azzardo, dove il legame tra il valore dell'azione (e quindi dell'investimento) e il valore dell'azienda è diventato totalmente aleatorio. Mi spiace molto, anche perchè dovrò abbandonare altre mie abitudini, come ad esempio fare la spesa alla Coop (non potrei sopportare di finanziare questa vicenda anche dopo....)
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Francesco R.
Nel giugno 2011 ho sottoscritto l'aumento di capitale di Fondiaria-Sai risparmio per 30.000 euro aggiunti agli oltre 150.000 euro del capitale che anni fa vi avevo investito perchè gli amministratori avevano annunciato che Fondiaria-Sai avrebbe chiuso il bilancio 2011 in utile di 50 milioni e io con le azioni di risparmio avrei sicuramente incassato il dividendo nel 2012 per l'anno 2011 e il dividendo per il 2010, dato che non lo avevano distribuito causa perdite, ma che le azioni di risparmio non lo perdono ma lo cumulano per 3 annualità in caso di perdite. A distanza di pochi mesi a dicembre 2011 Fondiaria ha annunciato che invece di chiudere in utile di 50 milioni chiuderà con una perdita di circa 1 miliardo di euro. Ma come è possibile che in pochi mesi hanno dovuto svalutare immobili e rivalutare riserve e perdere 1 miliardo di euro quando pochi mesi prima avevano detto che avrebbero chiuso in utile? La Consob come ha potuto permettere di presentare e autorizzare l' aumento di capitale del giugno 2011? L'Isvap che ha il compito di vigilare sulle assicurazioni perchè non ha controllato? Ora Fondiaria-Sai mi chiede nuovamente di mettere mano ai miei risparmi per fare un nuovo aumento di capitale dopo che i miei 200.000 euro si sono ridotti a 20.000. Cosa ci stanno a fare la Consob e l'Isvap? Magistratura dove sei?
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Mario S.
Per fortuna è saltato lo scandaloso progetto, che prevedeva di premiare solo i Ligresti. Mi chiedo come sia stato possibile solo pensarlo, di conseguenza mi vengono forti dubbi sull'ad di Unipol Carlo Cimbri e sulle sue capacità. Ora studieranno un'altra maniera per premiare i Ligresti? Bisogna vigilare su questo, che Unipol dia il meno possibile i quella famiglia, almeno questo! Quanto alla svalutazioni Fonsai: possibile non diano chiare spiegazioni di questa svalutazione? Possibile che ci fu un altro aumento di capitale poco tempo fa, e ora saltano fuori questi numeri? Ore bisognerebbe indagare qui e far pagare i danni recati! Un'ultima osservazione: il Credit Agricole Suisse è uscito dal capitale di Premafin dal 29 dicembre vendendo le sue azioni a 10 centesimi.. ci sono altri due Trust of shore di cui non si conoscono i proprietari che hanno quote consistenti di Premafin... provate a indovinare chi ha rilevato le azioni di Agricole che aveva acquistato per "soci occulti" e chi c'è magari dietro i due Trust: mi auguro che la procura stia indagando proprio su questo!
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G.A.
Senza un'Opa anche su Fonsai e sopratutto su MIlano Assicurazioni l'intera operazione è al limite della truffa ai danni dei piccoli azionisti. I Ligresti, responsabili con i loro sprechi e usi allegri delle finanze societarie, della situazione fallimentare di Premafin, verrebbero "pagati" dai piccoli azionisti per andare via e per un nebuloso patto di non concorrenza (come se la loro scarsa abilità tecnica fosse un pericolo dal punto di vista industriale assicurativo). Chi pagherebbe sarebbero sopratutto i piccoli azionisti di Milano Assicurazioni, la società che è messa meglio, e che verrebbero penalizzati oltremisura.
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