Maxi aumento di capitale per Barclays.
Alla banca inglese servono 5,8 miliardi
Ettore Livini, dal nostro inviato ETTORE LIVINI<strong><br /></strong>
La ricapitalizzazione dell'istituto britannico segna una netta vittoria della Bank of England che da tempo spingeva per costringere la società a rafforzare la sua base di capitale. Il gruppo ha chiuso il primo semestre con un utile in frenata da 4,3 a 3,5 miliardi di sterline
LONDRA - Barcalys batte cassa per puntellare la sua situazione patrimoniale e vara un maxi-aumento di capitale da 5,8 miliardi. L'annuncio è arrivato stamane assieme alla comunicazione dei risultati della banca inglese nel primo semestre del 2013, chiuso con un utile in frenata da 4,3 a 3,5 miliardi di sterline, un po' peggio delle stime degli analisti. La società ha anche deciso di accantonare 1,35 miliardi per far fronte ai rimborsi sui collocamenti di prodotti finanziari a rischio (molti più del previsto) e 650 milioni per perdite su swap. L'istituto britannico nei prossimi mesi rafforzerà il suo patrimonio con altre misure radicali come l'emissione di 2 miliardi di bond convertibili e con una radicale revisione del proprio portafoglio prestitit per ridurre l'esposizione finanziaria.
La ricapitalizzazione dell'istituto britannico segna una netta vittoria della Bank of England che da tempo spingeva per costringere la società a rafforzare la sua base…
La ricapitalizzazione dell'istituto britannico segna una netta vittoria della Bank of England che da tempo spingeva per costringere la società a rafforzare la sua base…
LONDRA - Barcalys batte cassa per puntellare la sua situazione patrimoniale e vara un maxi-aumento di capitale da 5,8 miliardi. L'annuncio è arrivato stamane assieme alla comunicazione dei risultati della banca inglese nel primo semestre del 2013, chiuso con un utile in frenata da 4,3 a 3,5 miliardi di sterline, un po' peggio delle stime degli analisti. La società ha anche deciso di accantonare 1,35 miliardi per far fronte ai rimborsi sui collocamenti di prodotti finanziari a rischio (molti più del previsto) e 650 milioni per perdite su swap. L'istituto britannico nei prossimi mesi rafforzerà il suo patrimonio con altre misure radicali come l'emissione di 2 miliardi di bond convertibili e con una radicale revisione del proprio portafoglio prestitit per ridurre l'esposizione finanziaria.
La ricapitalizzazione dell'istituto britannico segna una netta vittoria della Bank of England che da tempo spingeva per costringere la società a rafforzare la sua base di capitale. Il management aveva garantito misure decisive al riguardo entro il 2015 ma la banca centrale ha accentuato il pressing obbligando la società a stringere i tempi. Il vero problema a questo punto è capire se l'aumento varato oggi sarà sufficiente per puntellare in modo definitivo i conti del gruppo.
L'amministratore delegato Anthony Jenkins non ha dubbi sulla risposta: "Abbiamo esaminato con grande attenzione le richieste della banca centrale che ci imponeva di arrivare a un rapporto di indebitamento del 3% e non abbiamo avuto dubbi. Meglio prendere oggi decisioni radicali e decise per arrivare subito al risultato - ha commentato in una nota -. Siamo consci che l'insieme bilanciato dei provvedimenti che annunciamo oggi sarà una pillola amara per i soci. Ma sono certo che saranno ricompensati dalle minori incertezze sul futuro e da un maggior dividendo per il 2014".
Per ora devono accontentarsi del fatto che i titoli della Barclays negli ultimi dodici mesi hanno quasi raddoppiato il loro valore rendendo in qualche modo più indolore il maxi-aumento di capitale, il più grande degli ultimi quattro anni per il credito di Londra.
La ricapitalizzazione dell'istituto britannico segna una netta vittoria della Bank of England che da tempo spingeva per costringere la società a rafforzare la sua base di capitale. Il management aveva garantito misure decisive al riguardo entro il 2015 ma la banca centrale ha accentuato il pressing obbligando la società a stringere i tempi. Il vero problema a questo punto è capire se l'aumento varato oggi sarà sufficiente per puntellare in modo definitivo i conti del gruppo.
L'amministratore delegato Anthony Jenkins non ha dubbi sulla risposta: "Abbiamo esaminato con grande attenzione le richieste della banca centrale che ci imponeva di arrivare a un rapporto di indebitamento del 3% e non abbiamo avuto dubbi. Meglio prendere oggi decisioni radicali e decise per arrivare subito al risultato - ha commentato in una nota -. Siamo consci che l'insieme bilanciato dei provvedimenti che annunciamo oggi sarà una pillola amara per i soci. Ma sono certo che saranno ricompensati dalle minori incertezze sul futuro e da un maggior dividendo per il 2014".
Per ora devono accontentarsi del fatto che i titoli della Barclays negli ultimi dodici mesi hanno quasi raddoppiato il loro valore rendendo in qualche modo più indolore il maxi-aumento di capitale, il più grande degli ultimi quattro anni per il credito di Londra.