Economia

La riscossa delle "stelle" di Borsa:
crescono margini e utili delle Star

Le società quotate di media e piccola capitalizzazione hanno ripreso slancio dopo l'affanno della crisi. Torna così l'appetito degli investitori, presenti in massa all'Ismo di Banca Imi. Efficientamento dei processi e internazionalizzazione le chiavi della svolta. Ora la sfida è vedere di nuovo un'Europa in crescita

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MILANO - Le società italiane hanno disperatamente bisogno di investimenti esteri, ha ricordato da poco il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Più in generale, senza dubbio hanno bisogno di capitali per affrontare una fase economica ancora depressa e la difficoltà nell'attingere al credito bancario. Ciclicamente l'Italia dibatte sull'opportunità o meno di cedere i propri gioielli a proprietari stranieri: spesso si parla di eccellenze del Made in Italy, nomi che richiamano l'attenzione del grande pubblico perché ben conosciuti e simboli dell'industria italiana.

Ma c'è un gruppo di aziende, quotate a Piazza Affari, che sta tornando a catturare le lusinghe degli investitori - italiani e non - anche se magari il loro nome non è così evocativo per il grande pubblico come possono esserlo Gucci o Parmalat. Si tratta però di società che ricoprono ruoli di primissimo piano, a livello globale, nei settori nei quali operano. Uno spaccato di queste stelle, le aziende quotate alla Borsa Italiana sul listino denominato appunto "Star", è emerso nel corso della sesta edizione dell'"Italian Stock Market Opportunities" (Ismo), evento ormai consolidato organzizato da Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo) per dare visibilità ad alcune Small Cap.

Tra le aziende partecipanti, basta ricordare che società come Brembo e Amplifon sono leader mondiali rispettivamente nel settore dei freni e degli impianti acustici. O ancora Elica, che è prima al mondo per la produzione di cappe per la cucina, e Ivs - leader italiano e terzo in Europa per la produzione di distributori di snack e bevande. Senza dimenticare Prima Industrie, tra i quattro maggiori gruppi mondiali di macchine laser per i sistemi industriali, o ancora Engineering e Reply, che primeggiano in Italia come system integrator. "Solo alcuni esempi di aziende", spiega Alberto Francese di Intesa Sanpaolo, "che stanno tornando a riscuotere interesse da parte degli investitori: il clima è decisamente migliorato rispetto alla fase più acuta della crisi", tanto che gli investitori istituzionali presenti agli incontri Ismo erano 35.

Innovazione, la sfida di Brembo

Non a caso, la performance del segmento Star di Borsa Italiana è stata migliore rispetto agli altri indici: da inizio anno è cresciuto di circa trenta punti percentuali, contro il +8,4% del complesso delle azioni milanesi. Alla progressione borsistica fanno riscontro i dati di bilancio. "Queste società hanno subito il tracollo dei fatturati con l'avanzare della crisi. Ma sono state in grado di efficientare i loro processi, e ora i risultati si vedono sulle righe finali del bilancio". A fronte di un settore manifatturiero in calo del 6 per cento tra gennaio e maggio, "con picchi del -10 per cento per il solo mercato italiano, queste società di medie e piccole dimensioni hanno fatturati stabili". Nel semestre crescono invece i margini, con un margine operativo lordo aggregato del campione di 20 società presenti a Ismo in salita del 2,5 per cento e l'utile aggregato in espansione di circa dieci punti.

L'asse economico si sposta extra Ue. Il caso di Prima Industrie

Posto che "l'internazionalizzazione resta un requisito fondamentale e un punto di forza per le aziende di queste dimensioni", per Francese la sfida del prossimo futuro si giocherà in Europa: "Se il Vecchio Continente mostrerà una vera ripresa, si colmerà il deficit che si è visto fino a quest'anno e l'investimento in queste società continuerà ad essere interessante rispetto ai prezzi di mercato".