MILANO - Il calo della raccolta pubblicitaria? "In linea con il mercato". L'andamento della pay tv? "In costante crescita". L'arrivo di un nuovo socio? "Solo voci". Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, è intervenuto a tutto campo nel corso dell'Assemblea degli azionisti di Cologno Monzese sottolineando come la televisione sia uno dei pochissimi settori industriali in Italia "non ancora spazzato via dai raider stranieri". Per questo Confalonieri chiede al sistema politico di non penalizzare gli operatori del settore in modo che l'Italia non diventi "anche nella comunicazione televisiva una provincia insignificante. Lasciateci liberi di contrastare la crisi economica, di difendere le nostre attività, di presidiare i mercati della comunicazione".
Pubblicità. Il numero uno del gruppo ha spiegato che la Raccolta pubblicitaria di Mediaset nei primi due mesi dell'anno "è in linea con il mercato, cioè in flessione del 16% circa". Confalonieri, in precedenza, aveva sottolineato che l'andamento della raccolta nel primo trimestre, dopo il -14,5% di gennaio, è in flessione rispetto al 2012 ma in linea con l'ultimo trimestre precedente. Tuttavia la situazione non prevede l'ingresso nel capitale di nuovi azionisti: l'interesse di "russi o arabi" è "solo una voce, nulla di più". Anche perché per il numero uno di Publitalia, Giuliano Adreani "con la seconda parte del i semestre e negli ultimi quattro mesi dell'anno la situazione sembrerebbe migliorare".
Pay tv. Nel primo trimestre dell'anno Mediaset Premium ha incrementato i ricavi del 10% circa rispetto allo stesso periodo 2012 e confermato il numero di abbonati. "La pay tv - sottolinea Confalonieri - registra risultati in controtendenza rispetto all'andamento generale dei consumi: nei primi tre mesi del 2013 ha mantenuto stabile il numero di abbonati (intorno ai 2 milioni) e ha incrementato del 10,2% i ricavi rispetto al primo trimestre 2012". Entro fine anno, poi, Mediaset lancerà la nuova offerta di contenuti on-demand on line: "Sarà un'iniziativa senza eguali in Italia: una vasta offerta di contenuti visibili online su pc, tablet e apparecchi tv di nuova generazione". A questo proposito, Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente di Mediaset, ribadisce la volontà del gruppo televisivo di rimanere nella pay-tv nonostante i conti in rosso e sulle voci di colloqui con player televisivi esteri, l'imprenditore ha sottolineato che non è stata Mediaset a cercare possibili partner e che "c'è molto interesse" per Premium. Così come Mediaset non ha in mente una cessione di quote di EiTowers, di cui controlla il 65%, solo per fare cassa ma eventualmente pensa a partnership "per allargare il perimetro. Al momento non siamo venditori - ha detto Berlusconi - un conto è una partnership per allargare il perimetro, ma una vendita in quanto vendita no".
Politica. Aprendo l'assemblea degli azionisti con la consueta riflessione politico-economica, il presidente di Mediaset ha attaccato le forme di democrazia diretta via web che creano "condivisibili inquietudini. Mentre a Mediaset e in Rai si facevano misurazioni ossessive dei tempi dedicati ai politici - argomenta Confalonieri con riferimento alla recente campagna elettorale - sulla rete si selezionava di fatto la nuova classe dirigente italiana con una esaltazione della democrazia diretta che crea, lo ha detto due giorni fa il capo dello stato, condivisibili inquietudini nei veri estimatori della democrazia". Confalonieri ha poi condiviso la difesa del ruolo dei partiti fatta di recente dal quirinale e insistito sulla tv come "uno dei più importanti luoghi del confronto democratico".
Pubblicità. Il numero uno del gruppo ha spiegato che la Raccolta pubblicitaria di Mediaset nei primi due mesi dell'anno "è in linea con il mercato, cioè in flessione del 16% circa". Confalonieri, in precedenza, aveva sottolineato che l'andamento della raccolta nel primo trimestre, dopo il -14,5% di gennaio, è in flessione rispetto al 2012 ma in linea con l'ultimo trimestre precedente. Tuttavia la situazione non prevede l'ingresso nel capitale di nuovi azionisti: l'interesse di "russi o arabi" è "solo una voce, nulla di più". Anche perché per il numero uno di Publitalia, Giuliano Adreani "con la seconda parte del i semestre e negli ultimi quattro mesi dell'anno la situazione sembrerebbe migliorare".
Pay tv. Nel primo trimestre dell'anno Mediaset Premium ha incrementato i ricavi del 10% circa rispetto allo stesso periodo 2012 e confermato il numero di abbonati. "La pay tv - sottolinea Confalonieri - registra risultati in controtendenza rispetto all'andamento generale dei consumi: nei primi tre mesi del 2013 ha mantenuto stabile il numero di abbonati (intorno ai 2 milioni) e ha incrementato del 10,2% i ricavi rispetto al primo trimestre 2012". Entro fine anno, poi, Mediaset lancerà la nuova offerta di contenuti on-demand on line: "Sarà un'iniziativa senza eguali in Italia: una vasta offerta di contenuti visibili online su pc, tablet e apparecchi tv di nuova generazione". A questo proposito, Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente di Mediaset, ribadisce la volontà del gruppo televisivo di rimanere nella pay-tv nonostante i conti in rosso e sulle voci di colloqui con player televisivi esteri, l'imprenditore ha sottolineato che non è stata Mediaset a cercare possibili partner e che "c'è molto interesse" per Premium. Così come Mediaset non ha in mente una cessione di quote di EiTowers, di cui controlla il 65%, solo per fare cassa ma eventualmente pensa a partnership "per allargare il perimetro. Al momento non siamo venditori - ha detto Berlusconi - un conto è una partnership per allargare il perimetro, ma una vendita in quanto vendita no".
Politica. Aprendo l'assemblea degli azionisti con la consueta riflessione politico-economica, il presidente di Mediaset ha attaccato le forme di democrazia diretta via web che creano "condivisibili inquietudini. Mentre a Mediaset e in Rai si facevano misurazioni ossessive dei tempi dedicati ai politici - argomenta Confalonieri con riferimento alla recente campagna elettorale - sulla rete si selezionava di fatto la nuova classe dirigente italiana con una esaltazione della democrazia diretta che crea, lo ha detto due giorni fa il capo dello stato, condivisibili inquietudini nei veri estimatori della democrazia". Confalonieri ha poi condiviso la difesa del ruolo dei partiti fatta di recente dal quirinale e insistito sulla tv come "uno dei più importanti luoghi del confronto democratico".