Economia

Maire Tecnimont in rosso di 207 milioni.
Via all'aumento di capitale, entra Abu Dhabi

Manovra da 500 milioni, di cui 150 per l'aumento. L'azionista di maggioranza si impegna per 60 milioni, da Barclays e Banca Imi la disponibilità per altri 75. Partner strategico di Abu Dhabi al 5%. Il 2012 si chiude in perdita, ma il titolo vola

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MILANO - Un aumento di capitale con l'ingresso di un partner strategico, un nuovo finanziamento da parte delle banche e il riscadenziamento di quello esistente. Così il consiglio di amministrazione di Maire Tecnimont, che ha archiviato un esercizio in rosso e un patrimonio netto negativo, cerca di rilanciare l'attività del general contractor.

Rafforzamento patrimoniale. Nel complesso si tratta di manovre da 500 milioni. Come spiega la società in una nota, le misure si suddividono in 150 milioni di aumento di capitale, 50 milioni di nuovo credito e riscadenziamento di 300 milioni di debito fino alla fine del 2017. Per quanto riguarda l'aumento di capitale, 15 milioni sono riservati al partner industriale Ardeco (Arab Development Company, Abu Dhabi); si tratta di una quota del 5% del capitale post-aumento, a un prezzo di 90 centesimi per azione. Le due società hanno poi concordato di dar vita a una joint venture (al 51% Maire Tecnimont) per sviluppare il business in Medio Oriente. Quanto alla tranche da 135 milioni, questi "saranno offerti in opzione agli azionisti". Fabrizio di Amato, tramite la Maire Gestioni, ha "manifestato l'impegno" a sottoscrivere una quota di 60 milioni. Si tratta quindi di una quota inferiore rispetto al 63% di Maire Tecnimont che fa capo a Maire Gestioni. D'altra parte - nel caso in cui vengano rispettate alcune condizioni, tra le quali l'attuazione di un piano di dismissioni - Barclays e Banca Imi hanno dato la loro disponibilità a impegnarsi in un contratto di garanzia per i restanti 75 milioni.

I risultati. Detto del piano di rafforzamento, che dovrebbe essere completato entro la fine di luglio, resta un anno in rosso ma con segnali di miglioramento. Nel 2012 la società ha registrato una perdita netta di 207,6 milioni, meglio dei 296 milioni dell'esercizio del 2011, un ebitda negativo per 159 milioni (era -305 nel 2011) e ricavi per 2,186 miliardi (in calo del 17,4%). Il patrimonio netto di gruppo è negativo per 121,8 milioni. Le buone notizie provengono soprattutto dalla raccolta di nuovi ordini, in crescita del 25,8% a oltre 2,6 miliardi nel 2012. In questo contesto continua la linea strategica che porta Maire lontana dal settore dell'energia (dopo l'uscita con le relative svalutazioni dai progetti in Sudamerica) per concentrarsi sull'oil&gas. "Il gruppo", chiosa la nota, "prevede per il 2013 il ritorno a una marginalità positiva".

Particolarmente positiva la reazione del titolo (segui in diretta) alla notizia del piano di rafforzamento: a Piazza Affari registra un guadagno in doppia cifra.