L'utile Crédit Agricole cresce del 50%
Brillante la controllata Cariparma
L'istituto di credito ha chiuso il primo trimestre con profitti per 469 milioni, il risultato della banca italiana è arrivato a 38 milioni di euro. In aumento anche la raccolta netta
MILANO - Scontati lo scorso anno i costi straordinari legati alla Grecia, Crédit Agricole ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 469 milioni di euro (+50,7% sui primi tre mesi del 2012), mentre il margine di intermediazione è sceso del 26,2% a 3,85 miliardi.
Trimestre positivo anche per la controllata italiana Cariparma che ha registrato un utile netto di 38 milioni di euro: "In un contesto difficile - spiega un comunicato della società - Cariparma conserva un buon dinamismo commerciale e una soddisfacente efficienza operativa". La raccolta diretta è cresciuta del 2% a 35,8 miliardi a fine marzo, mentre gli impieghi sono calati del 2% a 32,8 miliardi. I proventi operativi netti diminuiscono del 3,3% a 387 milioni, per effetto principalmente delle minori richieste di investimento da parte delle imprese. Gli impieghi a famiglie salgono invece del 4%. Quanto per la filiale italiana di credito al consumo Agos Ducato gli accantonament…
Trimestre positivo anche per la controllata italiana Cariparma che ha registrato un utile netto di 38 milioni di euro: "In un contesto difficile - spiega un comunicato della società - Cariparma conserva un buon dinamismo commerciale e una soddisfacente efficienza operativa". La raccolta diretta è cresciuta del 2% a 35,8 miliardi a fine marzo, mentre gli impieghi sono calati del 2% a 32,8 miliardi. I proventi operativi netti diminuiscono del 3,3% a 387 milioni, per effetto principalmente delle minori richieste di investimento da parte delle imprese. Gli impieghi a famiglie salgono invece del 4%. Quanto per la filiale italiana di credito al consumo Agos Ducato gli accantonament…
MILANO - Scontati lo scorso anno i costi straordinari legati alla Grecia, Crédit Agricole ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 469 milioni di euro (+50,7% sui primi tre mesi del 2012), mentre il margine di intermediazione è sceso del 26,2% a 3,85 miliardi.
Trimestre positivo anche per la controllata italiana Cariparma che ha registrato un utile netto di 38 milioni di euro: "In un contesto difficile - spiega un comunicato della società - Cariparma conserva un buon dinamismo commerciale e una soddisfacente efficienza operativa". La raccolta diretta è cresciuta del 2% a 35,8 miliardi a fine marzo, mentre gli impieghi sono calati del 2% a 32,8 miliardi. I proventi operativi netti diminuiscono del 3,3% a 387 milioni, per effetto principalmente delle minori richieste di investimento da parte delle imprese. Gli impieghi a famiglie salgono invece del 4%. Quanto per la filiale italiana di credito al consumo Agos Ducato gli accantonamenti del trimestre ammontano a 232 milioni.
Tornando a Crédit Agricole, i crediti deteriorati del gruppo sono pari a 16,4 miliardi, il 3,6% degli impieghi totali, in aumento dal 3,2% ai 31 marzo 2012, mentre l'indice patrimoniale core tier 1 è del 9,7% ante applicazione della normativa transitoria sui conglomerati finanziari e migliora dello 0,5% grazie al deconsolidamento della greca Emporiki. Applicando la normativa il rapporto scende all'8,5%.
Trimestre positivo anche per la controllata italiana Cariparma che ha registrato un utile netto di 38 milioni di euro: "In un contesto difficile - spiega un comunicato della società - Cariparma conserva un buon dinamismo commerciale e una soddisfacente efficienza operativa". La raccolta diretta è cresciuta del 2% a 35,8 miliardi a fine marzo, mentre gli impieghi sono calati del 2% a 32,8 miliardi. I proventi operativi netti diminuiscono del 3,3% a 387 milioni, per effetto principalmente delle minori richieste di investimento da parte delle imprese. Gli impieghi a famiglie salgono invece del 4%. Quanto per la filiale italiana di credito al consumo Agos Ducato gli accantonamenti del trimestre ammontano a 232 milioni.
Tornando a Crédit Agricole, i crediti deteriorati del gruppo sono pari a 16,4 miliardi, il 3,6% degli impieghi totali, in aumento dal 3,2% ai 31 marzo 2012, mentre l'indice patrimoniale core tier 1 è del 9,7% ante applicazione della normativa transitoria sui conglomerati finanziari e migliora dello 0,5% grazie al deconsolidamento della greca Emporiki. Applicando la normativa il rapporto scende all'8,5%.