MILANO - "Il fatto non sussiste". Così la Corte di Appello di Roma, spiega una nota, ha assolto con "formula piena" l'immobiliarista Danilo Coppola, accusato di bancarotta fraudolenta, associazione a delinquere, appropriazione indebita e falso ideologico e condannato in primo grado a sei anni. La sentenza emessa oggi "comporta anche la contestuale restituzione delle partecipazioni azionarie dell'imprenditore precedentemente poste sotto sequestro, compresa la quota del 2% di azioni della Banca intermobiliare di investimenti e gestioni (Bim)".
Arrestato il primo marzo del 2007, ricorda la nota, "su mandato di cattura richiesto dai procuratori Giuseppe Cascini e Rodolfo Maria Sabelli, Danilo Coppola aveva subito due anni di custodia cautelare. Il periodo di detenzione, subito per le accuse per cui oggi si è avuta l'assoluzione piena, ha provocato centinaia di milioni di danni al gruppo Coppola".
"Il mio arresto, come ho sempre detto, è stato creato ad arte - ha commentato Coppola - ed in molti oggi si dovrebbero per questo vergognare".
Sul finire del 2010, il Tribunale di Roma aveva già disposto il dissequestro di 818.199 azioni Mediobanca (0,1% del capitale), di 4.550.000 azioni ordinarie A.S. Roma (3,4%), di 3.853.360 azioni Ipi (5%) e del 29,9% del capitale della Hotel Cicerone srl oltre a beni personali riconducibili allo stesso Coppola per un valore complessivo di 40 milioni. Undici mesi più tardi il Tribunale del Riesame ha dissequestrato anche alcune auto di lusso appartenenti all'immobiliarista.
Arrestato il primo marzo del 2007, ricorda la nota, "su mandato di cattura richiesto dai procuratori Giuseppe Cascini e Rodolfo Maria Sabelli, Danilo Coppola aveva subito due anni di custodia cautelare. Il periodo di detenzione, subito per le accuse per cui oggi si è avuta l'assoluzione piena, ha provocato centinaia di milioni di danni al gruppo Coppola".
"Il mio arresto, come ho sempre detto, è stato creato ad arte - ha commentato Coppola - ed in molti oggi si dovrebbero per questo vergognare".
Sul finire del 2010, il Tribunale di Roma aveva già disposto il dissequestro di 818.199 azioni Mediobanca (0,1% del capitale), di 4.550.000 azioni ordinarie A.S. Roma (3,4%), di 3.853.360 azioni Ipi (5%) e del 29,9% del capitale della Hotel Cicerone srl oltre a beni personali riconducibili allo stesso Coppola per un valore complessivo di 40 milioni. Undici mesi più tardi il Tribunale del Riesame ha dissequestrato anche alcune auto di lusso appartenenti all'immobiliarista.