MILANO - Il gruppo Rcs chiude il primo trimestre del 2013 con una perdita significativa, vede nero per l'intero esercizio 2013 e mette in allerta sull'esito dell'aumento di capitale da 400 milioni, elemento fondante del piano di riorganizzazione dell'amministratore delegato Pietro Scott Jovane. L'editore del Corsera e della Gazzetta dello sport ha mandato in archivio i primi tre mesi dell'anno con ricavi consolidati pari a 285,3 milioni (rispetto a 343,2 milioni dei primi tre mesi 2012), ricavi pubblicitari in decremento a 108,1 milioni (142,1 milioni nel i trim 2012), un ebitda post oneri e proventi negativo per 115 milioni (-7 milioni) e una perdita netta di 107,1 milioni rispetto alla perdita di 27,3 milioni del periodo di riferimento. L'indebitamento finanziario netto si attesta a fine periodo a 902,4 milioni (845,8 mln a dicembre 2012).
Per l'esercizio 2013 Rcs prevede ricavi in flessione (ad una cifra), un ebitda ante oneri non ricorrenti positivo e inferiore al 3% dei ricavi e, anche per effetto di oneri correlati alla ristrutturazione in corso, un risultato netto "significativamente" negativo. L'indebitamento del gruppo "a seguito dell'aumento di capitale previsto e delle previste cessioni di attività non core presenterà un decremento. Gli oneri finanziari, che beneficeranno della minore esposizione verso il sistema bancario dal secondo semestre dell'anno in corso, risentiranno dell'aumento dello spread conseguente alla rinegoziazione del debito".
Proprio sull'aumento di capitale, però, ci sono dei grandi interrogativi. Lo stesso cda di Rcs "segnala la presenza di significative incertezze in relazione alla sottoscrizione e liberazione dell'aumento di capitale dell'importo di almeno 400 milioni di euro". In particolare - si legge nella nota sui conti - "si prevede che il contratto di garanzia con le banche del consorzio, che avrà a oggetto le sole azioni ordinarie, possa essere stipulato solo in prossimità dell'avvio dell'offerta in opzione previsto nel mese di giugno 2013". Il grupo editoriale ricorda che la ricapitalizzazione "è condizione necessaria" per il rifinanziamento del debito, sulla base degli accordi presi con gli istituti creditori. L'operazione è stata ampiamente criticata. Diego Della Valle, Generali, i Benetton e i Merloni hanno già espresso il loro parere negativo, resta il dubbio sulla posizione di Giuseppe Rotelli. Finora l'aumento di capitale risulterebbe però garantito per circa il 95%.
Il management ricorda poi che sono in corso trattative per cedere le dieci testate periodiche del gruppo, per le quali si era cercato invano di procedere con una vendita in blocco. Diversamente, verranno chiuse alla fine di giugno. La società ha poi annunciato di aver affidato mandato "ad una primaria banca d'affari" per la cessione del complesso immobiliare cosiddetto San Marco, nel centro di Milano, ad esclusione dell'immobile storico di via Solferino, dove ha la sede il Corriere. Per questo fine la società ha inviato una descrizione sintetica del complesso ad una trentina di potenziali investitori italiani ed esteri per verificare l'ijnteresse e di ottenere offerte preliminari entro la fine del mese di maggio 2013. Il titolo Rcs (segui in diretta) cede oltre due punti in Borsa.
Per l'esercizio 2013 Rcs prevede ricavi in flessione (ad una cifra), un ebitda ante oneri non ricorrenti positivo e inferiore al 3% dei ricavi e, anche per effetto di oneri correlati alla ristrutturazione in corso, un risultato netto "significativamente" negativo. L'indebitamento del gruppo "a seguito dell'aumento di capitale previsto e delle previste cessioni di attività non core presenterà un decremento. Gli oneri finanziari, che beneficeranno della minore esposizione verso il sistema bancario dal secondo semestre dell'anno in corso, risentiranno dell'aumento dello spread conseguente alla rinegoziazione del debito".
Proprio sull'aumento di capitale, però, ci sono dei grandi interrogativi. Lo stesso cda di Rcs "segnala la presenza di significative incertezze in relazione alla sottoscrizione e liberazione dell'aumento di capitale dell'importo di almeno 400 milioni di euro". In particolare - si legge nella nota sui conti - "si prevede che il contratto di garanzia con le banche del consorzio, che avrà a oggetto le sole azioni ordinarie, possa essere stipulato solo in prossimità dell'avvio dell'offerta in opzione previsto nel mese di giugno 2013". Il grupo editoriale ricorda che la ricapitalizzazione "è condizione necessaria" per il rifinanziamento del debito, sulla base degli accordi presi con gli istituti creditori. L'operazione è stata ampiamente criticata. Diego Della Valle, Generali, i Benetton e i Merloni hanno già espresso il loro parere negativo, resta il dubbio sulla posizione di Giuseppe Rotelli. Finora l'aumento di capitale risulterebbe però garantito per circa il 95%.
Il management ricorda poi che sono in corso trattative per cedere le dieci testate periodiche del gruppo, per le quali si era cercato invano di procedere con una vendita in blocco. Diversamente, verranno chiuse alla fine di giugno. La società ha poi annunciato di aver affidato mandato "ad una primaria banca d'affari" per la cessione del complesso immobiliare cosiddetto San Marco, nel centro di Milano, ad esclusione dell'immobile storico di via Solferino, dove ha la sede il Corriere. Per questo fine la società ha inviato una descrizione sintetica del complesso ad una trentina di potenziali investitori italiani ed esteri per verificare l'ijnteresse e di ottenere offerte preliminari entro la fine del mese di maggio 2013. Il titolo Rcs (segui in diretta) cede oltre due punti in Borsa.