Economia

A2a raddoppia la cedola,
festeggiano Milano e Brescia

Il gruppo controllato dai due enti locali ha visto entrare a regime le centrali idroelettriche acquistate da Edison. L'utile netto è balzato a 260 milioni di euro, contro una perdita di oltre 400 milioni dello scorso anno

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MILANO - Piace al mercato il raddoppio della cedola di A2a e il ritorno all'utile dopo il rosso profondo del 2011 in seguito alla svalutazione della quota di Edison. Festeggia il titolo in Borsa, ma tirano un  sospiro di sollievo anche i comuni di Milano e Brescia che incassano la quota corrispondente al loro 50%. Le prospettive per il mercato dell'energia rimangono però incerte e l'utility lombarda guarderà nei prossimi mesi all'ingresso di un socio finanziario nella filiera rifiuti per trovare le risorse necessarie per nuovi investimenti.

In verita, a sostenere i conti di A2a e' stata proprio la filiera energia. Negli ultimi sette mesi del 2012, la società guidata da Renato Ravanelli ha cominciato a consolidare le centrali di Edipower, di cui buona parte nel settore idroelettrico, ottenute da Edf con lo scambio del 30% di Edison. Questo ha impattato per 205 milioni sul margine operativo lordo cresciuto a quota 1,06 miliardi in crescita del 15,6%. L'utile netto è cosi' risultato di 260 milioni, contro il risultato negativo per 423 milioni di un anno fa.

I conti approvati ieri dal consiglio di gestione presieduto da Graziano Tarantini beneficiano anche di una partita straordinaria da 111 milioni frutto della cessione delle quote di Coriance, Metroweb ed eUtile nel corso del 2012.La nuova generazine di cassa per 732 milioni dovuta per buona parte all'ingresso delle centrali di Edipower nel perimetro aziendale ha attenuato l'aumento del debito che si accompagna al consolidamento di Edipower per oltre un miliardo: ora la posizione finanziaria netta e' pari a 4,37 miliardi contro i poco piu' di 4 miliardi di un anno fa.

Obiettivo prioritario dei manager nei prossimi mesi sara' quello di concentrarsi proprio sulla riduzione del debito. Anche perché il contesto macroeconomico non consente altro. Nel 2012 le vendite di energia del gruppo sono rimaste pressoché stabili mentre quelle di gas sono scese dell'8%. Meglio il settore della distribuzione e il teleriscaldamento. Anche la controllata in Montenegro ha migliorato i risultati, anche se il vero apporto alla marginalita' del gruppo si avra' soltanto fra due anni quando Terna completera' i lavori per il cavo sottomarino che portera' in Italia l'energia prodotta nel paese balcanico per lo piu' di origine idroelettrica.