MILANO - Intel chiude il primo trimestre con un utile netto di 2,05 miliardi di dollari, in calo del 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (2,74 miliardi), e ricavi in discesa del 2,5% a 12,58 miliardi. "Sono risultati attesi, ma sulla strada giusta per crescere. La situazione macro economica è difficile, ma chiuderemo l'anno meglio del 2012" dice Norberto Mateos Carrascal, numero uno del gruppo che produce processori per il Sud Europa, l'area più colpita dalla crisi del debito che ha travolto l'Eurozona. La difficile situazione però non spaventa il manager spagnolo che anzi è fiducioso: "Italiani e spagnoli sono sempre avanti sul fronte della tecnologia, soprattutto in mobilità. Fa parte dello stile di vita. Ci piace stare all'aperto, fuori casa. E' solo questione di lanciare il prodotto giusto. E siamo pronti". Sono infatti arrivo i nuovi processori per tablet e smartphone "che convergeranno sempre di più con quelli dei computer tradizionali" che hanno zavorrato i conti del gruppo con un calo delle vendite del 6% su base annua.
Il peso dei pc sui conti del gruppo è in calo al 63%, "ma non spariranno. Saranno sempre lì - continua Carrascal -. Semplicemente cambieranno, le soluzioni saranno sempre più ibride per questo stiamo lavorando a un'architettura che sia sempre più convergente. Per noi l'evoluzione del mercato rappresenta una grande opportunità". Così come le stime di Idc, secondo cui le vendite di computer sono calate lo scorso anno del 13,6% a dispetto di quelle di tablet e smartphone che continuano a crescere: "Per questo stiamo investendo in progetti sull'ultra mobilità. E poi scommettiamo sulla ripresa nella seconda parte dell'anno. Le società accelereranno sugli investimenti in tecnologia". Un trend già avviato in Italia da Magneti Marelli e Brembo "che dallo sviluppo di nuovi software traggono benefici reali. Tangibili. I nuovi processori sono un'opportunità per tutti".
Insomma per riprendere la strada della crescita (fatturato in aumento di una cifra a fine anno con ebitda al 60%) Intel scommette su smartphone e tablet con la transizione alla tecnologia a 14 nm che "aumenterà notevolmente il valore offerto dall'architettura e dalla tecnolgia di processo Intel sia per il nostri clienti che per il mercato". Il concorrente da battere resta sempre Apple, "ma noi vogliamo vincere. Non ci arrendiamo di certo - conclude Carrascal -. I numeri negativi non mi piacciono, ma sono sicuro: siamo sulla strada giusta per chiudere in crescita". Per il secondo trimestre, Intel stima ricavi fra 12,4 e 13,4 miliardi di dollari.
Il peso dei pc sui conti del gruppo è in calo al 63%, "ma non spariranno. Saranno sempre lì - continua Carrascal -. Semplicemente cambieranno, le soluzioni saranno sempre più ibride per questo stiamo lavorando a un'architettura che sia sempre più convergente. Per noi l'evoluzione del mercato rappresenta una grande opportunità". Così come le stime di Idc, secondo cui le vendite di computer sono calate lo scorso anno del 13,6% a dispetto di quelle di tablet e smartphone che continuano a crescere: "Per questo stiamo investendo in progetti sull'ultra mobilità. E poi scommettiamo sulla ripresa nella seconda parte dell'anno. Le società accelereranno sugli investimenti in tecnologia". Un trend già avviato in Italia da Magneti Marelli e Brembo "che dallo sviluppo di nuovi software traggono benefici reali. Tangibili. I nuovi processori sono un'opportunità per tutti".
Insomma per riprendere la strada della crescita (fatturato in aumento di una cifra a fine anno con ebitda al 60%) Intel scommette su smartphone e tablet con la transizione alla tecnologia a 14 nm che "aumenterà notevolmente il valore offerto dall'architettura e dalla tecnolgia di processo Intel sia per il nostri clienti che per il mercato". Il concorrente da battere resta sempre Apple, "ma noi vogliamo vincere. Non ci arrendiamo di certo - conclude Carrascal -. I numeri negativi non mi piacciono, ma sono sicuro: siamo sulla strada giusta per chiudere in crescita". Per il secondo trimestre, Intel stima ricavi fra 12,4 e 13,4 miliardi di dollari.