MILANO - Un aumento di capitale da 30 milioni di euro, la conversione di parte del debito in azioni e un nuovo finanziamento, con queste tre mosse la Giochi Preziosi prende ossigeno per circa 140 milioni, allontanando i timori di un fallimento e preparandosi al rilancio della società. Sul gruppo dei Gormiti pesava, infatti, un debito di 320 milioni di euro a giugno ma venerdì - come anticipato da Repubblica - Enrico Preziosi ha firmato con il fondo Clessidra, Intesa Sanpaolo e Unicredit l'accordo che permetterà di dimezzare il debito prevedendo, fra le altre cose, un nuovo impegno finanziario da parte dei soci.
Le banche, un pool capitanato da Bnp Paribas di cui fanno parte Barclays, Credit Agricole, Intesa Sanpaolo, Natixis e Unicredit, hanno confermato la linea revolving per 30 milioni e le linee bilaterali esistenti per circa euro 37 milioni e aperto un prestito ponte da 27,5 milioni di euro in attesa della vendita della controlla francese King Jouet. La Fingiochi di Preziosi, invece, ha rinunciato a un credito da 55 milioni nei confronti degli altri azionisti che sarà convertito in capitale. Per quanto riguarda l'aumento di capitale da 30 milioni di euro, invece, partecipano tutti i soci: il fondo Clessidra con Hamilton Lane e Unicredit al 38,8%, Intesa Sanpaolo al 14,2%, Idea capital fund al 5 per cento e lo stesso Enrico Preziosi al 42%, finanziato dalle banche a cui ha dato in garanzia degli immobili.
Sempre in quest'ottica il debito residuo è stato riscadenziato al 2018, permettendo una gestione finanziaria della società "più morbida". Grazie anche ai segnali di ripresa del mercato dei giocattoli: nei primi sei mesi dell'anno la società ha infatti registrato recuperi di quote di mercato in quasi tutti i mercati europei. Anche per questo la chiusura del bilancio con un ebitda intorno ai 15 milioni di euro (erano 66 lo scorso anno) non sembra preoccupare gli azionisti.
Le banche, un pool capitanato da Bnp Paribas di cui fanno parte Barclays, Credit Agricole, Intesa Sanpaolo, Natixis e Unicredit, hanno confermato la linea revolving per 30 milioni e le linee bilaterali esistenti per circa euro 37 milioni e aperto un prestito ponte da 27,5 milioni di euro in attesa della vendita della controlla francese King Jouet. La Fingiochi di Preziosi, invece, ha rinunciato a un credito da 55 milioni nei confronti degli altri azionisti che sarà convertito in capitale. Per quanto riguarda l'aumento di capitale da 30 milioni di euro, invece, partecipano tutti i soci: il fondo Clessidra con Hamilton Lane e Unicredit al 38,8%, Intesa Sanpaolo al 14,2%, Idea capital fund al 5 per cento e lo stesso Enrico Preziosi al 42%, finanziato dalle banche a cui ha dato in garanzia degli immobili.
Sempre in quest'ottica il debito residuo è stato riscadenziato al 2018, permettendo una gestione finanziaria della società "più morbida". Grazie anche ai segnali di ripresa del mercato dei giocattoli: nei primi sei mesi dell'anno la società ha infatti registrato recuperi di quote di mercato in quasi tutti i mercati europei. Anche per questo la chiusura del bilancio con un ebitda intorno ai 15 milioni di euro (erano 66 lo scorso anno) non sembra preoccupare gli azionisti.