MILANO - L'uscita dal perimetro di Eni portata a termine lo scorso anno incide sul bilancio trimestrale di Snam, che ha archiviato il periodo gennaio-marzo 2013 con un utile netto di 242 milioni di euro, in calo dell'11,7% rispetto al corrispondente periodo del precedente esercizio. Il calo è imputato soprattutto al maggiore costo del debito, affrontato proprio dopo l'uscita da Eni. Nel periodo i ricavi della società sono ammontati a 896 milioni, sostanzialmente in linea con quelli dei primi tre mesi del 2012, e il margine operativo lordo è stato di 717 milioni (+1,3%).
La società delle reti gas ha confermato il proprio impegno per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto, stoccaggio e distribuzione del gas naturale, attraverso il programma di investimenti tecnici indicati per il quadriennio 2013-2016 in circa 6,2 miliardi di euro a livello consolidato. La società inoltre mantiene "la consueta attenzione all'efficienza operativa, una rigorosa disciplina finanziaria e una solida struttura patrimoniale" - come ha ricordato il ceo, Carlo Malacarne, commentando i risultati del primo trimestre. Il numero uno della società ha aggiunto che "allo stesso modo, rimaniamo focalizzati a investire per una crescita profittevole e remunerativa per i nostri azionisti confermando il nostro piano di investimenti". Intanto, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, la società stima che la domanda di gas naturale sul mercato italiano a fine 2013 "in calo rispetto al 2012, principalmente a seguito della riduzione dei consumi nel settore termoelettrico".
Il titolo è pesante a Piazza Affari. Secondo Bloomberg lo scivolone, che non è seguito immediatamente alla pubblicazione di conti definiti superiori alle attese, sarebbe legato al documento di consultazione, pubblicato dall'Autorità per l'energia, sui criteri di determinazione delle tariffe per il trasporto di gas. Secondo chi ha esaminato il documento, nell'ipotesi peggiore il 'danno' in termini di fatturato per Snam Trasporto sarebbe di una ventina di milioni di euro su 1,8 miliardi di fatturato. Il titolo, prima della battuta d'arresto di oggi aveva toccato i massimi dall'agosto del 2011.
La società delle reti gas ha confermato il proprio impegno per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto, stoccaggio e distribuzione del gas naturale, attraverso il programma di investimenti tecnici indicati per il quadriennio 2013-2016 in circa 6,2 miliardi di euro a livello consolidato. La società inoltre mantiene "la consueta attenzione all'efficienza operativa, una rigorosa disciplina finanziaria e una solida struttura patrimoniale" - come ha ricordato il ceo, Carlo Malacarne, commentando i risultati del primo trimestre. Il numero uno della società ha aggiunto che "allo stesso modo, rimaniamo focalizzati a investire per una crescita profittevole e remunerativa per i nostri azionisti confermando il nostro piano di investimenti". Intanto, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, la società stima che la domanda di gas naturale sul mercato italiano a fine 2013 "in calo rispetto al 2012, principalmente a seguito della riduzione dei consumi nel settore termoelettrico".
Il titolo è pesante a Piazza Affari. Secondo Bloomberg lo scivolone, che non è seguito immediatamente alla pubblicazione di conti definiti superiori alle attese, sarebbe legato al documento di consultazione, pubblicato dall'Autorità per l'energia, sui criteri di determinazione delle tariffe per il trasporto di gas. Secondo chi ha esaminato il documento, nell'ipotesi peggiore il 'danno' in termini di fatturato per Snam Trasporto sarebbe di una ventina di milioni di euro su 1,8 miliardi di fatturato. Il titolo, prima della battuta d'arresto di oggi aveva toccato i massimi dall'agosto del 2011.