MILANO - La tv resta un'area di "grande interesse", così come ha molte potenzialità il settore delle tecnologie da vestire. L'amministratore delegato di Apple, Tim Cook, non entra nel dettaglio, si limita a commenti generali e afferma: "Abbiamo prodotti rivoluzionari" in cantiere. Di più: "I nostri piani, ai quali lavoriamo da tempo, sono incredibili".
Sul palco della All Things Digital Conference, Cook parla per un'ora e mezzo: dalle tasse all'andamento in Borsa, che è stato "frustrante per gli investitori e anche per noi. Dobbiamo concentrarci sui prodotti, farli nel miglior modo possibile. Se facciamo questo il resto arriverà da solo". Da inizio anno, però, il titolo ha perso quasi il 20%, mentre il Nasdaq, l'indice di riferimento dei titoli tecnologici, ha guadagnato il 12,1%.
Il numero uno di Cupertino si sofferma anche sulle tasse e sulle accuse di elusione fiscale mosse dal Congresso Usa e ribadisce la difesa a spada tratta della società: "Non usiamo trucchi fiscali". E rilancia: il sistema di imposizione delle tasse negli Stati Uniti va riformato e semplificato.
Definendosi molto diverso da Steve Jobs, Cook mette però in evidenza come i due si somiglino molto sulle cose più importanti.
E chi gli chiedeva se Apple intendesse usare i miliardi di dollari di liquidità a disposizione, la risposta è chiara: "Apple fa shopping a un tasso gli scorsi anni di un'acquisizione ogni 60-75 giorni. Forse sei in un anno. Solo in questo esercizio fiscale ne ha fatte nove". Nel mirino del gruppo, però, non ci sono grandi acquisizioni anche se "non siamo contrari se hanno senso".
Sul palco della All Things Digital Conference, Cook parla per un'ora e mezzo: dalle tasse all'andamento in Borsa, che è stato "frustrante per gli investitori e anche per noi. Dobbiamo concentrarci sui prodotti, farli nel miglior modo possibile. Se facciamo questo il resto arriverà da solo". Da inizio anno, però, il titolo ha perso quasi il 20%, mentre il Nasdaq, l'indice di riferimento dei titoli tecnologici, ha guadagnato il 12,1%.
Il numero uno di Cupertino si sofferma anche sulle tasse e sulle accuse di elusione fiscale mosse dal Congresso Usa e ribadisce la difesa a spada tratta della società: "Non usiamo trucchi fiscali". E rilancia: il sistema di imposizione delle tasse negli Stati Uniti va riformato e semplificato.
Definendosi molto diverso da Steve Jobs, Cook mette però in evidenza come i due si somiglino molto sulle cose più importanti.
E chi gli chiedeva se Apple intendesse usare i miliardi di dollari di liquidità a disposizione, la risposta è chiara: "Apple fa shopping a un tasso gli scorsi anni di un'acquisizione ogni 60-75 giorni. Forse sei in un anno. Solo in questo esercizio fiscale ne ha fatte nove". Nel mirino del gruppo, però, non ci sono grandi acquisizioni anche se "non siamo contrari se hanno senso".