Economia

Parmalat ritira il progetto di bilancio.
Pwc apre a uno "sconto" su Lag

Il Tribunale di Roma aveva disposto la riconsegna del 75% della società - passata dalla Cirio di Cragnotti al gruppo di Collecchio guidato da Tanzi. Secondo il consulente PricewaterhouseCoopers si dovrebbe rettificare il bilancio della società americana acquistata da Parmalat, con impatto sul prezzo della transazione

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MILANO - Il progetto di bilancio 2012 di Parmalat è da considerarsi ritirato. La decisione drastica è stata presa dal consiglio di amministrazione del gruppo di Collecchio dopo che il Tribunale di Roma aveva disposto la riconsegna al Comune della Capitale della quota del 75% detenuta da Parmalat nella Centrale del Latte capitolina. Una lunga vicenda di tribunali e atti d'accusa che risale alla vendita da parte dell'ente pubblico della quota alla Cirio di Sergio Cragnotti. In quella gara pubblica era inserita la clausola che impediva successivi e ulteriori passaggi di mano per cinque anni. Eppure, a distanza di un anno (era il 1998) Cirio vendette a Parmalat la Centrale del Latte, nel frattempo confluita in Eurolat.

La decisione, che ha implicato la "immediata restituzione delle azioni in questione", ha portato gli amministratori a optare per il ritiro del progetto di bilancio 2012, dove il valore di carico della partecipazione era di 95,1 milioni. Il cda, pur considerando la "decisione del Tribunale errata e confidando nell'accoglimento dell'appello che sarà tempestivamente proposto, ha deliberato di ritirare il progetto di bilancio al 31 dicembre 2012 al fine di verificare l'eventuale esigenza di apportarvi integrazioni, revocando la relativa delibera di approvazione assunta nella riunione del 20 marzo scorso". Revisori e sindaci hanno ritirato le relazioni.

Oltre alla questione della Centrale del Latte, nel giorno dell'assemblea che non dovrù più - a questo punto - approvare i conti, è sempre caldo il tema dell'acquisizione di Lactalis America Group (Lag), che è passata alla società italiana ma rientra sempre nel perimetro del gruppo controllante francese, Lactalis. Sul punto, la consulente di Collecchio PricewaterhouseCoopers ha richiesto una rettifica dell'ebitda 2012 di Lag di 3 milioni di dollari e 13,3 milioni di investimenti in marketing in meno rispetto a quanto previsto dal piano industriale.  L'analisi dei conti 2012 di Lag - che getta le basi per un maxi-sconto di 144 milioni di dollari a favore di Collecchio, per ora solo possibile - è stata resa nota dalla stessa Parmalat in un'integrazione alla documentazione sul bilancio chiesta dalla Consob, da mesi in forcing assieme alla Procura di Parma per fare chiarezza su un'operazione sospettata di voler trasferire a Lactalis la liquidità accumulata dall'ex commissario Enrico Bondi.

Se Lag avesse rispettato il budget, si legge nella documentazione, il suo ebitda sarebbe sceso a circa 79,8 milioni di dollari. Poiché il valore concordato da Parmalat e Lactalis per Lag è pari a 9,5 volte l'ebitda 2012 il "prezzo giusto" di Lag si ridurrebbe a 758 milioni, contro i 904 milioni pattuiti a maggio. Perché possa essere richiesto il maxi-sconto occorre però che le spese di marketing, oltre che inferiori al business plan, come accertato da Pwc, non siano conformi all'"ordinario andamento del business" (ordinary course of business, recita il contratto) e alle "migliori prassi di gestione". Sul punto Pwc non ha espresso giudizi: la valutazione sugli scostamenti - che potrebbero essere essere serviti per gonfiare l'ebitda e dunque il prezzo di Lag - è infatti demandata al collegio di tre esperti nominati da Parmalat. La loro relazione, spiega Parmalat, è attesa al più tardi all'inizio di maggio in modo da permettere al comitato per le operazioni con parti correlate e al Cda di predisporre, qualora fosse il caso, "una formale richiesta di aggiustamento prezzo entro il 10 maggio". Su tutta la procedura di revisione del prezzo vigila Angelo Manaresi, il commissario ad acta nominato dal Tribunale di Parma per controllare che gli organi della società, in maggioranza espressione di Lactalis, agiscano nell'interesse di Collecchio e non della sola controllante.

Nel corso dell'assemblea dei soci, critiche sono state mosse da Amber: "Esprimiamo forti dubbi sull'operato del cda" -  ha detto il rappresentante Antonio Perricone, che ha aggiunto il suo "rammarico" per il fatto che "il cda si sta comportando in spregio dello statuto sociale e in violazione delle decisioni di un Tribunale italiano". Sicuro il presidente Franco Tatò, che a margine dell'assise ha detto che l'acquisizione di Lag "finirà benissimo, per Parmalat". Il prossimo 10 maggio, ha spiegato Tatò, si terrà l'udienza alla Corte d'Appello di Bologna per il ricorso presentato da Parmalat contro il decreto del tribunale di Parma. Il ricorso riguarderà l'intero corpus di misure decise dal tribunale, dalla inibizione ad Antonio Sala a partecipare alle riunioni del cda, alla nomina del commissario ad acta per la definizione del prezzo di acquisto di Lag, alla sospensione del sindaco Roberto Cravero, mentre l'altro sospeso, Alfredo Malguzzi, nel frattempo si è dimesso; nel provvedimento si disponeva anche che il consigliere Marco Reboa non disponesse più dei requisiti d'indipendenza e quindi non potesse più far parte del Comitato per le operazioni con parti correlate. Alla fine l'assemblea ha nominato Rutigliano presidente del collegio sindacale; al posto del dimissionario Malguzzi è stato nominato sindaco effettivo Giorgio Bruno Giulio Loli, mentre sindaco supplente è Alberto Bestetti.