MILANO - Nonostante lo scivolone di Borsa di Fonsai, la famiglia procede compatta nell'ipotesi Unipol. La dichiarazione viene da una fonte vicina ai Ligresti, intercettata nei pressi di una delle sedi del gruppo. Un'affermazione forte, anche se ufficiosa, a poche ore dall'arrivo in Italia di Giulia Ligresti, il presidente di Premafin, all'estero da qualche giorno. E che proprio ieri ha confermato per domani il cda della holding, in cui verrà analizzato il progetto di salvataggio sul gruppo alternativo ad Unipol presentato da Sator e Palladio. Nei giorni scorsi Premafin aveva inviato una lettera a Unicredit, in qualità di banca agente, con la proposta Sator-Palladio, chiedendo un pronunciamento in merito. Piazza Cordusio, a quanto si apprende, avrebbe però rispedito al mittente la richiesta, in quanto l'offerta era indirizzata alla holding e quindi toccava a lei rispondere.
A tal proposito Giulia Ligresti, rispondendo ai cronisti, ha escluso che ci siano stati "contatti" con Sator e Palladio. I quali, da parte loro, proprio ieri hanno chiesto un incontro alle banche, per illustrare il piano valido fino all'8 marzo e che, a grandi linee, prevede un aumento di capitale da 450 milioni (50 dei quali riservati agli attuali soci di Premafin) e nessuna fusione tra la holding e la società assicurativa (ieri nel cda di Unicredit c'è stata un'informativa sul tema Ligresti).
E proprio il punto della fusione, tra la Premafin indebitata e Fonsai, rischia di essere una delle note più difficili da far accettare nell'ambito del complesso iter autorizzativo previsto per l'operazione concorrente, presentata da Unipol. L'Isvap ha appena aperto il procedimento per l'autorizzazione (lunedì scorso) e a quanto trapela avrebbe molte perplessità. Tanto che qualcuno sta pensando di saltare il passaggio della fusione, che al contrario è fortemente voluto dalle banche creditrici.
Nel frattempo il calendario dell'operazione incalza, a partire dal consiglio di oggi di Fonsai, ma soprattutto alle due assemblee - di Fonsai e di Unipol - fissate per il 19 marzo e che dovrebbero varare l'aumento di capitale. Ieri, presso la sede milanese dello studio legale Clifford Chance si è tenuta la riunione di "kick off" (di inizio partita) tra le banche del consorzio di garanzia, guidato da Mediobanca, per il doppio aumento di capitale. Poi c'è il nodo delle risorse che il mondo cooperativo che controlla Unipol deve trovare per fare la sua parte nell'aumento di capitale: si parla di circa 150-200 milioni che devono essere reperiti.
Ma i prossimi giorni saranno cruciali anche per le trattative sulla ristrutturazione del debito della Premafin e delle holding a monte del sistema Ligresti. Lunedì, ci sarà un nuovo incontro delle banche creditrici con l'advisor Leonardo. Ma la famiglia vuole una soluzione complessiva, che investa anche la parte più alta della catena e che eviti soluzioni traumatiche.
A tal proposito Giulia Ligresti, rispondendo ai cronisti, ha escluso che ci siano stati "contatti" con Sator e Palladio. I quali, da parte loro, proprio ieri hanno chiesto un incontro alle banche, per illustrare il piano valido fino all'8 marzo e che, a grandi linee, prevede un aumento di capitale da 450 milioni (50 dei quali riservati agli attuali soci di Premafin) e nessuna fusione tra la holding e la società assicurativa (ieri nel cda di Unicredit c'è stata un'informativa sul tema Ligresti).
E proprio il punto della fusione, tra la Premafin indebitata e Fonsai, rischia di essere una delle note più difficili da far accettare nell'ambito del complesso iter autorizzativo previsto per l'operazione concorrente, presentata da Unipol. L'Isvap ha appena aperto il procedimento per l'autorizzazione (lunedì scorso) e a quanto trapela avrebbe molte perplessità. Tanto che qualcuno sta pensando di saltare il passaggio della fusione, che al contrario è fortemente voluto dalle banche creditrici.
Nel frattempo il calendario dell'operazione incalza, a partire dal consiglio di oggi di Fonsai, ma soprattutto alle due assemblee - di Fonsai e di Unipol - fissate per il 19 marzo e che dovrebbero varare l'aumento di capitale. Ieri, presso la sede milanese dello studio legale Clifford Chance si è tenuta la riunione di "kick off" (di inizio partita) tra le banche del consorzio di garanzia, guidato da Mediobanca, per il doppio aumento di capitale. Poi c'è il nodo delle risorse che il mondo cooperativo che controlla Unipol deve trovare per fare la sua parte nell'aumento di capitale: si parla di circa 150-200 milioni che devono essere reperiti.
Ma i prossimi giorni saranno cruciali anche per le trattative sulla ristrutturazione del debito della Premafin e delle holding a monte del sistema Ligresti. Lunedì, ci sarà un nuovo incontro delle banche creditrici con l'advisor Leonardo. Ma la famiglia vuole una soluzione complessiva, che investa anche la parte più alta della catena e che eviti soluzioni traumatiche.