MILANO - Intesa SanPaolo chiude il secondo trimestre con 116 milioni di utile netto (-75%) contro i 470 dello stesso periodo di un anno fa. Lo si legge in una nota della banca che evidenzia anche il calo dei profitti nel semestre (-66,9% a 442 milioni). I ricavi sono calati dell'8,3% a 8.205 milioni, in discesa anche il risultato della gestione operativa (-8,9% a 4.096 milioni).
Nel primo semestre dell'anno, l'istituto guidato da Enrico Cucchiani ha aumentato di 509 milioni di euro le rettifiche su crediti rispetto a quanto accantonato nello stesso periodo del 2012. La banca, si legge nella nota dei conti, "ha attuato una politica particolarmente rigorosa e prudenziale anche in previsione della verifica della qualità degli attivi e dello stress test" che interesserà le banche europee. Le rettifiche su crediti sono state 2.564 milioni (+24,8%) andando a pesare sul risultato complessivo del semestre.
La banche ha migliorato i suoi coefficienti patrimoniali: il core tier 1 a fine giugno, applicando le regole di Basilea 2 foundation, era pari all'11,7% (a fronte dell'11,2% di fine 2012) e il tier 1 ratio al 12,6% (rispetto al 12,1% del 31 dicembre 2012). L'istituto precisa anche di essere "una delle poche banche al mondo già in linea con i requisiti di Basilea 3 per patrimonializzazione e liquidità".
Nel primo semestre dell'anno, l'istituto guidato da Enrico Cucchiani ha aumentato di 509 milioni di euro le rettifiche su crediti rispetto a quanto accantonato nello stesso periodo del 2012. La banca, si legge nella nota dei conti, "ha attuato una politica particolarmente rigorosa e prudenziale anche in previsione della verifica della qualità degli attivi e dello stress test" che interesserà le banche europee. Le rettifiche su crediti sono state 2.564 milioni (+24,8%) andando a pesare sul risultato complessivo del semestre.
La banche ha migliorato i suoi coefficienti patrimoniali: il core tier 1 a fine giugno, applicando le regole di Basilea 2 foundation, era pari all'11,7% (a fronte dell'11,2% di fine 2012) e il tier 1 ratio al 12,6% (rispetto al 12,1% del 31 dicembre 2012). L'istituto precisa anche di essere "una delle poche banche al mondo già in linea con i requisiti di Basilea 3 per patrimonializzazione e liquidità".