MILANO - Una volta erano le telefonate ad allungare la vita, oggi si potrebbe dire che sono le sedute della Giunta per le elezioni e le immunità del Senato. Il braccio di ferro tra Pd e Pdl ha portato a un rinvio di una settimana circa per il voto in giunta, mentre l'Aula di Palazzo Madama si dovrebbe esprimere nella prima decade d'ottobre sull'affaire Silvio Berlusconi. Il Cavaliere ha quindi qualche giorno in più: la sua decadenza dalla vita politica italiana è rimandata. E il titolo Mediaset, il principale suo investimento in Borsa, ne beneficia. L'azione del Biscione scatta fin dalle prime battute di giornata (il titolo) e chiude poi in rialzo di circa tre punti percentuali.
Le azioni del gruppo di via Paleocapa hanno di nuovo a portata di mano i massimi degli ultimi due anni (3,4 euro, ora è sopra quota 3,3). Si tratta dei livelli ai quali Mediaset trattava nel giugno del 2011. Facendo il parallelo tra Piazza Affari e politica, è come se l'esperienza del governo Letta e gli ultimi mesi avessero cancellato con un colpo di spugna la lettera della Bce dell'agosto 2011, la caduta del governo Berlusconi e le frizioni con Tremonti, il governo dei tecnici e quello che sembrava un confino politico definitivo per il Cavaliere. Poi la riscossa elettorale, il pareggio nelle urne dello scorso febbraio e il connubio con il Pd hanno riportato in auge i titoli Mediaset.
Alla fine del terzo trimestre dell'anno scorso, cioè nel settembre 2012, la capitalizzazione di mercato del Biscione era di 1,66 miliardi. Consierando che Fininvest, la holding di famiglia, detiene il 41,29% del Biscione, la fetta virtuale di Mediaset nel portafoglio di Arcore valeva 680 milioni. Oggi la società delle televisioni capitalizza 3,945 miliardi e per il Cavaliere il portafoglio è lievitato a 1,62 miliardi. In un anno, 1 miliardo (sempre teorico) in più. Anche Mediolanum, il fiore all'occhiello della galassia Berlusconi visti i risultati portati a casa dall'amico-imprenditore Ennio Doris, nel frattempo è bene intonata e segna un guadagno superiore all'1% (segui in diretta).

(L'andamento Mediaset da inizio anno - Bloomberg)
Le azioni del gruppo di via Paleocapa hanno di nuovo a portata di mano i massimi degli ultimi due anni (3,4 euro, ora è sopra quota 3,3). Si tratta dei livelli ai quali Mediaset trattava nel giugno del 2011. Facendo il parallelo tra Piazza Affari e politica, è come se l'esperienza del governo Letta e gli ultimi mesi avessero cancellato con un colpo di spugna la lettera della Bce dell'agosto 2011, la caduta del governo Berlusconi e le frizioni con Tremonti, il governo dei tecnici e quello che sembrava un confino politico definitivo per il Cavaliere. Poi la riscossa elettorale, il pareggio nelle urne dello scorso febbraio e il connubio con il Pd hanno riportato in auge i titoli Mediaset.
Alla fine del terzo trimestre dell'anno scorso, cioè nel settembre 2012, la capitalizzazione di mercato del Biscione era di 1,66 miliardi. Consierando che Fininvest, la holding di famiglia, detiene il 41,29% del Biscione, la fetta virtuale di Mediaset nel portafoglio di Arcore valeva 680 milioni. Oggi la società delle televisioni capitalizza 3,945 miliardi e per il Cavaliere il portafoglio è lievitato a 1,62 miliardi. In un anno, 1 miliardo (sempre teorico) in più. Anche Mediolanum, il fiore all'occhiello della galassia Berlusconi visti i risultati portati a casa dall'amico-imprenditore Ennio Doris, nel frattempo è bene intonata e segna un guadagno superiore all'1% (segui in diretta).
(L'andamento Mediaset da inizio anno - Bloomberg)