MILANO - Il gruppo Vodafone ha registrato nel 2012 ricavi per 44,4 miliardi di sterline (-4,2% rispetto al bilancio chiuso al 31 marzo 2012), un ebitda pari a 13,275 miliardi di sterline, in calo del 3,1%, un utile lordo pari a 3,26 miliardi di sterline (9,549 miliardi lo scorso anno) e un profitto netto pari a 673 milioni di sterline contro i 7,003 miliardi di sterline dello scorso anno (-90%) per le svalutazioni in Italia e Spagna. Al netto delle componenti straordinarie, l'utile sarebbe stato di 11,9 miliardi. Lo rende noto la società, che annuncia per l'anno fiscale chiuso al 31 marzo 2012 un dividendo totale per azione pari a 10,19 pence, in aumento del 7% rispetto all'anno precedente. Per il prossimo anno il gruppo prevede, tra l'altro, una leggera flessione dell'ebitda e investimenti stabili. Il profitto operativo oscillerà in un range compreso tra 12 e 12,8 miliardi di sterline con un free cash flow pari a circa 7 miliardi di sterline incluso il dividendo pari a 2,1 miliardi di sterline che la controllata usa Verizon verserà nel giugno 2013.
Commentando i risultati annunciati oggi, l'amministratore delegato Vittorio Colao ha sottolineato come "grazie agli ulteriori forti progressi conseguiti nelle nostre aree strategiche - dati, imprese ed mercati emergenti - e alla prestazione eccellente di Verizon, abbiamo raggiunto una buona crescita del margine operativo e un utile per azione adeguato. Con l'aumento del 7% annunciato oggi - ha aggiunto Colao - il dividendo ordinario per azione è cresciuto più del 22% negli ultimi tre anni. Il consiglio - ha concluso - rimane focalizzato sul bilanciamento tra la remunerazione degli azionisti e le esigenze di investimento a lungo termine del business. L'obiettivo è quello di a mantenere il dividendo ordinario per azione ai livelli attuali".
Vodafone Italia ha chiuso l'anno fiscale al 31 marzo 2013 con ricavi da servizi pari a 6,997 miliardi di euro, con un calo dell'8,3% al netto dell'impatto della riduzione delle tariffe di terminazione mobile (-12,8% includendo l'impatto delle terminazioni). Lo rende noto la società che segnala come il risultato sia influenzato "dal contesto macroeconomico difficile che ha determinato una minore propensione ai consumi, dalla forte pressione competitiva e dal crescente impatto della riduzione delle tariffe di terminazione mobile". In controtendenza si sono mossi i ricavi da internet mobile (+29,2%), che hanno superato gli 8 milioni. I ricavi dati e messaggistica si attestano a 2,237 miliardi di euro, con un'incidenza sui ricavi da servizi mobili del 37%, in crescita di 4 punti percentuali rispetto all'anno precedente. L'ebitda, nel periodo di riferimento, si è attestato a 3,050 miliardi di euro, in contrazione del 19,5% rispetto all'anno fiscale 2011/2012, per l'effetto "della forte pressione sui prezzi, del peso nell'anno della riduzione delle terminazioni mobili, a fronte di una strategia di investimenti rimasta costante". Ribasso anche per la Spagna dove i ricavi da servizi sono scesi dell'11,7% a 3,6 miliardi. Nei due paesi la compagnia ha nel complesso svalutato attività in bilancio per 7,7 miliardi di sterline nel corso dell'anno.
Commentando i risultati annunciati oggi, l'amministratore delegato Vittorio Colao ha sottolineato come "grazie agli ulteriori forti progressi conseguiti nelle nostre aree strategiche - dati, imprese ed mercati emergenti - e alla prestazione eccellente di Verizon, abbiamo raggiunto una buona crescita del margine operativo e un utile per azione adeguato. Con l'aumento del 7% annunciato oggi - ha aggiunto Colao - il dividendo ordinario per azione è cresciuto più del 22% negli ultimi tre anni. Il consiglio - ha concluso - rimane focalizzato sul bilanciamento tra la remunerazione degli azionisti e le esigenze di investimento a lungo termine del business. L'obiettivo è quello di a mantenere il dividendo ordinario per azione ai livelli attuali".
Vodafone Italia ha chiuso l'anno fiscale al 31 marzo 2013 con ricavi da servizi pari a 6,997 miliardi di euro, con un calo dell'8,3% al netto dell'impatto della riduzione delle tariffe di terminazione mobile (-12,8% includendo l'impatto delle terminazioni). Lo rende noto la società che segnala come il risultato sia influenzato "dal contesto macroeconomico difficile che ha determinato una minore propensione ai consumi, dalla forte pressione competitiva e dal crescente impatto della riduzione delle tariffe di terminazione mobile". In controtendenza si sono mossi i ricavi da internet mobile (+29,2%), che hanno superato gli 8 milioni. I ricavi dati e messaggistica si attestano a 2,237 miliardi di euro, con un'incidenza sui ricavi da servizi mobili del 37%, in crescita di 4 punti percentuali rispetto all'anno precedente. L'ebitda, nel periodo di riferimento, si è attestato a 3,050 miliardi di euro, in contrazione del 19,5% rispetto all'anno fiscale 2011/2012, per l'effetto "della forte pressione sui prezzi, del peso nell'anno della riduzione delle terminazioni mobili, a fronte di una strategia di investimenti rimasta costante". Ribasso anche per la Spagna dove i ricavi da servizi sono scesi dell'11,7% a 3,6 miliardi. Nei due paesi la compagnia ha nel complesso svalutato attività in bilancio per 7,7 miliardi di sterline nel corso dell'anno.