Economia

Pwc non certifica i conti Seat
"Dubbi su continuità aziendale"

La società di revisione non è in grado di esprimere un giudizio della conformità del bilancio consolidato abbreviato semestrale del gruppo che si è chiuso con una perdita di 101,4 milioni di euro

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MILANO - Pricewaterhousecoopers (Pwc) non è in grado di esprimere un giudizio della conformità del bilancio consolidato abbreviato semestrale del gruppo Seat Pagine Gialle, chiuso con una perdita di 101,4 milioni di euro e un patrimonio negativo di 1,07 miliardi. Tradotto: il bilancio di Seat Pg non è certificato. Lo si legge nella relazione di Pwc agli azionisti della società: secondo i revisori, il presupposto della continuità aziendale, utilizzato dagli amministratori per redigere il bilancio, "è soggetto a molteplici significative incertezze che dipendono da fattori che non sono sotto il controllo degli amministratori, con possibili effetti cumulati rilevanti sul bilancio consolidato semestrale al 30 giugno".

Di fatto la società di revisione non è in grado di certificare il bilancio semestrale in quanto sussistono delle incertezze relative alla continuità aziendale. Per Pwc, troppi fattori legati alla gestione dipendono dal buon esito della procedura concorsuale avviata da Seat Pagine Gialle al tribunale di torino, sulla cui positiva risoluzione gravano ancora troppe incognite.

Nel dettaglio, nel comunicato di Pwc, si indica come fattore di incertezza prima di tutto il fatto che "a oggi, non esistendo un nucleo di soci di riferimento in possesso di quote sufficienti a garantire i necessari quorum costitutivi e deliberativi, non vi è certezza sugli esiti dell'assemblea" che sarà chiamata a esprimersi sulle delibere necessarie per la proposta concordataria, la quale "prevede che una parte dei debiti sia convertito in equity". Inoltre, c'è incertezza circa "il positivo esito dell'adunanza dei creditori", che sarà chiamata a esprimersi sulla proposta di concordato preventivo, non è sicura "l'omologazione del concordato da parte del tribunale" di Torino e non c'è chiarezza neanche sulla "disponibilità" delle risorse necessarie - qualora il concordato venisse omologato - per "sostenere l'attività nel periodo coperto dal piano industriale elaborato nell'ambito della procedura" concorsuale.

Infine, l'ultima incertezza ravvisata dalla società di revisione riguarda il fatto che la realizzazione del piano presuppongono la possibilità di fare atti di gestione aziendale, anche straordinari, "ai cui fini è necessario che la procedura abbia un decorso favorevole e si concretizzi nell'omologazione del concordato".

La società aveva presentato i conti pochi giorni fa con un rosso più profondo e previsioni negative sul secondo semestre: "La scarsa visibilità sull'andamento futuro degli investimenti pubblicitari e la situazione di incertezza e di instabilità del Paese, non consentono al momento di formulare previsioni più puntuali" si leggeva in una nota che prevede "risultati operativi nel secondo semestre inferiori a quelli del primo". I ricavi sono scesi del 24,9% a 266,8 milioni, l'ebitda di 58,5 milioni (-57,1%), il risultato operativo è negativo per 26,5 milioni (positivo per 59,7 milioni nel primo semestre 2012 rideterminato).