Economia

Moody's, rischio downgrade
per il rating di Telecom Italia

L'agenzia americana ha messo sotto osservazione il titolo dell'ex monopolista per il deterioramento dei ricavi e dei margini domestici "in seguito al peggioramento dell'economia e della maggiore concorrenza"

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MILANO - Dopo la scure di Fitch, i rating di Telecom Italia vengono messi sotto osservazione per un possibile downgrade da Moody's. "La nostra decisione di mettere i rating di Telecom Italia sotto osservazione per un possibile downgrade è dovutamente principalmente al deterioramento dei ricavi e dell'ebitda domestici in seguito al peggioramento dell'economia, all'elevata disoccupazione, agli avversi effetti regolatori e alla maggiore concorrenza in Italia" afferma Carlos Winzer, analista di Moody's. Abbastanza per mettere ancora più pressione al titolo Telecom Italia colpito dalla vendite. 

La decisione di Moody's segue i conti semestrali di Telecom Italia, che si sono chiusi con un rosso di 1,4 miliardi di euro sotto il peso delle svalutazioni da avviamenti. Secondo l'agenzia di rating a pesare su Telecom Italia è anche il mancato raggiungimento di alcuni target. "Questo sviluppo negativo avviene nonostante il gruppo abbia parzialmente mitigato gli effetti di un mercato duro" osserva Moody's.

"Telecom Italia continuerà ad affrontare sostanziali sfide nel 2013, inclusa la recessione in corso in Italia, la regolamentazione avversa e i crescenti livelli di concorrenza" aggiunge l'agenzia di rating, mettendo in evidenza che, durante la revisione, valuterà se e fino a che estensione Telecom Italia sarà in grado di centrare gli impegni presi nel ridurre il debito del gruppo e mantenere i ratio negli attuali limiti di rating.

"Moody's resta preoccupata del fatto che Telecom Italia stia affrontando venti contrari più forti delle attese nei suoi sforzi per migliorare i ratio finanziari" aggiunge l'agenzia, spiegando come al momento il rating 'Baa3' di Telecom Italia è sostenuto dalla dimensione della società, dalla diversificazione geografica, dall'impegno alla riduzione del debito e alla disciplina finanziaria, dagli elevati margini operativi e dalla forte liquidità.