Calo dei consumi frena Nestlè
sostenuta dai Paesi emergenti
Franco Zantonelli, di FRANCO ZANTONELLI
La multinazionale svizzera ha chiuso il primo semestre dell'anno con utili in crescita del 3,7% a 4 miliardi, un risultato inferiore alle attese del mercato. Nelle economie sviluppate, però, la progressione è quasi nulla
LUGANO - Continua a fare la gioia dei propri azionisti la multinazionale svizzera Nestlè, anche se i risultati, resi noti oggi, si prestano a qualche lettura in chiaroscuro. Nei primi sei mesi del 2013 il gruppo dell'agroalimentare, con sede nei pressi di Losanna, ha annunciato un utile netto di 5,1 miliardi di franchi, circa 4 miliardi di euro. L'incremento, rispetto al primo semestre dello scorso anno, è stato del 3,7 per cento.
"Entro la fine del 2013 contiamo, comunque, di fare ancora meglio", hanno detto, presentando il bilancio intermedio, i vertici di Nestlè. E' prevista, infatti, una crescita intorno al 5 per cento anche se, stando a previsioni più ottimistiche, la si voleva vicina al 6 per cento. "Il che è un po' deludente, ma non sorprende, considerata l'attuale piattezza dei consumi", affermano gli analisti della banca Sarasin di Ginevra. "Non siamo particolarmente soddisfatti", ha commentato, dal canto …
"Entro la fine del 2013 contiamo, comunque, di fare ancora meglio", hanno detto, presentando il bilancio intermedio, i vertici di Nestlè. E' prevista, infatti, una crescita intorno al 5 per cento anche se, stando a previsioni più ottimistiche, la si voleva vicina al 6 per cento. "Il che è un po' deludente, ma non sorprende, considerata l'attuale piattezza dei consumi", affermano gli analisti della banca Sarasin di Ginevra. "Non siamo particolarmente soddisfatti", ha commentato, dal canto …
LUGANO - Continua a fare la gioia dei propri azionisti la multinazionale svizzera Nestlè, anche se i risultati, resi noti oggi, si prestano a qualche lettura in chiaroscuro. Nei primi sei mesi del 2013 il gruppo dell'agroalimentare, con sede nei pressi di Losanna, ha annunciato un utile netto di 5,1 miliardi di franchi, circa 4 miliardi di euro. L'incremento, rispetto al primo semestre dello scorso anno, è stato del 3,7 per cento.
"Entro la fine del 2013 contiamo, comunque, di fare ancora meglio", hanno detto, presentando il bilancio intermedio, i vertici di Nestlè. E' prevista, infatti, una crescita intorno al 5 per cento anche se, stando a previsioni più ottimistiche, la si voleva vicina al 6 per cento. "Il che è un po' deludente, ma non sorprende, considerata l'attuale piattezza dei consumi", affermano gli analisti della banca Sarasin di Ginevra. "Non siamo particolarmente soddisfatti", ha commentato, dal canto suo, Wan Ling Martello, responsabile delle finanze del gruppo.
Ciò non ha impedito, comunque, alla cifra d'affari di Nestlè di salire ulteriormente, a 45,2 miliardi di franchi, oltre 36 miliardI di franchi. Anche in questo caso con un incremento consistente, del 5,3 per cento, se lo confrontiamo ai risultati di un anno fa. Come ogni gruppo multinazionale, pure il gigante elvetico, si ritrova nella mappa globale della crisi che attanaglia mezzo mondo. Così, mentre le attività segnano il passo in Europa, vanno decisamente meglio in Asia, Oceania, Africa, ma anche negli Stati Uniti.
È significativo, inoltre, il fatto che, mentre le sue vendite sono aumentate dell'uno per cento, nei mercati dei Paesi sviluppati, la crescita è stata dell'8,2 per cento in quelli emergenti. Il rallentamento che si si sta registrando, in questi ultimi, vedi Brasile, potrebbe, però, in prospettiva, riflettersi, negativamente, sui risultati complessivi della multinazionale. Che, comunque, non ha dimenticato le proprie radici europee visto che, a fine giugno, aveva annunciato la propria intenzione ad impegnarsi a trovare un'occupazione a 20mila giovani del vecchio continente. Con assunzioni, contratti di stage e di apprendistato.
"Entro la fine del 2013 contiamo, comunque, di fare ancora meglio", hanno detto, presentando il bilancio intermedio, i vertici di Nestlè. E' prevista, infatti, una crescita intorno al 5 per cento anche se, stando a previsioni più ottimistiche, la si voleva vicina al 6 per cento. "Il che è un po' deludente, ma non sorprende, considerata l'attuale piattezza dei consumi", affermano gli analisti della banca Sarasin di Ginevra. "Non siamo particolarmente soddisfatti", ha commentato, dal canto suo, Wan Ling Martello, responsabile delle finanze del gruppo.
Ciò non ha impedito, comunque, alla cifra d'affari di Nestlè di salire ulteriormente, a 45,2 miliardi di franchi, oltre 36 miliardI di franchi. Anche in questo caso con un incremento consistente, del 5,3 per cento, se lo confrontiamo ai risultati di un anno fa. Come ogni gruppo multinazionale, pure il gigante elvetico, si ritrova nella mappa globale della crisi che attanaglia mezzo mondo. Così, mentre le attività segnano il passo in Europa, vanno decisamente meglio in Asia, Oceania, Africa, ma anche negli Stati Uniti.
È significativo, inoltre, il fatto che, mentre le sue vendite sono aumentate dell'uno per cento, nei mercati dei Paesi sviluppati, la crescita è stata dell'8,2 per cento in quelli emergenti. Il rallentamento che si si sta registrando, in questi ultimi, vedi Brasile, potrebbe, però, in prospettiva, riflettersi, negativamente, sui risultati complessivi della multinazionale. Che, comunque, non ha dimenticato le proprie radici europee visto che, a fine giugno, aveva annunciato la propria intenzione ad impegnarsi a trovare un'occupazione a 20mila giovani del vecchio continente. Con assunzioni, contratti di stage e di apprendistato.