Economia

Le dimissioni

Bpm, lascia Enzo Chiesa

Il manager era stato fermato dal veto di Bankitalia nella corsa ad amministratore delegato. L'addio per "risoluzione consensuale" era dato per scontato, dopo che non aveva avuto deleghe operative dal neo ad, Piero Montani

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MILANO - E' stato un addio annunciato ma non per questo sereno, quello tra Enzo Chiesa e la Popolare di Milano. Oggi, comunque, il direttore generale di Bpm ha concordato "la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro" già decretato nei fatti una decina di giorni fa. La banca, sotto la guida di Andrea Bonomi, ha scelto Piero Montani come capo azienda ed ha altrettanto chiaramente deciso di non dare deleghe operative a Chiesa. Il manager, che in un primo momento era candidato a fare l'amministratore delegato, era stato a suo tempo già stoppato apertamente da Banca d'Italia, nell'imminenza del sofferto voto assembleare dell'ottobre scorso, quando la lista sostenuta dall'Associazione Amici aveva portato poi all'elezione del consiglio di sorveglianza presieduto da Filippo Annunziata (e di quello di gestione guidato da Andrea Bonomi).

L'Istituto di vigilanza aveva a suo tempo chiesto un segnale di grande discontinuità con il passato. Per ora forse l'elemento più marcato di tale discontinuità è rappresentato dalle dimissioni di Chiesa, che lascia dopo pochi mesi alla guida del gruppo (era subentrato a Fiorenzo Dalu, a sua volta travolto dalle polemiche sulla gestione della banca). Chiesa è ritenuto, insieme a Dalu, tra gli artefici del bond convertendo, per il quale è già arrivata la multa della Consob e sta indagando la Procura di Milano.