MILANO - La crisi dei consumi in Europa si fa sentire anche per uno dei principali alfieri della tradizione a stelle e strisce, Coca Cola. L'utile netto della compagnia delle bevande è sceso a 2,68 miliardi di dollari, pari 59 centesimi per azione, nel secondo trimestre dell'anno. Il colosso di Atlanta, che paga a dire il vero anche la crisi economica generale che ha ridotto, aveva chiuso lo stesso periodo del 2012 con guadagni per 2,79 miliardi di dollari, pari a 61 centesimi per azione. Il fatturato ha registrato una contrazione del 3% a 12,75 miliardi di dollari.
Escludendo le voci straordinarie, l'utile è stato pari a 63 centesimi per azione, livello che effettivamente indicavano gli analisti, che puntavano però ad un giro d'affari di 12,95 miliardi di dollari. Muhtar Kent, presidente e amministratore delegato di Coca Cola, ha detto che i risultati sono stati "inferiori alle aspettative" e riflettono "un contesto economico globale problematico e condizioni meteorologiche insolitamente sfavorevoli". Il titolo, atteso a una giornata di sofferenza a Wall Street, cede oltre 3 punti percentuali nel pre-mercato. L'azienda di Atlanta ha indicato un calo del 4% per le vendite nel Vecchio Continente, ma sui risultati globali ha pesato anche una crescita economica "depressa" in Asia e America Latina. Se il volume globale delle vendite di Coca Cola è comunque salito dell'1%, nel secondo trimestre a dire il vero il marchio ha sofferto anche in Nord America: i volumi sono scesi dell'1% in totale, con un pesante meno 4% della sua celebre soda. Il gruppo ha puntato il dito contro il maltempo e la crisi economica per giustificare il calo.
Escludendo le voci straordinarie, l'utile è stato pari a 63 centesimi per azione, livello che effettivamente indicavano gli analisti, che puntavano però ad un giro d'affari di 12,95 miliardi di dollari. Muhtar Kent, presidente e amministratore delegato di Coca Cola, ha detto che i risultati sono stati "inferiori alle aspettative" e riflettono "un contesto economico globale problematico e condizioni meteorologiche insolitamente sfavorevoli". Il titolo, atteso a una giornata di sofferenza a Wall Street, cede oltre 3 punti percentuali nel pre-mercato. L'azienda di Atlanta ha indicato un calo del 4% per le vendite nel Vecchio Continente, ma sui risultati globali ha pesato anche una crescita economica "depressa" in Asia e America Latina. Se il volume globale delle vendite di Coca Cola è comunque salito dell'1%, nel secondo trimestre a dire il vero il marchio ha sofferto anche in Nord America: i volumi sono scesi dell'1% in totale, con un pesante meno 4% della sua celebre soda. Il gruppo ha puntato il dito contro il maltempo e la crisi economica per giustificare il calo.