MILANO - "Sono felice dell'arbitrato perché finalmente sapremo come comportarci in futuro. Avremo una certezza, facciano come vogliono". Ennio Doris, a.d. di Mediolanum spa e presidente di Banca Mediolanum, alla fine dell'assemblea degli azionisti della capogruppo svoltasi oggi a Basiglio, non ha timori circa la possibile evoluzione dell'arbitrato in corso tra Irlanda e Italia, circa l'imposizione sugli utili, spostati a Dublino dove la tassazione è inferiore. In ballo 334 milioni su cui l'Agenzia delle entrate ha acceso un faro e che si riferiscono agli esercizi 2005, 2006 e 2007 per complessivi 323,4 milioni di euro, tra imposte non pagate e sanzioni, che si aggiungono ai 20,8 milioni di euro già contestati nel 2010. La differenza delle imposte da pagare è però molto inferiore, tanto che gli analisti che monitorano il titolo, già prima che la notizia uscisse sui giornali, avevano innalzato il tax rating di Mediolanum al 28% per i prossimi esercizi, rispetto al precedente 24%-26%. Un 2-3% che si può stimare come ampiamente sotto i 10 milioni, essendo l'utile del gruppo post tasse a 321 milioni. Sulla vicenda è in corso un arbitrato, che l'Agenzia delle Entrate italiana ha già accettato per l'anno 2005.
"Non sappiamo dove si svolgerà l'arbitrato - ha spiegato Luigi Dal Fabbro, Chief Administrative Officer Banca Mediolanum - sono in corso contatti con l'agenzia irlandese che ha interesse nella vicenda. Dobbiamo evitare il rischio di una doppia imposizione". I tempi sono lunghi: l'arbitrato durerà due anni e partirà solo quando l'Irlanda lo accetterà, se poi non si arrivasse a una soluzione, l'arbitro nel frattempo nominato emetterà un primo giudizio consultivo, se poi dopo altri 6 mesi non si arriverà all'accordo il giudizio diventerà esecutivo. Nel frattempo la banca sta però portando avanti anche un'adesione amichevole con la nostra Agenzia delle entrate.
"Non sappiamo dove si svolgerà l'arbitrato - ha spiegato Luigi Dal Fabbro, Chief Administrative Officer Banca Mediolanum - sono in corso contatti con l'agenzia irlandese che ha interesse nella vicenda. Dobbiamo evitare il rischio di una doppia imposizione". I tempi sono lunghi: l'arbitrato durerà due anni e partirà solo quando l'Irlanda lo accetterà, se poi non si arrivasse a una soluzione, l'arbitro nel frattempo nominato emetterà un primo giudizio consultivo, se poi dopo altri 6 mesi non si arriverà all'accordo il giudizio diventerà esecutivo. Nel frattempo la banca sta però portando avanti anche un'adesione amichevole con la nostra Agenzia delle entrate.