Economia

Rbs, il crollo delle rettifiche sui crediti
riporta l'utile nel primo trimestre

La banca del Regno Unito - salvata dallo Stato nel 2008 con la più grande operazione al mondo - chiude il periodo gennaio-marzo in positivo per quasi 400 milioni di sterline. Battute le stime degli analisti, ma non per l'utile operativo. Via al piano per far uscire la Corona, azionista oltre l'80%

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MILANO - Royal Bank of Scotland torna a vedere un utile trimestrale che mancava dal 2011, soprattutto grazie alla flessione delle rettifiche sul valore dei crediti. La banca del Regno Unito, coinvolta in un maxi salvataggio pubblico nel 2008, ha registrato un profitto nel primo trimestre di 393 milioni di sterline, contro una perdita di 1,55 miliardi di sterline dello scorso anno. L'utile per azione ordinaria da attività è di 3,5 penny, contro una perdita di 14,2 penny l'anno scorso. Gli analisti avevano messo in conto un utile di 317 milioni, quindi le attese sono state battute.

La banca di Edimburgo ha specificato che gli impairments sono scesi del 21% a 1 miliardo di sterline circa, mentre l'utile operativo ante imposte è stato pari a 826 milioni di sterline, rispetto a 1,51 miliardi di sterline di perdite del trimestre dell'anno precedente. Quest'ultimo dato ha deluso le attese e provoca la sofferenza odierna del titolo in Borsa.

Il numero uno dell'istituto - Stephen Hester - ha detto che la "maggior parte" del piano di ristrutturazione della banca verrà portato a termine entro l'anno prossimo. In passato, i suoi sforzi per riportare al profitto la banca erano stati vanificati dalla crisi del mercato immobiliare, soprattutto in Irlanda, e dagli accantonamenti necessari a rimborsare i clienti ai quali erano stati venduti prodotti assicurativi in maniera impropria. Se davvero la restrutturazione dovesse andare in porto, la Corona potrebbe iniziare a intraprendere la discesa dalla partecipazione attulamente oltre l'80% di Rbs.