MILANO - Saipem allarga le perdite e si porta in fondo al listino principale di Piazza Affari perdendo oltre il 8% (segui il titolo in diretta), prima di risalire a fine seduta limitando il rosso al 2,73%. Dopo il secondo profit warning in pochi mesi, gli investitori continuano a scaricare la controllata Eni che si muove ora sotto quota 13 euro, quando a gennaio era saldamente, e abbondantemente, sopra la soglia dei 30 euro. A poco è servito anche il contratto per lo sviluppo sottomarino del campo di Egina nell'offshore nigeriano. Anche perché l'importo del progetto, circa 3 miliardi, era incluso nelle nuove acquisizioni annunciate lo scorso 21 maggio pur essere essere direttamente menzionato.
L'ultimo crollo, lo scorso 17 giugno, era iniziato proprio che la revisione delle stime per fine anno con il gruppo che prevede di chiudere l'anno con una perdita compresa fra i 300 milioni e i 350 milioni di euro. Saipem aveva, inoltre, annunciato, la riduzione della guidance dell'Ebit 2013 di un importo compreso tra 650 milioni e 750 milioni di euro, di cui circa il 50% della riduzione prevista è relativa alle attività in Algeria.
Secondo quanto comunicato dalla società la situazione dal punto di vista industriale è peggiorata "successivamente alla presentazione dei risultati del primo trimestre e dell'operational review, rispettivamente il 23 e 24 aprile e all'assemblea del 30 aprile". Ma esattamente cosa è accaduto? "Si è verificato - si legge in una nota - un significativo ed imprevisto radicale deterioramento della posizione commerciale di Saipem in Algeria". Secondo la quale "si sono inoltre concretizzate una serie di criticità operative in relazione a due contratti a terra in fase avanzata di esecuzione in Messico e Canada e si sono verificate alcune impreviste problematiche tecniche relative al segmento E&C Offshore".
L'ultimo crollo, lo scorso 17 giugno, era iniziato proprio che la revisione delle stime per fine anno con il gruppo che prevede di chiudere l'anno con una perdita compresa fra i 300 milioni e i 350 milioni di euro. Saipem aveva, inoltre, annunciato, la riduzione della guidance dell'Ebit 2013 di un importo compreso tra 650 milioni e 750 milioni di euro, di cui circa il 50% della riduzione prevista è relativa alle attività in Algeria.
Secondo quanto comunicato dalla società la situazione dal punto di vista industriale è peggiorata "successivamente alla presentazione dei risultati del primo trimestre e dell'operational review, rispettivamente il 23 e 24 aprile e all'assemblea del 30 aprile". Ma esattamente cosa è accaduto? "Si è verificato - si legge in una nota - un significativo ed imprevisto radicale deterioramento della posizione commerciale di Saipem in Algeria". Secondo la quale "si sono inoltre concretizzate una serie di criticità operative in relazione a due contratti a terra in fase avanzata di esecuzione in Messico e Canada e si sono verificate alcune impreviste problematiche tecniche relative al segmento E&C Offshore".