Economia

Ubi torna all'utile nel trimestre
e rafforza il patrimonio

Il primo trimestre si chiude con un profitto di 26,5 milioni, in calo del 75% sul gennaio-marzo 2012 ma meglio del trimestre scorso. Stabile la raccolta, cala la domanda di credito e con essa gli impieghi. Risparmi dal taglio di quasi 900 dipendenti

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MILANO - Ubi Banca scatta tra i migliori titoli del listino milanese (segui in diretta) dopo la pubblicazione di conti che sembrano convincere il mercato, salvo poi tornare intorno alla parità a fronte del peggioramento complessivo del Ftse Mib. Il primo trimestre 2013 si è chiuso con un utile netto di 26,5 milioni, in calo del 74,8% rispetto allo stesso periodo del 2012. Il risultato segna comunque il ritorno all'utile, dopo la perdita da 140 milioni registrata negli ultimi tre mesi dello scorso anno.

In tenuta il margine di interesse, invariato a 417,2 milioni, mentre le  commissioni nette sono salite leggermente a 304,8 milioni e gli oneri sono scesi dell'8,1% a 538,3 milioni. La banca ha trovato nei mesi scorsi un complicato accordo con i sindacati e ha inciso sulla voce di costo del personale: le spese relative sono diminuite dell'8,3% grazie soprattutto alla riduzione dell'organico, che ha visto l'uscita di 897 dipendenti (dei quali 646 nel primo trimestre 2013). La difficile situazione economica del Paese si vede dalla nuova crescita delle rettifiche su crediti, aumentate a 157,7 milioni (da 131,2), per un costo del credito annualizzato di 68 punti base (da 54). Sul fronte patrimoniale, il core Tier 1 è salito al 10,5% dal 10,29% di fine 2012. Gli impieghi a clientela sono scesi del 5% annuo a 92,3 miliardi, risentendo "della debolezza della domanda di credito da parte sia delle famiglie che delle aziende". La raccolta diretta totale è rimasta stabile a 98,7 miliardi.

Nella nota di accompagnamento ai risultati, Ubi parla di "un lieve miglioramento del margine di interesse nel corso dei prossimi trimestri" e "un eventuale ulteriore miglioramento potrebbe derivare da un ritorno alla crescita degli impieghi, più che sostenibile dati la solidità patrimoniale e la buona posizione di liquidità del gruppo". Già nei primi tre mesi dell'anno, del resto, il margine di interesse "comincia a mostrare leggeri segni di ripresa". Gli oneri, d'altra parte, sono visti "in significativa discesa in ragione d'anno", mentre le rettifiche su crediti, pur superiori nel primo trimestre ai primi tre mesi del 2012, "sono attese su base annua in modesta flessione rispetto al dato 2012".