Economia

L'austerity salva Mediaset
in nero i primi tre mesi 2013

Il Biscione chiude il periodo gennaio-marzo con 9,3 milioni di profitti. Crolla da 622 a 501 milioni la raccolta pubblicitaria in Italia ma i tagli ai costi salvano il bilancio del gruppo. 

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MILANO - I tagli ai costi salvano i conti Mediaset. Dopo un 2012 da dimenticare, chiuso con una perdita di 287 milioni di euro (il primo rosso della storia del Biscione), le tv di Silvio Berlusconi sono riuscite ad archiviare i primi tre mesi del 2013 in attivo per 9,3 milioni, contro i 10,1 milioni di utile dello stesso periodo dell'anno precedente. A salvare il bilancio è stata però la drastica cura dimagrante alle spese avviata da qualche tempo a Cologno: i ricavi di gruppo sono scivolati infatti da 977 a 831 milioni di euro. Colpa  del "gelo" della raccolta pubblicitaria in Italia, scivolata da 622 a 501 milioni, "in linea" recita il comunicato dell'azienda, con il mercato delle tv. Malgrado qualche segnale di "dinamicità" sul mercato degli spot durante il mese di maggio, i vertici della società rimangono prudenti e non sono in grado ancora "di fare previsioni sull'andamento del resto dell'anno".

I risultati di bilancio sono stati comunicati dopo la chiusura dei mercati. I titoli del Biscione avevano però vissuto in precedenza una seduta complicata. A metà giornata, dopo una flessione superiore al 4%, sono finiti pure in asta di volatilità prima di chiudere con una flessione del 2,9%. Dal voto di fine febbraio, però, il bilancio a Piazza Affari delle tv di Silvio Berlusconi è più che positivo: le azioni sono volate infatti da 1,43 euro ai 2,158 di ieri con un balzo del 50%. Il valore della quota del 40% in portafoglio all'ex premier è salito nello stesso periodo da 680 milioni a 1,02 miliardi.

La terapia anti-crisi prevede nei prossimi mesi due iniziative: la prima è quella di continuare e se possibile accelerare il piano di tagli dei costi. Già a fine 2012 il Biscione era riuscito a ridurre le spese di 302 milioni, ben oltre i 250 previsti. L'asticella è stata fissata ora a quota 450 milioni, l'obiettivo di riduzione entro la fine del 2014. Ma è probabile che, vista la crisi economica e i guai del mercato pubblicitario, Cologno punti ad anticipare la tempistica dell'austerity. L'altra carta da giocare è quella delle alleanze. In particolare nel business della pay-tv che malgrado gli 1,5 miliardi investiti da Mediaset viaggia ancora in profondo rosso. I canali Premium, non a caso, sarebbero stati al centro degli ultimi incontri al vertice tra l'azienda di casa Berlusconi e Rupert Murdoch, nel tentativo di esaminare le strade per una possibile partnership con Sky. Un'alleanza che rischia però di finire sotto la lente dell'antirust Ue. Se son rose, comunque, fioriranno probabilmente già entro la fine di quest'anno.