MILANO - L'atmosfera di vigilia dell'assemblea di fine aprile intorno ad Ubi si fa sempre più movimentata e la pausa pasquale ha portato pochi ramoscelli d'olivo nella vicenda. Qualche giorno prima della pausa festiva c'è stato il video di Emilio Zanetti: l'uomo che più di tutti incarna la Popolare di Bergamo, e che è presidente uscente (ha scelto di lasciare per ragioni anagrafiche) di tutto il gruppo Ubi, ha rivolto un messaggio diffuso via Intranet a tutti i tremila dipendenti delle banca. Denunciando il fatto che "è in atto da parte di persone che lavorano nella nostra banca e che sono da questa retribuite, un tentantivo di destabilizzare il vertice del gruppo". E ancora, con grande determinazione: "Qualcuno vuole distruggere quello che in tanti anni è stato costruito".
Zanetti non fa nomi ma a Bergamo tutti vi leggono il riferimento a chi sta appoggiando la terza lista - quella guidata dal professore bocconiano Andrea Resti. E a detta di molti supportata (per non dire ispirata) da Giuseppe Masnaga, direttore generale della Popolare di Bergamo fino alla vigilia di Pasqua. Quando, con uno stringatissimo comunicato, la banca stessa annuncia che il rapporto di lavoro è stato risolto consensualmente. E infatti da stamane mattina la popolare orobica è guidata da Osvaldo Ranica (già al fianco di Masnaga). Il manager uscente, in un'intervista concessa alla stampa locale, parla della terza lista che si distingue per "indipendenza assoluta" e commentando le caratteristiche di Resti aggiunge: "Credo che abbia fondamentali migliori dei suoi competitor". Insomma, non autorizza formalmente l'idea che ne sia l'ispiratore, ma è prodigo di attestati di stima verso la lista.
E a riprova ulteriore del clima che anima Bergamo, nei giorni passati si era parlato, dal fronte sindacale, di "pressioni inusitate" e persino di "intimidazioni" sui dirigenti della banca, con due volantini firmati dai coordinamenti Dircredito e Uilca della Popolare di Bergamo. Sullo sfondo, l'accesa lotta per il rinnovamento del consiglio di sorveglianza (e di gestione) di Ubi. Che vede una lista ufficiale, indicata dal cds uscente, e capitanata da Andrea Moltrasio (quella che appoggia totalmente il vertice uscente, a partire dal capo azienda Victor Massiah), quella ispirata dal rocambolesco e agguerrito "rottamatore" Giorgio Jannone e infine la terza lista, in qualche misura interna soprattutto alla componente bergamasca della banca stessa ma polemica con il vertice uscente.
Zanetti non fa nomi ma a Bergamo tutti vi leggono il riferimento a chi sta appoggiando la terza lista - quella guidata dal professore bocconiano Andrea Resti. E a detta di molti supportata (per non dire ispirata) da Giuseppe Masnaga, direttore generale della Popolare di Bergamo fino alla vigilia di Pasqua. Quando, con uno stringatissimo comunicato, la banca stessa annuncia che il rapporto di lavoro è stato risolto consensualmente. E infatti da stamane mattina la popolare orobica è guidata da Osvaldo Ranica (già al fianco di Masnaga). Il manager uscente, in un'intervista concessa alla stampa locale, parla della terza lista che si distingue per "indipendenza assoluta" e commentando le caratteristiche di Resti aggiunge: "Credo che abbia fondamentali migliori dei suoi competitor". Insomma, non autorizza formalmente l'idea che ne sia l'ispiratore, ma è prodigo di attestati di stima verso la lista.
E a riprova ulteriore del clima che anima Bergamo, nei giorni passati si era parlato, dal fronte sindacale, di "pressioni inusitate" e persino di "intimidazioni" sui dirigenti della banca, con due volantini firmati dai coordinamenti Dircredito e Uilca della Popolare di Bergamo. Sullo sfondo, l'accesa lotta per il rinnovamento del consiglio di sorveglianza (e di gestione) di Ubi. Che vede una lista ufficiale, indicata dal cds uscente, e capitanata da Andrea Moltrasio (quella che appoggia totalmente il vertice uscente, a partire dal capo azienda Victor Massiah), quella ispirata dal rocambolesco e agguerrito "rottamatore" Giorgio Jannone e infine la terza lista, in qualche misura interna soprattutto alla componente bergamasca della banca stessa ma polemica con il vertice uscente.