MILANO - Coca Cola archivia il primo trimestre del 2013 con un utile in calo, ma tuttavia la flessione è inferiore a quella stimata dagli analisti. L'utile netto del gigante di Atlanta si è attestato a 1,75 miliardi di dollari, in calo di quasi 15 punti percentuali dai 2,05 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso. Al netto di poste straordinarie l'utile per azione è stato pari a 46 centesimi contro i 44 stimati. Il fatturato per i primi tre mesi dell'anno è sceso dello 0,9% a 11 miliardi di dollari.
I margini dell'azienda produttrice della celebre bevanda sono stati ristretti soprattutto dal calo delle vendite in America Latina e da alcuni costi di ristrutturazione dell'attività nel Nord; oggi Coca Cola ha inoltre annunciato alcuni accordi che modificano i diritti di vendita e imbottigliamento in alcuni territori degli States. Secondo alcuni analisti si tratta di un primo passo verso l'uscita dal settore dell'imbottigliamento e della distribuzione, che è troppo capital intensive e si vorrebbe portar fuori dal perimetro del gruppo. Nel trimestre i volumi del Sudamerica sono cresciuti del 4%; nell'area e nella storia recente di Coca Cola, Paesi quali Messico e Brasile hanno svolto un ruolo trainante. Non sono andati bene neppure i mercati storici europei, dove d'altra parte le indicazioni sulla situazione economica rimangono pesanti e i cali dei consumi aggiornano nuovi record di mese in mese.
I margini dell'azienda produttrice della celebre bevanda sono stati ristretti soprattutto dal calo delle vendite in America Latina e da alcuni costi di ristrutturazione dell'attività nel Nord; oggi Coca Cola ha inoltre annunciato alcuni accordi che modificano i diritti di vendita e imbottigliamento in alcuni territori degli States. Secondo alcuni analisti si tratta di un primo passo verso l'uscita dal settore dell'imbottigliamento e della distribuzione, che è troppo capital intensive e si vorrebbe portar fuori dal perimetro del gruppo. Nel trimestre i volumi del Sudamerica sono cresciuti del 4%; nell'area e nella storia recente di Coca Cola, Paesi quali Messico e Brasile hanno svolto un ruolo trainante. Non sono andati bene neppure i mercati storici europei, dove d'altra parte le indicazioni sulla situazione economica rimangono pesanti e i cali dei consumi aggiornano nuovi record di mese in mese.