MILANO - Prelios mette 'fieno in cascina', in cassa ora ci sono almeno 115 milioni di euro di liquidità, sommando i 70 milioni sottoscritti da Fenice con l'aumento riservato, ai 45 milioni complessivamente raccolti con l'aumento di capitale, contro i 100 milioni attesi quando è stata progettata la ricapitalizzazione. In Borsa il titolo, reduce dai festeggiamenti di ieri per l'adesione del mercato superiore alle attese (20 milioni), apre ancora in terreno ampiamente positivo ma pian piano smarrisce le forze e termina in rosso frazionale.
L'aumento in opzione prevedeva infatti l'impegno di Camfin, Generali, Mediobanca e Intesa a partecipare con 25 milioni di euro mentre dei restanti 90 milioni (cinque sarebbero stati garantiti in contanti e fino a 85 dalla conversione pro-quota dei crediti di tutti i finanziatori, i principali Intesa, Unicredit e Pirelli). Il mercato invece ha risposto con favore e il consorzio dovrà sottoscrivere solo 70 milioni di euro. Lo faranno nei prossimi giorni e solo allora si saprà l'esatto nuovo assetto azionario del gruppo.
Quel che è già possibile dire è che il blitz ferragostano del broker americano Susquehanna non porterà sorprese. Il broker americano aveva acquistato venerdì scorso 46 milioni di diritti inoptati che davano diritto a sottoscrivere oltre 100 milioni di azioni ma all'esito dell'offerta in Borsa ne sono risultate sottoscritte 1,5 milioni pari allo 0,81% del totale delle azioni di nuova emissione, per un controvalore complessivo di 930 mila euro.
Il salvataggio di Prelios è dunque praticamente concluso, l'ultimo atto - già definito e solo da eseguire - sarà l'emissione del bond convertendo a sette anni (posticipabile di ulteriori tre anni) fino a 269 milioni di euro e del relativo aumento di capitale, da 297,6 milioni massimi, al servizio della conversione. In questo modo il debito di 561 milioni verrà rimodulato a un livello più sostenibile di 250 milioni (50 milioni con scadenza 5 anni e 200 milioni a 6 anni).
L'aumento in opzione prevedeva infatti l'impegno di Camfin, Generali, Mediobanca e Intesa a partecipare con 25 milioni di euro mentre dei restanti 90 milioni (cinque sarebbero stati garantiti in contanti e fino a 85 dalla conversione pro-quota dei crediti di tutti i finanziatori, i principali Intesa, Unicredit e Pirelli). Il mercato invece ha risposto con favore e il consorzio dovrà sottoscrivere solo 70 milioni di euro. Lo faranno nei prossimi giorni e solo allora si saprà l'esatto nuovo assetto azionario del gruppo.
Quel che è già possibile dire è che il blitz ferragostano del broker americano Susquehanna non porterà sorprese. Il broker americano aveva acquistato venerdì scorso 46 milioni di diritti inoptati che davano diritto a sottoscrivere oltre 100 milioni di azioni ma all'esito dell'offerta in Borsa ne sono risultate sottoscritte 1,5 milioni pari allo 0,81% del totale delle azioni di nuova emissione, per un controvalore complessivo di 930 mila euro.
Il salvataggio di Prelios è dunque praticamente concluso, l'ultimo atto - già definito e solo da eseguire - sarà l'emissione del bond convertendo a sette anni (posticipabile di ulteriori tre anni) fino a 269 milioni di euro e del relativo aumento di capitale, da 297,6 milioni massimi, al servizio della conversione. In questo modo il debito di 561 milioni verrà rimodulato a un livello più sostenibile di 250 milioni (50 milioni con scadenza 5 anni e 200 milioni a 6 anni).