Economia

Ubi Banca torna in utile nel 2012
grazie alle operazioni finanziarie

I profitti del gruppo sono saliti a 82,7 milioni contro una perdita di 1,8 miliardi lo scorso anno ma senza componenti non ricorrenti l'utile netto 2012 è inferiore a quallo dell'anno precedente. Dall'area finanza un risultato positivo di 257,3 milioni. Raddoppia il costo del credito, a causa dei prestiti in difficoltà. Giù il titolo in Borsa. Presentata la lista del consiglio di sorveglianza indicato dal cds uscente

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MILANO - Ubi Banca è tornata all'utile nel 2012, dopo aver chiuso l'esercizio precedente con una perdita di 1,8 miliardi a seguito della contabilizzazione di rettifiche su avviamenti e altre attività intangibili. Lo annuncia la banca in una nota in cui viene indicato un utile netto d'esercizio a 82,7 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di 101,9 milioni di oneri netti per incentivi all'esodo riferiti ad un accordo sindacale. Tuttavia, spiega ancora il gruppo, in termini normalizzati - cioè escludendo le componenti non ricorrenti per entrambi gli anni - l'utile netto 2012 è pari a 97,3 milioni rispetto ai 11,6 milioni del 2011. In flessione anche il margine di interesse, calato del 7,7% rispetto all'anno precedente, principalmente per il crollo dei tassi di mercato. Robusto invece l'indicatore di forza patrimoniale, con un Core Tier 1 al 10,29%; Ubi pagherà un dividendo invariato di 0,05 euro per azione.

A sostenere i conti di Ubi sono state soprattutto le operazioni finanziarie con un risultato positivo di 257,3 milioni di euro legato al trading su titoli di stato italiani. L'utile dell'attività di negoziazione su Bot e Btp è stato pari a 91,8 milioni, mentre 13,5 milioni sono stati gli utili generali dalla vendita di una quota in Intesa Sanpaolo, con la cessione di 72,3 milioni di azioni (lo 0,47% del capitale a fronte di una quota iniziale dell'1,2%. La cessione è avvenuta a partire dalla seconda parte dell'anno, ad un valore medio di 1,33 euro per azione ) superiore alle quotazioni attuali della banca. In forte crescita anche il costo del credito, da 61 punti base del 2011 ai 91 punti base del bilancio 2012. Ubi si è adeguata alle indicazioni di Bankitalia, ha spiegato Massiah nella presentazione dei risultati, ma aveva già messo in conto un aumento delle coperture, intorno ai 75/80 punti base, ma anche in questo modo Ubi presenta numeri migliori rispetto alle banche di analogo livello.
 
Nel corso del 2012, anche grazie ai 12 milardi di euro presi a prestito dalla Bce al tasso dell'1%, l'esposizione di Ubi Banca verso Bot e Btp è passata da 7,8 a 18 miliardi, portando le attività finanziare del gruppo a 21,4 miliardi (il 16% dell'attivo). In calo del 6,8% a 92,9 miliardi, invece, gli impieghi alla clientela a causa, spiega la banca, dell'uscita dai settori a maggiore rischiosità, alla riduzione dell'esposizione verso le grandi imprese e alla debolezza della domanda di credito. Il consigliere delegato Victor Massiah ha commentato in proposito che la domanda di mutui si è praticamente dimezzata, anche in conseguenza alla riduzione dei volumi generati dalle reti agenziali e dai mediatori creditizi conseguente a scelte industriali della stessa banca. Difficile perà che quest'anno la banca riesca a replicare i risultati dell'area finanza. "La persistente incertezza sull'evoluzione del rischio sovrano - spiega la banca - non rende possibile ipotizzare anche per l'anno 2013 l'ottima performance" del 2012.

Negativa la reazione della Borsa, che ha penalizzato il titolo con un calo intorno al 6% ma Massiah ha chiosato: "Io sono più ottimista del mercato, ho incrementato il mio pacchetto azionario del 10%".

Presentata infine anche la lista del consiglio di sorveglianza Ubi espressa dal consiglio uscente. Confermando le diffuse anticipazioni della vigilia, l'imprenditore Andrea Moltrasio e il professore universitario e avvocato Mario Cera sono i candidati alla presidenza e alla vicepresidenza del cds.