Gli scenari futuri di Blackberry,
dalla vendita alla joint venture
Dopo che il gruppo ha annunciato di esser pronto a considerare "alternative strategiche" per uscire dalla crisi, il Wall Street Journal ha individuato quattro possibili soluzioni
MILANO - Dopo la notizia di ieri che vede Blackberry pronta a considerare "alternative strategiche" per uscire da un lungo periodo di crisi, causato dal peso schiacciante della concorrenza e dal conseguente calo delle vendite, sono quattro gli scenari individuati dal Wall Street Journal per il gruppo canadese.
La prima opzione è la joint venture. Il consiglio d'amministrazione è convinto che la caduta libera del marchio nel mercato degli smartphone può essere arginata con un aiuto esterno. Il gruppo ha appena introdotto un nuovo sistema operativo, Blackberry 10, che può essere usato su dispositivi di altri marchi. Anche se le vendite dei nuovi prodotti sono andate male, eventuali partner con disponibilità economiche potrebbero aiutare il gruppo canadese. Ibm potrebbe essere interessata alla sicurezza del sistema operativo e Amazon potrebbe usare l'architettura hardware per entrare nel mondo dei telefonini. Anche Htc è stata inserita n…
La prima opzione è la joint venture. Il consiglio d'amministrazione è convinto che la caduta libera del marchio nel mercato degli smartphone può essere arginata con un aiuto esterno. Il gruppo ha appena introdotto un nuovo sistema operativo, Blackberry 10, che può essere usato su dispositivi di altri marchi. Anche se le vendite dei nuovi prodotti sono andate male, eventuali partner con disponibilità economiche potrebbero aiutare il gruppo canadese. Ibm potrebbe essere interessata alla sicurezza del sistema operativo e Amazon potrebbe usare l'architettura hardware per entrare nel mondo dei telefonini. Anche Htc è stata inserita n…
MILANO - Dopo la notizia di ieri che vede Blackberry pronta a considerare "alternative strategiche" per uscire da un lungo periodo di crisi, causato dal peso schiacciante della concorrenza e dal conseguente calo delle vendite, sono quattro gli scenari individuati dal Wall Street Journal per il gruppo canadese.
La prima opzione è la joint venture. Il consiglio d'amministrazione è convinto che la caduta libera del marchio nel mercato degli smartphone può essere arginata con un aiuto esterno. Il gruppo ha appena introdotto un nuovo sistema operativo, Blackberry 10, che può essere usato su dispositivi di altri marchi. Anche se le vendite dei nuovi prodotti sono andate male, eventuali partner con disponibilità economiche potrebbero aiutare il gruppo canadese. Ibm potrebbe essere interessata alla sicurezza del sistema operativo e Amazon potrebbe usare l'architettura hardware per entrare nel mondo dei telefonini. Anche Htc è stata inserita nella lista delle aziende interessate. Per il Wsj la probabilità è vista alta.
La seconda opzione è lo smembramento. Balckberry, come altri gruppi che producono smartphone, è suddivisa in diverse divisioni, alcuni con maggior valore di altri. Ha inoltre un notevole numero di brevetti depositati da 2 miliardi di dollari complessivi e continua a vantare un grado di sicurezza nel suo sistema operativo molto apprezzato. La sua parte hardware, che ha un costo abbastanza moderato, potrebbe attirare gli appetiti di diversi gruppi interessati a produrre telefonini con la tastiera (quella non touch) che hanno reso famosa l'azienda canadese. Tra le aziende interessate spiccano le cinesi Zte e Huawei.
La terza opzione è la vendita completa. Da quando ha preso il timone del gruppo, l'amministratore delegato Thorsten Heins non ha mai parlato di vendita. Tuttavia l'annuncio di ieri arriva in un momento molto particolare: ci sono molti potenziali acquirenti, inclusi alcuni gruppi statunitensi come Microsoft o asiatici come Lenovo, che stanno cercando di espandere il suo business. Anche Samsung potrebbe prendere in considerazione l'acquisto: potrebbe far affidamento su un nocciolo di consumatori fedeli e assicurarsi un sistema operativo mobile stabile e sicuro. Una sola controindicazione: il governo canadese ha detto che metterebbe ai voti o bloccherebbe la cessione della società ad aziende straniere. Dal punto di vista del Wsj la probabilità è vista media.
La quarta opzione è l'uscita dalla Borsa. Alcune studi suggeriscono che l'abbandono di Wall Street potrebbe essere un'opzione: l'ipotesi potrebbe avere senso, visto che da tempo il gruppo chiede pazienza ai suoi investitori in attesa - ormai da tempo - del promesso rilancio. Ma Blackberry è a caccia di un gruppo di private-equity con un portafoglio molto ampio e propenso al rischio, visto che molti considerano improbabile un suo ritorno in auge in tempi brevi. Tra i nomi che circolano, ci sono quelli di Silver Lake Partners e Canadian Pension plan investment board, ma le possibilità sembrano basse.
La prima opzione è la joint venture. Il consiglio d'amministrazione è convinto che la caduta libera del marchio nel mercato degli smartphone può essere arginata con un aiuto esterno. Il gruppo ha appena introdotto un nuovo sistema operativo, Blackberry 10, che può essere usato su dispositivi di altri marchi. Anche se le vendite dei nuovi prodotti sono andate male, eventuali partner con disponibilità economiche potrebbero aiutare il gruppo canadese. Ibm potrebbe essere interessata alla sicurezza del sistema operativo e Amazon potrebbe usare l'architettura hardware per entrare nel mondo dei telefonini. Anche Htc è stata inserita nella lista delle aziende interessate. Per il Wsj la probabilità è vista alta.
La seconda opzione è lo smembramento. Balckberry, come altri gruppi che producono smartphone, è suddivisa in diverse divisioni, alcuni con maggior valore di altri. Ha inoltre un notevole numero di brevetti depositati da 2 miliardi di dollari complessivi e continua a vantare un grado di sicurezza nel suo sistema operativo molto apprezzato. La sua parte hardware, che ha un costo abbastanza moderato, potrebbe attirare gli appetiti di diversi gruppi interessati a produrre telefonini con la tastiera (quella non touch) che hanno reso famosa l'azienda canadese. Tra le aziende interessate spiccano le cinesi Zte e Huawei.
La terza opzione è la vendita completa. Da quando ha preso il timone del gruppo, l'amministratore delegato Thorsten Heins non ha mai parlato di vendita. Tuttavia l'annuncio di ieri arriva in un momento molto particolare: ci sono molti potenziali acquirenti, inclusi alcuni gruppi statunitensi come Microsoft o asiatici come Lenovo, che stanno cercando di espandere il suo business. Anche Samsung potrebbe prendere in considerazione l'acquisto: potrebbe far affidamento su un nocciolo di consumatori fedeli e assicurarsi un sistema operativo mobile stabile e sicuro. Una sola controindicazione: il governo canadese ha detto che metterebbe ai voti o bloccherebbe la cessione della società ad aziende straniere. Dal punto di vista del Wsj la probabilità è vista media.
La quarta opzione è l'uscita dalla Borsa. Alcune studi suggeriscono che l'abbandono di Wall Street potrebbe essere un'opzione: l'ipotesi potrebbe avere senso, visto che da tempo il gruppo chiede pazienza ai suoi investitori in attesa - ormai da tempo - del promesso rilancio. Ma Blackberry è a caccia di un gruppo di private-equity con un portafoglio molto ampio e propenso al rischio, visto che molti considerano improbabile un suo ritorno in auge in tempi brevi. Tra i nomi che circolano, ci sono quelli di Silver Lake Partners e Canadian Pension plan investment board, ma le possibilità sembrano basse.