MILANO - Le Ferrovie dello Stato, nel 2012, hanno registrato un utile pari a 380 milioni di euro. Lo ha preannunciato l'amministratore delegato, Mauro Moretti, intervenendo al congresso dell'Adiconsum. A inizio anno era stato lo stesso Moretti a pronosticare conti con profitti oltre la soglia di 300 milioni e un margine operativo lordo di 2 miliardi. Le parole del manager anticipano in consiglio di amministrazione - in programma oggi - chiamato ad approvare il bilancio. Il 2012 si chiude quindi con l'utile in crescita: nel 2011 era stato pari a 285 milioni.
Le Ferrovie dello Stato, ha ricordato Moretti, sono "un'azienda che nella storia d'Italia ha bruciato un'infinità di risorse, ma il 2012 si chiuderà con un utile pari a 380 milioni, il quinto consecutivo" L'operazione di risanamento, tuttavia, non è stata facile. Moretti ha infatti ricordato che, al suo arrivo al vertice, l'azienda "aveva 2,1 miliardi di perdite su un fatturato di 6,7 miliardi: in sostanza era fallita. Il ministro di allora, Tommaso Padoa-Schioppa, mi disse di non fare terrorismo, ma io risposi che non sapevo da che parte iniziare".
Comunque, ha proseguito Moretti, "l'Italia ha bisogno di imprese sane e grandi", che facciano da volano per l'industria nazionale: "Ci considerano un gigante, ma il nostro fatturato da 8,2 miliardi circa si confronta con i 38 miliardi delle ferrovie tedesche e i 33 di quelle francesi". Al consiglio di oggi verrà anche illustrata un'informativa sul bond da 1,5 miliardi annunciato dal gruppo. Come scrive oggi il quotidiano Mf-Milano Finanza, il programma di emissioni obbligazionarie potrebbe però raggiungere i 4 miliardi e gran parte delle risorse servirebbero a sopperire i mancati trasferimenti da parte delle amministrazioni locali e della Pa: un conto da circa 3 miliardi.
Moretti ha poi toccato un'altra questione spinosa. Ha infatti annunciato che "tra oggi e domani Grandi Stazioni consegnerà al ministro dei Trasporti la relazione" sullo stato della Stazione Tiburtina, "e lì faremo capire che è in ritardo e chi no". Il riferimento è al Comune di Roma e allo stato della stazione della Capitale, dopo che il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi nei giorni scorsi aveva definito "incredibile" il fatto che all'interno della stazione non ci fossero ancora servizi, bar o negozi.
Nel frattempo, da un intervento sul Foglio è emerso che Ntv - la compagnia concorrente che opera l'Alta Velocità con il convoglio Italio - ha inviato all'Antitrust una segnalazione lamentando attività di dumping da parte di Ferrovie dello Stato sulle tratte dell'alta velocità stessa. Secondo Ntv "i prezzi praticati da Trenitalia sulle linee tradizionali sono ben più alti di quelli sulle linee ad Alta velocità (non era così quando non c'era concorrenza sulla Av) e di recente sono stati aumentati (mediamente del 6%) i prezzi sui vecchi treni intercity: un comportamento da Robin Hood alla rovescia, che 'toglie' a chi viaggia male (e spesso molto male) per 'dare' a chi viaggia meglio (anzi, molto meglio)". La replica è arrivata a stretto giro: "Sono rimasto a bocca aperta", ha detto Moretti, "perchè noi sull'alta velocità ci guadagniamo. Cosa dobbiamo fare, alzare i prezzi?". Moretti ha anche sottolineato come "non si è mai visto che un nuovo entrante chieda all'incumbent di alzare i prezzi".
Le Ferrovie dello Stato, ha ricordato Moretti, sono "un'azienda che nella storia d'Italia ha bruciato un'infinità di risorse, ma il 2012 si chiuderà con un utile pari a 380 milioni, il quinto consecutivo" L'operazione di risanamento, tuttavia, non è stata facile. Moretti ha infatti ricordato che, al suo arrivo al vertice, l'azienda "aveva 2,1 miliardi di perdite su un fatturato di 6,7 miliardi: in sostanza era fallita. Il ministro di allora, Tommaso Padoa-Schioppa, mi disse di non fare terrorismo, ma io risposi che non sapevo da che parte iniziare".
Comunque, ha proseguito Moretti, "l'Italia ha bisogno di imprese sane e grandi", che facciano da volano per l'industria nazionale: "Ci considerano un gigante, ma il nostro fatturato da 8,2 miliardi circa si confronta con i 38 miliardi delle ferrovie tedesche e i 33 di quelle francesi". Al consiglio di oggi verrà anche illustrata un'informativa sul bond da 1,5 miliardi annunciato dal gruppo. Come scrive oggi il quotidiano Mf-Milano Finanza, il programma di emissioni obbligazionarie potrebbe però raggiungere i 4 miliardi e gran parte delle risorse servirebbero a sopperire i mancati trasferimenti da parte delle amministrazioni locali e della Pa: un conto da circa 3 miliardi.
Moretti ha poi toccato un'altra questione spinosa. Ha infatti annunciato che "tra oggi e domani Grandi Stazioni consegnerà al ministro dei Trasporti la relazione" sullo stato della Stazione Tiburtina, "e lì faremo capire che è in ritardo e chi no". Il riferimento è al Comune di Roma e allo stato della stazione della Capitale, dopo che il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi nei giorni scorsi aveva definito "incredibile" il fatto che all'interno della stazione non ci fossero ancora servizi, bar o negozi.
Nel frattempo, da un intervento sul Foglio è emerso che Ntv - la compagnia concorrente che opera l'Alta Velocità con il convoglio Italio - ha inviato all'Antitrust una segnalazione lamentando attività di dumping da parte di Ferrovie dello Stato sulle tratte dell'alta velocità stessa. Secondo Ntv "i prezzi praticati da Trenitalia sulle linee tradizionali sono ben più alti di quelli sulle linee ad Alta velocità (non era così quando non c'era concorrenza sulla Av) e di recente sono stati aumentati (mediamente del 6%) i prezzi sui vecchi treni intercity: un comportamento da Robin Hood alla rovescia, che 'toglie' a chi viaggia male (e spesso molto male) per 'dare' a chi viaggia meglio (anzi, molto meglio)". La replica è arrivata a stretto giro: "Sono rimasto a bocca aperta", ha detto Moretti, "perchè noi sull'alta velocità ci guadagniamo. Cosa dobbiamo fare, alzare i prezzi?". Moretti ha anche sottolineato come "non si è mai visto che un nuovo entrante chieda all'incumbent di alzare i prezzi".