MILANO - Avrà fatto anche più freddo nelle prime settimane dell'anno. Ma i dati del primo trimestre dimostrano che la strategia commerciale avviata da Gazprom sta cominciando a dare i suoi frutti. Il colosso mondiale del gas ha annunciato nel periodo una crescita dei profitti del 5 per cento a 380,7 miliardi di rubli (11,4 miliardi). L'aumento dell'utile è stato provocato da una crescita dei ricavi netti del 19 per cento, a sua volta sostenuta dall'espansione del 25% dei ricavi dalle vendite di gas.
In una nota della società controllata dal Cremlino, si legga tra l'altro, che a sostenere i risultati sono state le vendite di gas all'Europa e ad altri paesi le quali hanno subito un forte incremento grazie all'aumento dei volumi, mentre le vendite ai paesi ex sovietici sono in calo. I ricavi della Russia sono aumentati leggermente, del quattro per cento.
Quersto, a detta degli addetti ai lavori, dimostrerebbe la correttezza del progetto di Gazprom: costruire gasdotti che colleghino direttamente la Russia all'Unione Europea, evitando così di pagare pedaggi anche costosi trasportando materia prima attraverso le infrastrutture degli ex paesi comunisti. Per questo motivo, è già stato inaugurato il North Stream, che raggiunge la Germania passando sotto il Baltico (che sarà raddoppiato nel giro di un paio d'anni) e spinge per la realizzazione del South Stream (sotto il Mar Nero, dai confini con la Crimea alla Bulgaria).
Del resto, Gazprom vende il 25 per cento del suo gas proprio al Vecchio Continente, dove nel primo trimestre le forniture sono salite dell'11 per cento. E questo nonostante siano in corso rinegoziazioni sul prezzo che riguardano tutti i contratti di lungo periodo, i cosiddetti take or pay. Per il momento, Gazprom ha concesso qualche piccolo sconto per il biennio scorso, ma sta tenendo dure nella revisione dei prezzi per le prossime forniture. Anche perché l'Europa è di gran lunga il suo mercato più reddittizio.
Nel 2012 Gazprom ha realizzato un utile netto di 38 miliardi di dollari, con un calo del dieci per cento rispetto ai 2011. Lo stato russo ha il 50,002% del capitale di gazprom, che controlla il 18% delle riserve di gas mondiali e il 14% della produzione.
In una nota della società controllata dal Cremlino, si legga tra l'altro, che a sostenere i risultati sono state le vendite di gas all'Europa e ad altri paesi le quali hanno subito un forte incremento grazie all'aumento dei volumi, mentre le vendite ai paesi ex sovietici sono in calo. I ricavi della Russia sono aumentati leggermente, del quattro per cento.
Quersto, a detta degli addetti ai lavori, dimostrerebbe la correttezza del progetto di Gazprom: costruire gasdotti che colleghino direttamente la Russia all'Unione Europea, evitando così di pagare pedaggi anche costosi trasportando materia prima attraverso le infrastrutture degli ex paesi comunisti. Per questo motivo, è già stato inaugurato il North Stream, che raggiunge la Germania passando sotto il Baltico (che sarà raddoppiato nel giro di un paio d'anni) e spinge per la realizzazione del South Stream (sotto il Mar Nero, dai confini con la Crimea alla Bulgaria).
Del resto, Gazprom vende il 25 per cento del suo gas proprio al Vecchio Continente, dove nel primo trimestre le forniture sono salite dell'11 per cento. E questo nonostante siano in corso rinegoziazioni sul prezzo che riguardano tutti i contratti di lungo periodo, i cosiddetti take or pay. Per il momento, Gazprom ha concesso qualche piccolo sconto per il biennio scorso, ma sta tenendo dure nella revisione dei prezzi per le prossime forniture. Anche perché l'Europa è di gran lunga il suo mercato più reddittizio.
Nel 2012 Gazprom ha realizzato un utile netto di 38 miliardi di dollari, con un calo del dieci per cento rispetto ai 2011. Lo stato russo ha il 50,002% del capitale di gazprom, che controlla il 18% delle riserve di gas mondiali e il 14% della produzione.