Economia

Bonomi lascia il cda Rcs
"Evito conflitti d'interesse"

Le dimissioni del numero uno di Bpm arrivano dopo quelle di Paolo Merloni. Il banchiere aveva già lasciato la riunione chiamata a varare l'aumento di capitale perché la banca si era impegnata a coprire l'eventuale inoptato

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MILANO - Perde un altro pezzo il consigio d'amministrazione di Rcs. Dopo le dimissioni di Paolo Merloni, ha lasciato il board di via Solferino anche Andrea Bonomi: il numero del gruppo Bpm, nel cda di Rcs dalla scorsa primavera, si sarebbe dimesso per motivi professionali e per evitare una posizione di conflitto d'interesse rispetto alle posizioni della banca nei confronti del gruppo editoriale. Già la settimana scorsa, in occasione della riunione che ha varo l'aumento di capitale del gruppo, il banchiere aveva lasciato i lavori poco dopo il loro inizio. Una decisione motivata proprio dal fatto di essere in conflitto di interessi potenziale in quanto consigliere ma anche top manager di una delle banche che ha appena rifinanziato Rcs e che si è impegnata - pro quota rispetto alla sua esposizione e al pari delle altre banche - a coprire l'eventuale inoptato dell'aumento di capitale.

Secondo altre fonti citate da Radiocor, invece, le dimissioni di Bonomi si allineano a quelle di Paolo Merloni che ha lasciato la il cda sollevando diverse perplessità in merito alle scelte della società sul piano di rilancio e soprattutto sull'aumento di capitale.

Con un comunicato, Rcs Mediagroup ha spiegato che le dimissioni, con decorrenza immediata, sono state presentate da Bonomi lo scorso 19 aprile per "per impegni professionali". Nella sua lettera il numero uno di Bpm ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro fatto dal consiglio della società per "portare avanti il nuovo piano triennale nel migliore interesse del gruppo Rcs".